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La scuola in un click
Aggiornato: 27 min 10 sec fa

Docenti italiani lavorano più dei colleghi europei, ma stipendi più bassi. Maestri laureati più penalizzati

Sab, 17/08/2019 - 18:10
Stipendi medi della PA

Secondo quanto divulgato dalla RdS, nel 2017 a fronte di un dato pari a 34.491 per l’intera P.a, gli stipendi del personale della scuola si trovano nel fondo della classifica con una media di 28.440 euro

Quanto guadagnano i docenti in Europa?

I dati di Eurydice mostrano come l’orario di lavoro dei docenti italiani non è, come si racconta, nettamente inferiore a quello dei colleghi europei: le ore di lezione in Italia sono superiori alla media europea sia nella scuola primaria (22 contro 19,6) che nella secondaria superiore (18 contro 16,3) e uguali nella secondaria inferiore (18 contro 18,1).

Per quanto riguarda gli stipendi, si vedrà come l’Italia abbia una retribuzione tra stipendio iniziale e quello di fine carriera non proprio marcatissima.

Il centro studi ANIEF è intervenuto qualche mese fa sulla questione stipendi evidenziando come In Irlanda e Danimarca, ad esempio, lo stipendio iniziale è il medesimo per tutti i cicli scolastici, salvo poi differenziarsi lievemente a fine carriera. In Portogallo, Slovenia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, i compensi dei docenti della scuola pubblica non si differenziano mai, né ad avvio carriera né al termine.

Ma anche laddove si attuano delle differenze tra chi insegna nel primo ciclo e chi nel secondo, va considerato che in Europa la remunerazione annua complessiva di un docente della primaria è decisamente superiore, in alcuni casi doppia, rispetto a quella dei nostri maestri laureati: il caso della Germania è emblematico, visto che appena assunto un docente delle elementari tedesche percepisce oltre 45 mila euro, contro i 24 dei nostri maestri; al termine della carriera il maestro tedesco supera i 60 mila euro, contro appena i 35 mila euro di chi svolge lo stesso lavoro nel Belpaese e a condizioni orarie e generali pressoché uguali.

Maestri laureati i più penalizzati

In particolare, la situazione dei maestri laureati della primaria risulta quello più emblematico. Infatti, vengono pagati meno dei laureati degli altri ordini di scuola, lavorando più ore.

Lavoro sommerso

A tutto ciò non bisogna dimenticare di aggiungere quello che è da considerarsi vero e proprio lavoro sommerso dei docenti che va dall’aggiornamento, alla correzione dei compiti, alla loro elaborazione, alla stesura di tutta la documentazione necessaria e molto altro.

L’insegnante, secondo uno studio effettuato qualche anno fa dalla  giunta provinciale dell’Alto Adige, lavora 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Coloro che maggiormente svolgono lavoro sommerso sono  i docenti delle scuole superiori, con 1.677 ore annue totali. I prof della media lavorano 1.630 ore. Gli uomini lavorano un po’ di più (hanno meno impegni casalinghi), 1.648 ore, le donne 1.639 ore in un anno.

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Personale scuola, gli stipendi più bassi della Pubblica Amminsitrazione. I dati

Sab, 17/08/2019 - 17:01
In aumento i contratti a tempo

Secondo la  RdS i contratti a tempo nella PA. sono 3.367.171. Di questi, l’11,2%, pari a 340, mila  è costituita da personale precario. Questi ultimi risultano in crescita (in un anno +8,8%).

Spesa per il personale, scuola fanalino di coda

E fa il punto sulla spesa sostenuto per il personale, pari a 160 miliardi, pressoché stabile sull’anno prima (+0,2%), ma ridotta di circa 12 miliardi a confronto con l’apice del 2009, a parità di enti considerati.

Guardando alla retribuzione media pro-capite, nel 2017 a fronte di un dato pari a 34.491 per l’intera P.a, spiccano la presidenza del Consiglio con 64.611, le autorità indipendenti con 91.259 e il personale cosiddetto non contrattualizzato, specie i magistrati (137.294).

In fondo la scuola (28.440), le Regioni e le autonomia locali (28.632) e i ministeri (30.140).

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Colpo di sole ferragostano per la scuola. Lettera

Sab, 17/08/2019 - 15:55

E tra i decreti legge vi è quello della scuola, cioè quello dei concorsi che dovranno essere banditi, del rinnovo del contratto di lavoro degli insegnanti che non può aspettare più, del probabile aumento dell’Iva non più procrastinabile che dissanguerebbe le tasche degli italiani costretti a continui aumenti.

