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Aggiornato: 17 min 37 sec fa

Mozione alla regione Toscana: stop ai cellulari in classe

Ven, 19/04/2019 - 21:51

Le istituzioni devono essere in prima linea nella protezione dei giovani e io intendo impegnare la Regione, per quanto nelle sue prerogative, esattamente in questo senso»: così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, firmatario di una mozione proprio sull’uso – e quale uso – dei dispositivi digitali negli istituti scolastici della Toscana.

Con la mozione si impegna la giunta toscana «ad adottare, per quanto di sua competenza, ogni strumento atto a promuovere ed incentivare presso gli istituti scolastici della Toscana di ogni ordine e grado percorsi formativi sull’utilizzo consapevole dei dispositivi digitali, finalizzati al contrasto di fenomeni tanto di bullismo e cyberbullismo quanto legati a blackout challenge» anche, proponendo «il divieto di utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli studenti nelle scuole primarie nonché secondarie di primo e di secondo grado (per quanto non strettamente connesso all’attività didattica e in particolare escludendo dal divieto gli ausili digitali destinati agli studenti disabili), eventualmente prevedendo delle finestre temporali per l’utilizzo degli stessi esclusivamente in aree dedicate».

Impegna inoltre la giunta toscana a promuovere, sempre per quanto di sua competenza, «forme di cooperazione scuola-famiglia per un’educazione univoca dei giovani all’uso consapevole dei dispositivi digitali come mezzo di contrasto a bullismo e cyberbullismo, eventualmente incentivando l’organizzazione di specifici momenti di formazione e confronto sulla materia che riuniscano studenti, famiglie, insegnanti ed esperti”.

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Sciopero. Sindacati convocati al MIUR il 23 aprile, presente il presidente del Consiglio

Ven, 19/04/2019 - 21:08

All’ordine del giorno i contenuti che sono alla base dello sciopero che abbiamo indetto per 17 maggio.

È cosa senz’altro positiva. Ci attendiamo, vista la presenza del Presidente del Consiglio, soluzioni concrete a questioni concrete.

Ad esempio, vogliamo una parola netta sull’autonomia differenziata. Il governo è disposto a recedere da posizioni che, attraverso la regionalizzazione dei contratti, della mobilità, delle assunzioni, dei ruoli e cioè dello stesso diritto all’apprendimento, renderebbero diseguale un diritto uguale quale è quello dell’istruzione?

La medesima nettezza di risposta ci attendiamo sul contratto – che non può essere fatto senza risorse visti gli stipendi ben lontani non solo dalla media europea, ma anche dalla copertura del semplice potere d’acquisto – come anche sulle stabilizzazioni e la fine del precariato docente e ATA, vera ferita che pesa sulla efficacia ed efficienza del nostro sistema scolastico.

Ci aspettiamo che si metta nero su bianco un impegno concreto per un piano di investimenti in Istruzione e Ricerca, in grado di avvicinarci alla media degli investimenti dei paesi europei.

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Concorso Dirigenti Scolastici, nominati componenti aggregati sottocommissioni

Ven, 19/04/2019 - 19:47

La composizione della commissione iniziale e le sottocommissioni esaminatrici, è integrata, per la prova orale, con i componenti aggregati esperti di lingua straniera e di informatica.

I componenti aggregati dovranno rendere e verbalizzare una dichiarazione scritta, a pena di decadenza dalla nomina stessa, circa l’insussistenza delle condizioni personali ostative all’incarico previste dall’articolo 16 del D.M. del 3 agosto 2017, n. 138.

Ai membri delle sottocommissioni spetteranno i compensi previsti dal D.P.C.M. 23 marzo 1995 e dal D.I. del 12 marzo 2012, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, comma 3, del decretolegge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni,dall’articolo 1, comma 1, della legge 30 luglio2010, n. 122. Ai membri supplenti verranno riconosciuti detti compensi solamente in caso di effettivo svolgimento della funzione.

Allegato A nomina componenti aggregati

Decreto n. 580 del 19 aprile 2019

Le operazioni del Concorso 2017 Dirigenti Scolastici proseguono: le prove scritte saranno visualizzabili su Istanze online a partire dall’08 maggio 2019.

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Test TFA sostegno umiliante, sarebbero gradite delle scuse. Lettera

Ven, 19/04/2019 - 18:52

Sfido molti dei partecipanti alle prove a non dichiarare che partecipare al test di preselezione per il corso di TFA per il sostegno sia stata una circostanza umiliante ed amareggiante, non solo in termini personali ma soprattutto rispetto all’etica e alla professionalità maturata in anni di esperienza lavorativa dentro e fuori la scuola.

Sarebbe già sufficiente riflettere sul fatto che l’adozione di un test risulta essere l’ennesimo errore di vedute in quanto pratica di selezione dei futuri insegnanti in base ad una mera prova mnemonica, se si pensa poi alla strutturazione e alla natura delle domande ci si chiede chi e cosa il Ministero, e chi opera per lui, abbia voluto intercettare.

Da molti anni infatti si è radicata l’idea nel mondo della ricerca e non solo, che le professioni che prevedono una forma di presa in carico e di sostegno debbano essere correlate sicuramente a conoscenze dell’ambito specifico di intervento, ma soprattutto a disposizioni umane e profili psicologici idonei.

La forma di reclutamento del corpo insegnante non funziona, non è centrata sulla verifica dei prerequisiti e delle competenze (sapere, saper fare e saper essere) necessarie ad una professione delicata ed importante come quella dell’insegnante.

Andrebbe riformato il meccanismo di reclutamento in relazione alla mission e alle caratteristiche umane e professionali necessarie a svolgere un lavoro che incide in modo profondo e significativo sul destino formativo, e non solo, dei nostri bambini e ragazzi.

Nel corso della personale esperienza formativa e professionale mi è parso più volte chiaro che la scuola stesse andando in direzione “ostinata e contraria” ai dettami delle più accreditate teorie psicopedagogiche, da genitore, ho potuto constatare tutto questo fallimento sulle spalle dei miei figli e dei loro compagni.

Fare sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, significa spesso accogliere e sostenere ragazzi che presentano un quadro di preparazione e approccio al mondo della scuola ben peggiore di quanto le loro diagnosi e certificazioni ci possano indicare.

