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Alla Staffetti per non dimenticare.

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Il mondo della cultura e della consapevolezza ha sempre più allargato l’orizzonte di senso di questo importante momento commemorativo, anche in virtù della distanza temporale che ormai allontana sempre di più i giovani dai protagonisti reali che hanno vissuto sulla propria pelle o su quella di familiari stretti i drammatici eventi legati alla Shoah. Ecco quindi che “una giornata non basta più” per favorire quel ricordo così necessario affinché non si commettano errori e brutture che fanno vergognare il genere umano: le occasioni e le modalità si sono moltiplicate, così da rispondere anche ai tanti stili cognitivi e alle tante personalità.
Gli alunni della Staffetti, guidati dai loro docenti - sempre attenti e numerosi nell’interagire con la
sensibilità necessaria quando si affrontano tematiche così delicate – hanno potuto beneficiare di occasioni diverse per aggiungere il proprio contributo personale alla commemorazione delle vittime della Shoah.
Dopo aver ricordato nei giorni scorsi fatti ed eventi prettamente storici e letterari, nella giornata di martedì 29 gennaio varie classi hanno approfondito la conoscenza attraverso attività alternative.
La 3°A ha partecipato alla commemorazione solenne in Consiglio Comunale, alla presenza di istituzioni, ed altre scolaresche. La 1°B e la 2°B si sono recate alla biblioteca cittadina per assistere ad uno spettacolo commemorativo proposto dall’associazione La noce a tre canti: tra letture, diapositive e musica è stato ricordato quel dottore che nel ghetto di Varsavia aveva creato la “Casa degli orfani”, bambini che poi aveva accompagnato al campo di Treblinka pur di non abbandonarli.

La 2°E e la 3°E hanno ospitato all’interno della scuola il signor Luciano Stagnari, che ha raccontato i ricordi del padre, vittima anche lui della follia nazifascista.
Questi ragazzi hanno forse potuto arrivare a conoscere più da vicino quello che è stato, e questo sarà loro sicuramente utile, ma l’ambizione dei loro insegnanti è che da situazioni come queste la conoscenza non sia il traguardo più importante ma sia un trampolino su cui radicare futuri comportamenti eticamente condivisi e responsabili…..per tutti!

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