Il popolo di Salvini non è più tutto compatto e ci sono frange di contestatori che non approvano. E lo stesso di Maio, che non cerca più l’alleanza con il ministro dell’interno, a porre i freni e non andare alle urne ora.

Come non lo vuole neanche il Presidente della Repubblica Mattarella, che spera di portare a termine questa legislatura, perché non è proprio il momento di tornare al voto, in quanto vi è anche la legge di bilancio che incombe e il Paese non può permettersi un esercizio provvisorio del bilancio dello stato.

Insomma una situazione confusionaria a poche settimane dall’apertura del nuovo anno scolastico. La folle crisi di governo agostana, se non si risolve positivamente, sarà un vero disastro per una Nazione già disastrata qual è l’Italia.

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Contributi Inps mancanti, come richiederli all’Inps

Sab, 17/08/2019 - 12:55

Buonasera, ho una domanda da farvi: ho 33 anni di contributi e non mi risultano i primi contributi anno 1976 e 1977 cosa devo fare per farmi riconoscere questi due anni che ho lavoravo come apprendista?

Considerato che l’Inps in quegli anni non era efficiente nella gestione delle posizioni assicurative dei lavoratori come lo è oggi, è molto probabile che gli archivi informatici non siano stati del tutto aggiornati per i vecchi lavoratori. Vale la pena ricordare che negli anni ‘70 per la gestione dei contributi previdenziali si usava il vecchio sistema delle tessere delle marche (specie di francobolli) che venivano applicate su appositi libretti assicurativi dei lavoratori per attestare l’avvenuto versamento dei contributi. Ogni posizione assicurativa era quindi gestita in forma cartacea negli archivi Inps ancor oggi esistenti presso le sedi provinciali. Alcune marche potrebbero non essere state caricate negli archivi digitali e quindi mancano sull’estratto contributivo del lavoratore.

La “segnalazione contributiva” all’Inps

Si tratta quindi di disguidi che possono capitare ed essere sanati su richiesta dell’assicurato all’Inps. Per farlo, bisogna accedere al proprio “fascicolo previdenziale” del  sito Inps e utilizzare la funzione “segnalazione contributiva” nella gestione interessata. Bisognerà quindi compilare il modulo online e fornire tutte le informazioni necessarie al fine di permettere all’Inps di risalire ai periodi mancanti e caricarli sulla posizione assicurativa. A tal fine è bene allegare copia del libretto di lavoro dal quale risulta il periodo svolto come apprendista negli anni 1976 e 1977 e possibilmente qualche busta paga se ancora possibile. In ogni caso, qualsiasi documentazione comprovante l’esistenza del rapporto di lavoro svolto. Il periodo mancante sarà quindi caricato nell’estratto contributivo personale.

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Gli ex co.co.co si appellano al Papa per avere pieni diritti come ATA. Lettera

Sab, 17/08/2019 - 10:23

Evidentemente troppo pochi per avere l’attenzione dei politici e della Sua.

Per anni Co.Co.Co. della scuola, ma di fatto cittadini e lavoratori con diritti parziali, stipendi ridicoli e vite ordinarie. Assunti con procedura selettiva (quasi coercitiva) per titoli e colloqui, finalizzata all’immissione in ruolo, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili a quelli degli assistenti amministrativi e tecnici, sono divenuti part-time per sole 18 ore secondo quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio 2018 con uno stipendio di 677,55 euro mensili (meno del reddito di cittadinanza) rispetto ai precedenti 1.100 circa.

Questi poveri diavoli sono un numero esiguo su tutto il territorio nazionale – pari a 780 unità lavorative di cui 144 lavoratori nella sola provincia di Siracusa,gli ex collaboratori coordinati e continuativi sono dimenticati o al massimo ricordati con qualche interpellanza parlamentare che li ha dapprima resi speranzosi poi mortificati. Infatti la legge di bilancio per il 2019 stabilisce che le somme accantonate e non utilizzate del Miur serviranno al completamento dell’orario lavorativo, quindi da 18 a 36 ore, per una platea di soli 226 lavoratori sui 780 totali a partire da settembre 2019, creando, di fatto, cittadini di serie A e Z.

Qualche interpellanza parlamentare c’è stata ma è rimasta sulla carta: niente di fatto per i lavoratori che da 20 anni prestano servizio nelle scuole anzi le scelte politiche rischiano di creare ancor più una guerra tra poveri.