Capita spesso che a fronte di quadri diagnostici e funzionali indicanti ampi spazi di recupero rispetto le performance scolastiche, ci si trovi a “raccogliere” invece il risultato di percorsi scolastici inadeguati per tempistica di intervento e per impreparazione degli insegnanti di sostegno, ma non solo, che nei migliori dei casi si relegano al ruolo di elargitori di schemi e mappe cognitive.

Ci si trova quindi spesso di fronte a ragazzi e ragazze privi di ogni forma di fronteggiamento con livelli bassissimi di autostima ed autoeffecacia. Allora bisogna destrutturare ciò che la scuola, con grande dispendio di risorse, ha determinato, costruire percorsi ed implementare esperienze capaci di invertire la rotta, in grado di rendere questi ragazzi protagonisti , insieme alle loro famiglie, del loro progetto di vita.

Il prossimo corso di specializzazione per il sostegno durerà solamente sei mesi a fronte dei due anni di quelli passati, ci si domanda quindi se si faccia ancora più urgente la necessità di fare una buona selezione iniziale, che quantomeno faccia accedere ai corsi formativi persone che non debbano essere rimboccate e alfabetizzate rispetto alle teorie e alla pratiche di base.

Si potrebbe partire dai criteri di accesso alle preselezioni, determinati solo allo scopo di allargare la platea dei candidati, con il beneplacito degli atenei che hanno visto aumentare i loro introiti e l’approvazione dei sindacati concentrati soprattutto a garantire l’accesso al lavoro a diverse categorie rappresentate all’interno della scuola.

Ma i ragazzi? Dove sono i bambini e i loro bisogni educativi e formativi? Ancora una volta il mondo degli adulti li tradisce, un mondo autoreferenziale che li esclude non li pone al centro di questioni sostanziali dal punto di vista culturale, etico e sociale.

Ci si trova quindi a fare denuncia rispetto al senso delle cose e alle conseguenti scelte politiche, ma non solo, in concreto si possono trovare elementi interessantissimi e ricchi di spunti riflessivi anche scendendo ai piani inferiori, analizzando cioè le modalità di organizzazione e gestione della preselezione stessa avvenuta nei giorni del 15 e 16 aprile scorsi.

Si potrebbe cominciare con il segnalare l’accoglienza di iscrizioni fuori termine, tanto per ricevere qualche euro in più, per proseguire dal cambio di sedi per la prova. Andando avanti si entra poi nell’area della più totale anarchia riguardo il rispetto dei regolamenti di svolgimento, abbiamo infatti assistito in sede di prova ad ampie sfilate di borse alla moda e cellulari di ultima generazione tutto alla presenza dei scarsi controlli, per lo più compiacenti anche a fronte di segnalazioni. I codici a barre non sono stati pescati ma consegnati in ordine crescente e infine tanto per non perdere tempo da dedicare alla formazione, abbiamo potuto assistere a lezioni pratiche di strategie didattiche come il cooperative learning. Ebbene si, la simulata per nulla scontata ci ha permesso di assistere a performance straordinarie sulle competenze relazionali e comunicative di molti nostri colleghi, che sono riusciti a collaborare malgrado i test fossero stati distribuiti con ordini di domande e risposte sfalsati.

Ma la nostra classe di futuri insegnanti non si è scoraggiata ed ha dato ampia prova di sé. Abbastanza increduli alcuni di noi hanno terminato la prova con l’unico desiderio di uscire al più presto da quella situazione paradossale ed umiliante ed hanno atteso pazienti che qualche rappresentante del servizio di vigilanza si avvicinasse per dare avvio alla procedura di consegna delle prove, cosi come ci era stato indicato.

Dopo diversi minuti ci siamo accorti che invece si era formato un discreto gruppetto davanti al tavolo dei responsabili del settore e quindi ci siamo avviati alla consegna, per la felicità dei tanti che continuavano a lavorare in cooperazione e in totale libertà.

Passiamo poi al test, strumento pensato e strutturato per mettere in opera una selezione “negativa”, arma necessaria alla vera strategia dell’assurdo di cui siamo stati, alcuni di noi inconsapevolmente, protagonisti. Per la prova di secondaria di secondo grado nessuna delle domande era formulata in modo da poter verificare competenze relative a : “empatia, intelligenza emotiva, creatività, pensiero divergente, competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche” così come indicato dai bandi di partecipazione.

Alla fine ci ha invaso l’idea di aver partecipato ad un concorso a premi, alla sfida dei pacchi televisivi, di aver comprato e compilato una schedina del superenalotto costata 150 euro, più il costo di eventuali corsi e testi.
Quanto esposto va considerato cosa gravissima, perché perpetrata alle spalle delle famiglie che si aspettano che i loro figli siano accolti e sostenuti al meglio all’interno delle nostre Istituzioni scolastiche, così come indicato dal nostro mandato Costituzionale.

E’ inoltre importante considerare che di fronte all’evolversi e ai cambiamenti delle nostre società si fa più urgente la preparazione di insegnanti in grado di accogliere e prendere in carico realtà complesse e diverse tra loro.

Alla fine si può solo constatare che non sembra esserci la paventata area di cambiamento, anzi piuttosto una generica intenzione, altisonante nelle dichiarazioni, concretizzatesi invece senza neanche i minimi requisiti di correttezza e legalità.

Sarebbero auspicabili delle scuse ai tanti che hanno partecipato in modo serio, portando la propria etica professionale e civile ed annullare una prova che può solo considerarsi una preselezione totalmente inadeguata e scorretta nella forma e nella procedura, anche solo in considerazione dei criteri minimi di legalità.

Al Magnifico Rettore dell’Università di ***, sede in cui ho personalmente svolto la prova, possiamo dire che rispetto alla carica da lui ricoperta ha senz’altro esplicato una pratica, ma non il mandato fondamentale, la selezione puntuale ed efficace di personale adeguato a svolgere una “missione” importante, quella del sostegno e dell’inclusione nella scuola e nella società di tutti i bambini/e dei ragazzi/e in situazione di Bisogni Educativi Speciali.

Chiudo rivolgendomi e rivolgendo ai professionisti della scuola, ai responsabili Ministeriali ed Accademici una questione semplice ma importante, rispetto al modello di intervento che ci è stato presentato mi interrogo e vi interrogo su cosa sarà bene insegnare ai nostri bambini e ragazzi, se indicare loro che vale la pena impegnarsi, prepararsi adeguatamente ed avere rispetto delle regole per avere successo nella vita.

Molti contributi di psicologia sociale ci indicano che i modelli sono importanti, dovremmo ricordarcelo più spesso se non vogliamo apparire incoerenti e inattendibili agli occhi delle nuove generazioni.

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Domanda di trasferimento inviata: è possibile modificare ora le preferenze espresse?

Ven, 19/04/2019 - 18:13

Una lettrice ci scrive:

Ho chiesto il trasferimento da 30 km dove insegno nel comune di residenza di mia mamma che è  disabile e ha la 104 ,di cui io sono unico tutore, ho messo la preferenza su alcune scuole  nel comune dove lei risiede e poi il sindacato mi ha detto di mettere anche il codice del comune in generale oltre alle scuole scelte in esso dove sta mamma così  se non rientro in quelle scuole mi devono sistemare in altre del comune per priorità  mi dicono avendo la 104 . Ma a me non interessano le altre e sbadatamente ho messo il codice, ora se voglio levare quel codice, perché se non riesco ad andare sulle scuole scelte preferisco rimanere dove sono, posso ancora toglierlo visto che l’ultima data per trasferimenti al SIDI é  il 25 maggio e come?”

I termini per la presentazione della domanda di trasferimento, per tutti gli ordini e gradi di istruzione, sono stati fissati nell’OM n.203/2019 sulla mobilità 2019/20 e, come stabilito nell’art.2, il termine iniziale è stato l’11 marzo 2019 ed il termine ultimo il 5 aprile 2019.

Entro quale data è stato possibile modificare la domanda?

Il docente che ha compilato la domanda nella piattaforma ministeriale IstanzeOnLine ha avuto la possibilità di intervenire nella domanda, con modifiche o aggiornamenti , fino alla data di scadenza per la sua presentazione, cioè fino al 5 aprile.

Per le domande non ancora inviate e, quindi nello stato di “bozza”, è stato possibile modificarle senza alcuna procedura preliminare

Per le domande inviate è stato necessario annullare l’invio, apportare le modifiche e inviare di nuovo la domanda

Tale operazione non è risultata più possibile oltre il termine del 5 aprile

Nessuna modifica possibile dopo il termine ultimo per presentare domanda

Dopo il 5 aprile, quindi, termine ultimo per presentare domanda di trasferimento, non è stato più possibile correggere, aggiornare o modificare la domanda inviata.

Come chiarisce, infatti,  l’art.5 comma 1 della succitata Ordinanza ministeriale, “Successivamente alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande di trasferimento e di passaggio non è più consentito integrare o modificare (anche per quanto riguarda l’ordine) le preferenze già espresse”

Dopo i termini di scadenza è consentita soltanto la revoca della domanda presentata o la regolarizzazione della documentazione allegata

Conclusioni

La nostra lettrice, quindi, non potrà annullare la preferenza sintetica sul comune erroneamente inserita nella domanda, in quanto non interessata a tutte le scuole ubicate in quel comune, ma solo a quelle richieste con preferenza analitica.

La data del 25 maggio da lei indicata rappresenta il termine ultimo di comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili, ma non ha alcuna influenza sulla possibilità di modificare la domanda presentata

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Sindacati incontreranno Conte e Bussetti il 23 aprile: interventi straordinari per i precari, contratto e regionalizzazione

Ven, 19/04/2019 - 18:11

“La convocazione dei sindacati del comparto istruzione e ricrca alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è un fatto importante, che consente di portare al massimo livello il confronto sulle questioni oggetto della nostra mobilitazione e dello sciopero proclamato per il 17 maggio. Mi auguro che in quella sede possano venire risposte concrete alle nostre richieste, diversamente da quanto fin qui avvenuto”.

Così la segretaria generale della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, Maddalena Gissi, commenta la convocazione di un incontro a Palazzo Chigi per martedì 23 aprile giunta in queste ore ai sindacati del comparto.

“Segnali contrastanti sono venuti dall’ultimo Consiglio dei Ministri – avverte la Gissi – C’è una risoluzione nella quale si accenna a investimenti in capitale umano, si tratta di capire se e quanto possa servire ad aprire spazi reali per un contratto che intervenga in modo significativo sugli stipendi del personale, nettamente inferiori alla media europea e in coda anche nelle classifiche del lavoro pubblico in Italia; le buone intenzioni non bastano, occorre declinarle, anche attraverso le responsabilità del dicastero dell’economia, in precisi e verificabili impegni. Ma è stato anche rilanciato dalle forze di maggioranza, e non è certo un bel segnale, l’obiettivo di un’autonomia differenziata che ci vede, per quanto riguarda il sistema di istruzione, in netto dissenso. Per noi il carattere nazionale e unitario del sistema va salvaguardato pienamente, una posizione che raccoglie in ogni parte d’Italia un consenso sempre più ampio e diffuso”.

Rinnovo del contratto e autonomia differenziata sono senz’altro i temi sui quali è decisivo l’atteggiamento del Governo nel suo complesso. Altrettanto si può dire per la stabilizzazione del lavoro precario, con interventi straordinari ma soprattutto con un diverso segno delle politiche sul reclutamento in tutti i settori del comparto.

“Su altre questioni – conclude la Gissi – basterebbe un minimo di disponibilità ad agire utilizzando gli spazi di gestione del contratto, a partire dalla riattivazione della mobilità professionale del personale ATA e dalle garanzie di copertura del FUN per la dirigenza. Vedremo se il Governo saprà fare i passi necessari per dare senso e prospettive al confronto. Noi ci siamo, ma restano al momento tutte confermate le azioni di mobilitazione e di lotta decise con le altre organizzazioni sindacali”.

L’appuntamento a Palazzo Chigi è per martedì prosssimo alle 20, a incontrare i sindacati saranno il premier Conte e il ministro Bussetti.

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Sospese per un anno due maestre d’infanzia per maltrattamenti

Ven, 19/04/2019 - 17:54

I provvedimenti della Procura di sospensione per un anno dall’insegnamento sono stati notificati dai carabinieri a due maestre di 62 anni. Sono accusate di aver usato frasi ingiuriose, strattonamenti, schiaffi e percosse.