“Bisogna debellare questo annoso problema che attanaglia il completamento orario di tutti gli ex Co Co Co. – aggiunge Italia – Forse ci si dimentica che dietro ad ognuno di loro non c’è solo un nome, un cognome e un numero di posizione nella graduatoria, ma ci sono storie straordinariamente cariche di umanità, come quella di un collega quasi 60enne che, dopo aver seguito amorevolmente il proprio figlio fino al quarto anno di studi nella facoltà di giurisprudenza, affrontando come ogni padre le spese universitarie e non solo, all’improvviso, e proprio negli ultimi 100 metri dal traguardo, si è visto costretto a lasciargli la mano, non potendolo più accompagnare fino al raggiungimento dell’obiettivo finale tanto ambito.”

Qualche interpellanza parlamentare c’è stata ma è rimasta sulla carta: niente di fatto per i lavoratori che da 20 anni prestano servizio nelle scuole anzi le scelte politiche rischiano di creare ancor più una guerra tra poveri.

Ci sono le storie di chi ha meditato gesti estremi per l’improvvisa impossibilità di onorare le primarie esigenze per il sostentamento della propria famiglia o di tanti di loro che a febbraio, dopo un diabolico conguaglio fiscale, hanno dovuto restituire gli 80 €.

Questi lavoratori stanno pagando un prezzo troppo alto per colpe non loro e, ogni volta che ci siamo rivolti alle Istituzioni e a riferire al Ministero di Viale Trastevere manifestando lo stato di sofferenza, abbiamo avuto l’impressione che i nostri rappresentanti al governo siano abituati solo a ragionare, per ovvie ragioni anche elettorali, con i grandi numeri (basta leggere i proclami dei concorsi dei Dirigenti Scolastici, dei DSGA, dei contingenti del personale docente da stabilizzare) mentre “la questione dei 780 ex co.co.co. non importa quasi nulla, perché espressione di un numero irrisorio di lavoratori tale da non fare richiamo in termini di interesse e di propaganda elettorale a livello nazionale”.

La buona politica è quella che valuta quotidianamente e mantiene alto il livello di attenzione verso le necessità, le priorità e gli imprevisti che subentrano, guardando sempre nella direzione del cittadino. La buona politica, che inspira ed espira democrazia vera, non divide mai i cittadini, i lavoratori tra privilegiati e non, ma opera per ridurre, fino a cercare di eliminare, le disuguaglianze. Dopo oltre venti anni e una decine di riforme, tutti i lavoratori del mondo della scuola sono stati destinatari di significativi cambiamenti, tra bonus card, funzioni strumentali, Pon, Piani assunzionali straordinari: tutti hanno beneficiato dei cambiamenti che spesso, anche se non con effetti immediati, si sono rivelati forieri di risvolti positivi in senso professionale ed economico. Invece per questi lavoratori non si può dire la stessa cosa: tutto è rimasto immutato, anzi direi peggiorato. Negli ultimi anni ogni governo ha fatto e rifatto dei capolavori con dovizia di dettagli per lasciare un segno indelebile nell’ordinamento e nella storia della Pubblica Istruzione ma non mettendo tutti nelle stesse condizioni di lavoro e dignità”.

L’attuale finanziaria ha stanziato risorse per ampliare gli organici dei docenti finalizzati all’erogazione del tempo pieno nella scuola primaria, 2.000 cattedre in totale per tutta l’Italia, e alla Sicilia ne sono state assegnate ben 261. Purtroppo ne sono avanzate un centinaio. Avanzate, perché non richieste da nessuno, e a dire dei Dirigenti scolastici, a causa della carenza dei servizi scolastici non erogati dai comuni in modo adeguato, prima tra tutte, la refezione. Non si potrebbero impiegare quelle risorse per ampliare ulteriormente la rosa di assistenti da portare a 36 ore? Questa proposta non sarebbe risolutiva per tutti e 550 gli ex co.co.co. residui, ma potrebbe più che raddoppiare il numero degli assistenti che andrebbe al completamento del proprio orario di lavoro settimanale. il precedente governo ha lasciato in dote 250 milioni nelle casse del Miur inutilizzati che potrebbero essere in parte utilizzati per mettere fine a tale palese ingiustizia”. FULL TIME PER TUTTI E NON SOLO PER 226 UNITA’!!! URGENTE! Da Settembre 2019.

SANTITA’ SI OCCUPI ANCHE DI NOI E’ UNA QUESTIONE DI GIUSTIZIA SOCIALE ALTRIMENTI IL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE VERRA’ VIOLATO CON BUONA PACE DI TUTTI.

Mi auguro che questa mia possa aver toccato e sensibilizzato le corde del suo cuore e si possa attivare concretamente anche per noi cosi come sta facendo per gli immigrati.