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Pensione quota 100: i contributi volontari non sono esclusi

Ven, 19/04/2019 - 17:37

Buonasera. In merito ai contributi validi per quota 100, il quadro, fino a
oggi, sembrava chiaro. Il messaggio INPS n. 1551 del 16 aprile 2019, che
avrebbe dovuto chiarire alcuni punti, a mio parere, ha peggiorato le cose.
Da quella circolare sembrerebbe che tra i 38 anni di contribuzione
necessari per quota 100 siano esclusi i CONTRIBUTI VOLONTARI. Mi sembra
assurdo; potete chiarire questo punto? Grazie in anticipo.

Pensione quota 100 e contributi volontari

Penso che la parte della circolare 1551 del 16 aprile 2019 cui si riferisca sia il punto 1.3 in cui si parla del requisito contributivo dei 35 anni utili per la pensione di anzianità necessari al raggiungimento dei 38 anni per l’accesso alla quota 100.

Nel chiarimento presente in tal punto si specifica che:”La contribuzione accreditata durante i periodi di percezione dell’indennità di nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) è utile per il perfezionamento del requisito contributivo dei 38 anni, ma non anche per il perfezionamento del requisito contributivo dei 35 anni utili per la pensione di anzianità. Infatti, ai fini del perfezionamento di tale ultimo requisito non sono utili i periodi di malattia e di disoccupazione o equiparati (ad esempio, periodi di percezione dell’indennità di ASpI, di Mini-ASpI, etc.).

In caso di pensione con il cumulo dei periodi assicurativi, il requisito dei 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia e di disoccupazione o equiparati deve essere verificato tenendo conto di tutta la contribuzione versata o accreditata presso le forme previdenziali interessate al cumulo dei periodi assicurativi (ad esempio, un soggetto con 35 anni di contribuzione presso il FPLD, di cui 3 anni relativi a periodi di malattia e NASpI, e successivi 3 anni di contribuzione presso la CTPS, ha perfezionato il requisito contributivo per la pensione quota 100 con il cumulo dei periodi assicurativi, avendo maturato 38 anni di contributi, di cui 35 anni – 32 anni presso il FPLD e 3 anni presso la CTPS – utili per la pensione di anzianità al netto dei periodi di malattia e di disoccupazione).”

Questo cosa significa?

Dei 38 anni necessari per accedere alla quota 100 35 anni devono essere stati maturati senza contare i contributi figurativi derivanti da periodi di malattia e Naspi.

La circolare, quindi, non dice che nei 38 anni non possono essere considerati i contributi figurativi poichè tutti i contributi figurativi che non derivino da indennità di disoccupazione e malattia sono conteggiati anche nei 35, ma solo che 35 anni dei 38 anni richiesti devono essere al netto di malattia e disoccupazione.

I contributi figurativi, quindi, sono utili al raggiungimento dei 38 anni per accedere alla quota 100. Spero che la mia risposta abbia chiarito ogni eventuale dubbio residuo.

 

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Sciopero 17 maggio, tutto pronto. Manifestazione a Roma

Ven, 19/04/2019 - 17:26

I sindacati FLC CGIL – CISL FSUR – Federazione UIL Scuola RUASNALS Confsal – GILDA UNAMS  hanno proclamato una giornata di sciopero per il 17 maggio, con astensione volontaria dalle attività aggiuntive dal 26 aprile al 16 maggio.

I principali punti di rivendicazione:

  • rinnovo del CCNL e salvaguardia della sua dimensione nazionale;
  • no alle ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione;
  • stabilizzazione precari;
  • soluzione delle problematiche del personale Ata.

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TFA sostegno, prova scritta. 2 domande, 15 righe di risposta, 70 minuti. Indicazioni RomaTre

Ven, 19/04/2019 - 16:58

Il numero dei candidati, per ogni prova, è il doppio dei posti disponibili per singola sede aumentato di coloro che hanno conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi.

Caratteristiche prova scritta

L’articolazione delle prove scritta e orale è stabilita dagli Atenei, che devono attenersi ai seguenti criteri:

  • la valutazione della prova è espressa in trentesimi;
  • la prova verte su una o più tematiche previste dalla articolo 6, comma 1, del DM 30 settembre 2011;
  • le prove non prevedono domande a risposta chiusa.

Queste le tematiche su cui verteranno le prove:

  • competenze didattiche diversificate in funzione del grado di
    scuola;
  • competenze su empatia e intelligenza emotiva;
  • competenze su creatività e pensiero divergente;
  • competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di
    autonomia delle istituzioni scolastiche.

Corso teorico di preparazione al TFA sostegno

Le indicazioni di Roma TRE

La prova scritta verterà su due domande, semistrutturate con 15 righe di risposta per ciascuna domanda, inerenti i temi previsti dal Bando.
2. Per ciascun ordine e grado scolastico la prova scritta sarà sorteggiata, da un candidato volontario, tra tre buste contenenti due domande ciascuna (vedi punto 1).
3. Ai candidati sarà fornito un foglio predisposto per la risposta alle due domande, un cartoncino/foglietto dove scrivere i propri dati anagrafici, una busta piccola dove inserire il cartoncino/foglietto con i dati anagrafici che va chiuso quando sarà indicato dall’organizzazione, una busta grande ove inserire, a conclusione della prova, il foglio delle risposta e la busta piccola
chiusa con i dati anagrafici.
La busta grande contenente il foglio delle risposte e la busta piccola chiusa con i dati anagrafici andrà a sua volta chiusa alla presenza degli addetti alla sorveglianza e dell’organizzazione al termine della prova seguendo le istruzioni che saranno fornite il giorno della prova.
4. Il tempo concesso per la prova è stabilito in 70 minuti. I candidati potranno consegnare la prova solo allo scadere del tempo previsto.

Data prova scritta

La prova scritta si terrà il 3 maggio 2019, l’indicazione del luogo e dell’ora in cui si svolgerà la prova, sarà reso noto il 23 aprile 2019.

N.B. Qualsiasi ulteriore informazione sul sito internet di riferimento dell’Università, che è consigliabile consultare spesso.

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Concorso Dirigenti Scolastici, dall’8 maggio prove scritte su Istanze online. Accesso agli atti. Nota Miur

Ven, 19/04/2019 - 16:34
Visualizzazione prove dall’08 maggio

A partire dall’ 8/5/2019 i candidati che hanno sostenuto la prova scritta potranno prendere visione del proprio elaborato, della scheda di valutazione e del verbale relativo alla correzione del proprio compito, accedendo con le proprie credenziali all’area ‘Altri servizi’ di Polis.

A partire dalla stessa data sarà trasmessa la mail all’indirizzo comunicato in fase di presentazione della domnda.

Istanze di accesso agli atti

Il Miur evidenzia che un gran numero di istanze di accesso agli atti ai sensi della legge 241/90 pervenute presso lo scrivente Ministero, sono state presentate anche ai sensi dell’art. 5, comma II, D. Lgs. n. 33/2013 nelle forme dell’accesso civico generalizzato.

Tali richieste seguiranno lo specifico iter procedurale di questa tipologia di accesso, caratterizzato da suoi propri termini, limiti, strumenti di ricorso e revisione.

Qualora, invece, le istanze contengano richieste di informazioni, dati o documenti non collegabili direttamente ad un interesse qualificato del richiedente, quindi ricadenti nell’ambito dell’accesso civico generalizzato ai sensi dell’art. 5, comma II, D. Lgs. n. 33/2013, a tali richieste verrà dato seguito nei modi e nei tempi previsti dalla normativa richiamata.

Verbale criteri di correzione prove scritte

Il Miur pubblica il verbale con cui la Commissione coordinatrice ha fissato i criteri di correzione delle prove scritte, nonché, previo oscuramento dei dati personali, il “verbale relativo alle operazioni di scioglimento dell’anonimato, attinenti al Corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali (D.D.G. n. 1259 del 23.11.2017)”.

Il concorso va avanti

Con riferimento alla ulteriore documentazione richiesta ( verbali d’aula, moduli anagrafici sottoscritti dai candidati e quanto altro), tenuto conto dell’ingente numero di istanze di accesso presentate, la cui immediata evasione in questa fase procedurale paralizzerebbe l’intera attività amministrativa dei competenti Uffici, il Miur comunica che l’Amministrazione provvederà a riscontrare le predette istanze compatibilmente con l’esigenza del preminente pubblico interesse di assicurare celerità, speditezza e sostenibilità della procedura selettiva.

Inoltre, fino a quando la procedura concorsuale non sarà conclusa con l’approvazione della graduatoria generale di merito, l’accesso è limitato ai soli atti che riguardino direttamente il richiedente, con esclusione degli atti relativi ad altri concorrenti.

Nota Miur 19 aprile 2019 accesso agli atti

Verbale criteri correzione prova scritta 25 gennaio 2019

Griglia di correzione quesiti prova scritta

Verbale di scioglimento anonimato

Scarica la nota e i verbali in formato.zip

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Riscatto laurea, quanto costa. Simulatore ufficiale INPS: come si accede

Ven, 19/04/2019 - 14:26
Accesso dal sito INPS

Il simulatore è raggiungibile sul sito www.inps.it, al seguente percorso: “Prestazioni e Servizi” > “Tutti i servizi” > “Riscatto Laurea” > Simulazione calcolo”.

Per accedere si può utilizzare

  • il proprio PIN dispositivo o
  • la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o
  • il Sistema Pubblico Identità Digitale (SPID).
Indicazioni per la simulazione

Lo strumento di simulazione consente di effettuare il calcolo dell’onere di riscatto, sulla base dei dati immessi e con riferimento all’anno corrente.

L’importo ottenuto ha mera valenza orientativa e potrebbe discostarsi da quello effettivo che sarà comunicato con apposito provvedimento, a seguito della presentazione della domanda di riscatto.

Si rammenta che l’onere in parola è determinato in base alle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, tenuto conto della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto.

Si ricorda, a tal proposito, che rientrano nel sistema di calcolo retributivo i periodi:

  • precedenti al 1° gennaio 1996;
  • fino al 31 dicembre 2011, se il richiedente abbia maturato 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Rientrano, invece, nel sistema di calcolo contributivo i periodi:

  • successivi al 31 dicembre 1995, se a tale data il richiedente non abbia maturato 18 anni di contribuzione;
  • successivi al 31 dicembre 2011, nei casi in cui il richiedente abbia maturato 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995.

b. Dati necessari per il calcolo dell’onere di riscatto

Una volta effettuata la scelta della gestione previdenziale nella quale si intende simulare il calcolo, scelta obbligatoria e propedeutica al perfezionamento dello stesso, l’utente dovrà inserire nel simulatore i seguenti dati, affinché la simulazione vada a buon fine:

  • anno di iscrizione all’Università;
  • numero di rate in cui frazionare il pagamento;
  • periodo o periodi da riscattare “dal…al” afferenti lo stesso anno solare.

Leggi il messaggio INPS n. 1609 del 19 aprile 2019

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Maturità 2019, Italiano: Verga, Ungaretti, ambiente, memoria storica. Il tototema

Ven, 19/04/2019 - 14:18

Come da tradizione, Skuola.net inaugura la marcia di avvicinamento alla maturità con il suo Totoesame. Oltre mille maturandi hanno provato a indovinare le tracce della prima prova. Analisi del testo: per la prosa si scommette su quattro nomi stranoti, per la poesia su Leopardi e Ungaretti. Ricorrenze: Falcone batte Leonardo. Attualità: il futuro, la memoria e l’arte tra i temi preferiti.

Poco spazio alla fantasia, meglio l’usato sicuro. Giocano sulla difensiva i maturandi. Per loro il 2019 è un anno particolare, l’esame è cambiato, già a partire dal tema d’italiano. Per questo, se gli si chiede di fare una previsione sulla loro maturità, rimangono ben ancorati alla tradizione e alla stretta attualità. O forse è una speranza. Eccolo il messaggio lanciato da circa 1000 ragazzi attraverso il Totoesame di Skuola.net che, come ogni anno in questo periodo, inaugura la marcia di avvicinamento all’esame di Stato. Lo si capisce già dal nome dell’autore indicato per l’analisi del testo. Anzi, sarebbe meglio dire del ‘doppio’ autore (visto che le tracce saranno due). Si tratta, infatti, di scrittori e poeti che si approfondiscono durante gli ultimi anni delle superiori. Anche se, per l’80% di loro, un outsider non sarebbe da escludere a priori. Maturandi che guardano al passato anche per la scelta degli altri temi (come anniversari e ricorrenze). I più quotati? La caduta del muro di Berlino e i 100 anni dalla nascita di Primo Levi.

Occhi puntati soprattutto sugli autori. Con la riforma della maturità diventano due i protagonisti. Guardando all’esempio delle simulazioni ufficiali proposte dal Miur dovrebbero essere un esponente della prosa e uno della poesia, dal 1861 in poi. Nessun autore, però, spicca ma sono tre (su altrettanti quesiti proposti) i ‘testa a testa’ che dividono gli studenti. Per quanto riguarda la prosa dell’Ottocento, ad esempio, Verga e D’Annunzio ottengono assieme i consensi di oltre la metà del campione (ma sono a pari merito con il 28% dei voti); terzo posto per Manzoni (al 17%).

Mentre, dando uno sguardo alla prosa del Novecento, si assiste a un duello tra Svevo e Pirandello (entrambi al 24%): anche loro staccano di netto il terzo (Calvino, fermo al 15%). Ennesima sfida a due tra i poeti: i più quotati – con il 18% – sono Leopardi e Ungaretti; medaglia di bronzo, con il 12%, per Montale (peraltro già uscito nella seconda simulazione). Nonostante, però, i dati vedano la vittoria schiacciante degli scrittori presenti nel programma scolastico, 4 maturandi su 5 ipotizzano che possa fare la sua comparsa tra le tracce un autore sconosciuto (com’è stato per Magris nel 2013 o Caproni nel 2017).

Passando invece alle ricorrenze che potrebbero entrare all’interno delle tracce dell’esame di Stato, i maturandi non hanno saputo orientarsi su un evento in particolare; nessuna delle opzioni proposte supera il quinto dei consensi. Quella posizionata più in alto (al 20%) sono i 30 anni del crollo del Muro di Berlino. A breve distanza troviamo altri 30 anni: quelli passati dalla nascita di Internet, che condividono il secondo gradino del podio (con il 17% dei voti) con gli 80 anni dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Medaglia di legno (12%) per i 50 anni dal primo sbarco sulla Luna. Quasi ignorati i 10 anni, appena trascorsi, dal terremoto de L’Aquila (solo 1 su 10 li vede come possibile spunto per un tema).

Tra gli anniversari legati ai personaggi famosi, invece, gli studenti si fidano degli indizi lasciati per strada dal Miur: il 2019 ha visto porre un accento particolare sulle celebrazioni per i 200 anni dalla composizione dell’Infinito di Giacomo Leopardi. Così il 18% dei maturandi crede che in qualche modo la lirica leopardiana apparirà nella prima prova. Ma questo importante passaggio per la storia della letteratura, nella corsa al Totoesame, è battuto da un altro avvenimento: i 100 anni dalla nascita di Primo Levi, che hanno ottenuto il voto di un maturando su cinque (20%). In pochi, al contrario, credono in uno degli eventi da copertina del 2019: i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci (con il 14% delle preferenze non vanno oltre la quarta posizione), scavalcati anche dagli 80 anni dalla nascita di Giovanni Falcone (15% e terzo posto nella sotto-classifica).

Tra le domande poste ai maturandi sul Totoesame 2019 non poteva mancare un quesito sui probabili temi di attualità (in genere tra i più scelti dai ragazzi) che potrebbero venir fuori il prossimo 19 giugno, giorno della prima prova. Il podio è interamente riempito da tematiche al centro del dibattito su tg, giornali e social network. Al primo posto (17%) troviamo l’Inquinamento e l’Ambiente: la battaglia sul riscaldamento globale portata avanti dalla giovane Greta Thunberg non ha lasciato indifferenti i maturandi, che l’hanno premiata come traccia regina. Sconfiggendo uno dei grandi temi su cui si discute da anni nel nostro Paese: l’immigrazione, al secondo posto (15%). Mentre la violenza sulle donne si conferma un tema caldo, posizionandosi sul terzo gradino del podio (13%). Altri ipotetici spunti d’attualità? La Tecnologia e l’Intelligenza Artificiale (12%), la Brexit (11%) le Elezioni Europee e il confronto tra europeisti ed euroscettici (10%). Poco appeal (5% dei voti) per uno dei temi dominanti della politica italiana: il reddito di cittadinanza.

Ma, se prendiamo ancora una volta come riferimento le simulazioni delle scorse settimane, possiamo notare come le tracce di attualità si siano focalizzate anche su tematiche generali (il viaggio, la nostalgia, la felicità, la fragilità). Se ciò dovesse accadere pure all’esame vero e proprio, i maturandi gradirebbero soprattutto un tema sul ‘futuro’ (18%). Altro spunto forte e sentito è quello della ‘memoria’ (15%), a riprova dell’attenzione per il passato e per la nostra storia. Così come quello sul ‘ruolo dell’arte’ (11%), una scelta forse influenzata dall’incendio di Notre-Dame a Parigi; una notizia che ha sconvolto il mondo intero e che tocca da vicino anche l’Italia, così ricca di patrimonio artistico e culturale.

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TFA sostegno, UIL: fare chiarezza su svolgimento test in Campania

Ven, 19/04/2019 - 14:04

Alcune testimonianze, oltre a lamentare gli inspiegabili ritardi e la predisposizione di spazi angusti e inadeguati, denunciano la mancanza di sorveglianza durante lo svolgimento della prova, la possibilità di lasciare l’aula e di utilizzare diversi mezzi elettronici.

Qualcuno parla addirittura di brogli molto gravi che, se confermati, rischierebbero di compromettere seriamente l’attendibilità e la validità delle prove.

La scrivente Organizzazione Sindacale chiede al Ministro che venga fatta chiarezza su quanto accaduto al fine di accertare la veridicità dei fatti denunciati e garantire la serenità di tutti.

Il Segretario Organizzativo
Luigi Panacea

Il Segretario Regionale
Antonio Di Zazzo

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Henderson denuncia la mancanza degli strumenti jazz nei licei musicali

Ven, 19/04/2019 - 13:07

Precedentemente vi avevamo già mandato un suo video che però non avevate potuto visionare in quanto lo abbiamo dovuto rimuovere per motivi tecnici con youtube. Questo il nuovo video in cui lo dichiara.

“Sono qui a Milano, in Italia e ho appena suonato l’altra sera al Blue Note. Vorrei solo dire che non penso sia giusto che il governo italiano tenga l’insegnamento del jazz fuori dalla scuola pubblica.
E’ uno stile musicale importante tanto quanto il classico, il pop, il rock o qualsiasi altro genere.
E’ una visione molto limitata da parte del governo mantenere una forma d’arte così importante fuori dalle scuole.
Spero quindi che cambino idea. Grazie
Scott Henderson

18-04-2019″

Cordiali saluti

Il video:

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Pensioni quota 100, tasks force in Veneto per accertamento diritto. Posti disponibili per mobilità?

Ven, 19/04/2019 - 12:39
Pensioni: composizione tasks force

Le summenzionate tasks force sono costituite da componenti dell’Inps, degli Uffici scolastici territoriali e da assistenti amministrativi delle scuole.

Pensioni: compiti tasks force

Le svolgono  tasks force attività di supporto, consulenza e collaborazione operativa alle segreterie delle scuole nell’uso di “Passweb” e, comunque, per l’espletamento, nei termini previsti dalla nota MIUR n. 4644 dell’1.2.2019, delle procedure finalizzate ad assicurare l’inserimento a SIDI delle cessazioni verificate e comprovate di quanti hanno presentato domanda entro il 28.2.2019, ossia tramite le misure previste dal decreto quota 100.

Pensioni: accertamento diritto a pensione e disponibilità posti

Alla precisa richiesta delle OO.SS. – riferisce la Gilda degli Insegnanti  – se i posti liberati dai docenti che andranno in pensione con quota 100 saranno disponibili per la mobilità dell´a.s. 2019/2020, l´Amministrazione afferma che, visto il termine ultimo del 28 febbraio, sarà impossibile che questi posti siano disponibili per i trasferimenti di quest´anno e di conseguenza neppure per le immissioni in ruolo.

La nostra redazione aveva segnalato il problema in anticipo, alla luce delle scadenze indicate nella nota Miur del 01/02/2019 relativamente all’accertamento del diritto a pensione:

  • per i docenti che hanno effettuato la domanda entro il 12 dicembre è fissato entro il termine ultimo del 10 maggio,
  • mentre per quelli che presentano la domanda entro il 28 febbraio quota cento e altre categorie previste dal citato decreto legge, il termine è il 31 maggio.

Il termine del 31 maggio non consentirà di considerare liberi i posti per le operazioni di assunzione in ruolo e mobilità, considerato che la data ultima per la comunicazione al SIDI dei posti disponibili è fissato al 25 maggio 2019.

Una speranza potrebbe riaccendersi per chi è interessato alla mobilità e alle immissioni in ruolo in Veneto, considerato che il lavoro delle tasks force, relativamente alle pensioni quota 100, potrebbe concludersi prima del 31 maggio, data ultima indicata nelle circolare, riuscendo a sistemare le posizioni assicurative entro il 17 maggio, anch’essa prevista nella predetta nota Miur:

Per questa ulteriore platea di cessandi (ci si riferisce a quota 100), la sistemazione delle posizioni assicurative dovrà avvenire secondo le indicazioni di cui al punto precedente, relativamente all’uso esclusivo di Passweb.
Tali posizioni dovranno essere sistemate progressivamente entro il 17 maggio 2019.

Decreto USR Veneto

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Aumenti stipendio rinviati al 2020. Rimane indennità vacanza contrattuale

Ven, 19/04/2019 - 12:13
Aumento spesa per dipendenti pubblici

Nel DEF si legge dell’aumento della spesa per i redditi da lavoro dipende delle Amministrazioni pubbliche, secondo quanto di seguito indicato:

  • nel 2019 in 172.594 milioni (+0,4 per cento);
  • nel 2020 in 174.018 milioni (+0,8%);
  • nel 2021 in 173.751 milioni (-0,2%);
  • nel 2022 in 174.859 milioni (+0,6%). 
Aumento spesa per rinnovo contratti

Nel testo si legge che “fra i fattori di incremento della spesa si segnala il rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021.

In base alle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2019, gli incrementi stipendiali nella pubblica amministrazione saranno i seguenti:

+ 1,3% nel 2019
+ 1,65 % nel 2020
+ 1,95% dal 2021

Rinnovo contratto nel 2020

Nel testo del DEF, infine, leggiamo:

Considerato che la stagione contrattuale 2016-2018 non è ancora conclusa, la previsione sconta l’ipotesi che i CCNL per il triennio 2019-2021 verranno sottoscritti a decorrere dal 2020“.

I Contratti, compreso quello dell’Area Istruzione e Ricerca, saranno sottoscritti a partire al 2020.

Ciò vuol dire che, sino alla nuova sottoscrizione, gli unici aumenti stipendiali saranno quelli derivanti dall’indennità di vacanza contrattuale.

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Anquap incontra On. Aprea (FI): affrontate criticità ATA e DSGA

Ven, 19/04/2019 - 11:57

Diversi i punti toccati. “Per quanto riguarda l’organico ATA – ha spiegato Germani – la procedura per la reinternalizzazione dei servizi di pulizia e sorveglianza dal 1° gennaio prossimo, prevista dalla legge di Bilancio 2019, non è stata ancora avviata. Noi chiediamo un nuovo reclutamento per gli ATA, visto che quello vigente è ormai del tutto inadeguato, un nuovo sistema di classificazione e revisione dei profili professionali, il superamento delle scuole sottodimensionate per assegnare a tutte le autonomie scolastiche un Dirigente e un Direttore in via esclusiva, l’indennità mensile ai Direttori SGA che lavorano in due scuole che non viene corrisposta dal 1° settembre 2014 nonostante la presenza di una legge e di ben due CCNL, l’indennità di funzioni superiori per gli Assistenti Amministrativi che sostituiscono i DSGA”.

All’ordine del giorno anche una riflessione sull’autonomia scolastica, con la modifica che dovrebbe portare a minori adempimenti burocratici per le segreterie scolastiche, sulla governance delle scuole con l’urgenza di una riforma degli organi collegiali, sulla semplificazione amministrativa con aggiornamento del sistema informativo e della sua interoperatività (SIDI) e sull’autonomia regionale differenziata in base all’art. 116 della Costituzione, con riferimento alle norme generali sull’istruzione.

Su alcuni aspetti specifici la Aprea valuterà l’ipotesi di presentare apposite interrogazioni parlamentari. Su quelli più generali si è impegnata a proseguire il confronto e l’interlocuzione con l’Anquap, dando piena disponibilità a presentare specifici emendamenti sulle tematiche esposte quando se ne presenterà l’occasione.

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Stipendio, come scaricare App NoiPa e visualizzare il cedolino

Ven, 19/04/2019 - 11:47

Stipendio aprile, il cedolino è su NoiPA. I soldi nel conto il 23

Cedolino: visibile anche sull’APP NoiPa

Ricordiamo che il cedolino, oltre che sul portale, è visibile anche sull’APP NoiPA.

Di seguito tutto ciò che consente di fare la succitata APP:

  • visualizzare e scaricare il cedolino;
  • visualizzare e scaricare la Certificazione Unica;
  • consultare le notizie del portale NoiPA;
  •  accedere direttamente all’assistenza per le funzioni disponibili sull’App.
  • consultare i pagamenti, visualizzando l’importo netto relativo all’ultima rata elaborata, in anticipo rispetto alla pubblicazione del cedolino stipendiale.
Cedolino: come scaricare l’App NoiPa

L’APP di NoiPa è scaricabile da  Google Play o dall’APP Store, a seconda del cellulare utilizzato.

Una volta scaricata, si può accedere alle notizie sopra elencate.

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Perdente posto e indicazione delle preferenze: Ecco come non commettere errori (con esempi)

Ven, 19/04/2019 - 11:39

Pierpaolo scrive

Buongiorno, volevo porre alcuni quesiti riguardanti in che ordine esprimere le preferenze nella domanda condizionata. Premetto che sono titolare in una provincia diversa da quella di residenza e per questo avevo intenzione di esprimere, come prime preferenze alcuni distretti della provincia di residenza e non di titolarità (“PREFERENZE INTERPROVINCIALI”) Una volta passati ad esprimere le PREFERENZE PROVINCIALI, volevo sapere se come prima preferenza devo esprimere la scuola di titolarità nella quale sono stato dichiarato perdente posto oppure è obbligatorio mettere prima il codice relativo all’intero comune nel quale si trova la scuola. Se devo esprimere come prima preferenza il codice relativo all’intero comune di titolarità, devo inserire anche come seconda preferenza la scuola nella quale sono stato dichiarato perdente posto o non è necessario? Dopo il codice del comune di titolarità posso poi esprimere i codici di scuole appartenenti a comuni diversi e successivamente quelli relativi a scuole dello steso comune di titolarità oppure prima quelli di scuole del comune di titolarità e poi quelli di scuole di altri comuni? Inoltre, se posso esprimere la scuola di titolarità come prima preferenza della provincia di titolarità, posso esprimere poi preferenze relative a scuole di comuni diversi e poi nuovamente scuole appartenenti allo stesso comune senza dover obbligatoriamente esprimere anche il codice del comune di titolarità? Certo di una celere risposta ringrazio anticipatamente!

Domanda condizionata e preferenze interprovinciali

In caso di domanda condizionata qualora siano espresse preferenze interprovinciali prima di quelle della propria provincia il docente non viene riassorbito se vengono soddisfatte le preferenze interprovinciali.

È quindi possibile presentare domanda cartacea e contemporaneamente condizionarla (“no”) e inserire preferenze interprovinciali dando comunque priorità a queste ultime rispetto a quelle provinciali.

Come il sistema valuta la domanda

Il perdente posto dichiarato tale in questi giorni e che presenta domanda cartacea può esprimere preferenze interprovinciali inserendole come prime nel modulo domanda (anche condizionando la domanda) e, solo se non soddisfatto in queste, si muoverà poi con domanda condizionata/d’ufficio in provincia o riassorbito nella scuola se si libererà il posto durante i movimenti.

Il sistema, quindi, valuterà le preferenze sempre nell’ordine con cui il docente le avrà espresse nella domanda.

Conclusioni

La situazione descritta da Pierpaolo è comune in questi giorni (e lo sarà fino a maggio…) per tutti i docenti che saranno dichiarati perdenti posto e che nel frattempo avevano già presentato domanda di trasferimento online optando per un trasferimento interprovinciale.

La domanda da perdente posto che sarà presentata (questa volta cartacea) non si dovrà discostare da quella già prodotta online, nel senso che il docente potrà condizionarla (indicando quindi NO nella parte che riguarda i soprannumerari) e nello stesso tempo mantenere la priorità per il trasferimento interprovinciale.

Facendo così il docente si garantisce comunque la possibilità di ottenere prima il trasferimento interprovinciale e nel caso non sarà accontentato avrà in primis la possibilità di essere riassorbito nella scuola di attuale titolarità, successivamente essere soddisfatto in eventuali sedi provinciali espresse. In ultimo, se nessuna di queste opzioni andrà a buon fine è trasferito d’ufficio partendo sempre in ordine di viciniorietà dalla scuola di titolarità.

Nel frattempo condizionando la domanda si garantisce la conservazione del punteggio di continuità.

Qualche consiglio per le preferenze.

Pierpaolo chiede prima trasferimento provinciale poi vuole esprime preferenze provinciali anche al di fuori del comune di attuale titolarità:

  1. prima preferenza: interprovinciale
  2. seconda preferenza: interprovinciale
  3. terza preferenza: interprovinciale
  4. ecc……interprovinciale….

Terminate le preferenze interprovinciali ho tre scelte:

  • Non indicare nessuna preferenza provinciale

In questo caso se non sono soddisfatto nelle preferenze interprovinciali il sistema mi assegnerà d’ufficio, in provincia, seguendo l’ordine di viciniorietà (scuole del comune, fuori comune, in ultimo in esubero sulla provincia)

  • Indicare solo scuole del comune di titolarità

In questo caso dopo le preferenze interprovinciali posso indicare le singole scuole del mio comune di titolarità.

  • Indicare anche o solo scuole di altri comuni rispetto a quello di titolarità

In questo caso, che è quello di Pierpaolo, è obbligatorio indicare l’intero codice comune di titolarità prima di esprimere scuole o codici di altri comuni.

Potrò quindi fare così:

  1. Scuola (o più scuole) del comune di titolarità
  2. Codice sintetico comune di titolarità
  3. Altre scuole o altri codici di altri comuni rispetto a quello di titolarità.

Si precisa che in nessuno dei casi elencati bisognerà indicare la scuola di attuale titolarità.

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