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DSGAff: abbiamo esperienza e professionalità, abbiamo diritto alla carriera. Lettera

Sab, 17/08/2019 - 10:15

Abbiamo fatto auto formazione e tanti corsi. Abbiamo acquisito esperienza e professionalità.  E abbiamo diritto a fare carriera all’interno dell’amministrazione scolastica , come avviene in tutte le altre amministrazioni. Vogliamo essere riconosciuti per tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni. In nostra sostituzione ci sono altrettanti collaboratori scolastici che coprono il ruolo di assistenti amministrativi, anche loro ormai con esperienza acquisita.

A noi non interessano le scaramucce politiche, non importa chi prenderà a cuore la nostra situazione, a noi interessa appartenere a un paese giusto e democratico. Mi appello all’opinione pubblica, ai docenti, ai giusti di qualunque colore e lancio un ulteriore sos, aiutateci ad avere giustizia.

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Emulazioni adolescenziali: emergenza educativa. Lettera

Sab, 17/08/2019 - 10:09

Siamo in una fase di drammatica emergenza educativa che va a colpire proprio le fasce più deboli e indifese della società, ossia i giovanissimi che, di fronte a gesti estremi manifestano, a volte indifferenza e disprezzo del pericolo incombente. Occorre, dunque, che gli insegnanti ne parlino con gli alunni in classe ed anche i genitori in famiglia facendo loro capire che questi comportamenti sono ben lontano dalla formazione dell’adolescente. Ma su questo tema si confrontino anche le altre agenzie educative, le aggregazioni e le associazioni sportive purchè se ne discuti e se ne parli ampiamente.

Prevenire è meglio che curare e fare in modo che la prevenzione parta dalla scuola e dalla famiglia è fondamentale soprattutto per evitare il formarsi di una spirale di stupida omologazione ed emulazioni che porti ad evitare pericolose e tragiche conseguenze. Ė urgente che tutte le agenzie educative si coalizzino per aiutare gli adolescenti a diventare non trappole da ingannare ma soggetti responsabili dei rischi e delle difficoltà reali.

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Scuola in ospedale, dove si impara la voglia di vivere

Sab, 17/08/2019 - 10:04

La Scarabottini è anche coordinatrice della scuola del’ospedale e referente nazionale per l’istruzione domiciliare, un progetto nazionale che garantisce il diritto allo studio ai ragazzi malati.

L’istruzione domiciliare, spiega la docente, permette ai bambini ricoverati in lunga degenza di non perdere mesi di scuola, programmando insieme alle classi di appartenenza dei bambini il loro percorso scolastico in continuità di formazione.

Non si insegnano solo le materie ordinarie, ma i docenti si impegnano anche a aiutare i bambini e le famiglie ad affrontare l’impatto con la malattia e con l’angoscia della morte che purtroppo li accompagna.

Sono previsti anche progetti, come la scrittura autobiografica, a cui possono partecipare anche i genitori e molti momenti di gioco, perché ai bambini non venga mai meno la voglia di vivere e guarire.

Miur, Linee guida Scuola in ospedale e istruzione domiciliare. Ruolo dei docenti

Anche il ministro Bussetti ha commentato questo utilissimo servizio.

“La #scuola in ospedale e l’#istruzione domiciliare sono programmi fondamentali di supporto ai ragazzi e alle famiglie. Consentono di contrastare abbandono e #dispersione scolastica.
Il sistema d’Istruzione italiano si conferma un’eccellenza anche per quanto riguarda l’inclusione.
Nessuno deve essere lasciato indietro.”

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Gestione contabile scuola, confronto tra vecchio e nuovo Regolamento

Sab, 17/08/2019 - 09:03

Entro dicembre saranno disponibili i nuovi schemi di bilancio e resi operativi sul sistema informativo a partire dal 15 gennaio 2019.

Nelle attese di una preannunciata circolare esplicativa sarà utile un confronto tra il Nuovo Regolamento di Contabilità n. 129/2018 ed il D. I. n. 44/2001.

Confronto regolamenti di contabilità D.I. 129_2018 e D.I. 44_2001

Tutto sul nuovo regolamento

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Graduatorie III fascia ATA: la valutazione del servizio presso enti di formazione accreditati

Sab, 17/08/2019 - 08:44

Un nostro lettore chiede

Salve, vorrei una delucidazione in merito alla possibilità di valutare il servizio svolto nel periodo 2005-2015 presso un ente di formazione professionale nelle graduatorie ATA.

Per quanto ne sappia è possibile solo per il servizio svolto a partire dal 2009 limitatamente ai corsi IeFp (Assolvimento Obbligo Scolastico), ma sulla materia c’è molta confusione e non tutte le scuole utilizzano gli stessi criteri. Attendo la Vostra risposta. Saluti

di Giovanni Calandrino – Il servizio da valutare è solo quello prestato alle dirette dipendenze delle Amministrazioni Statali o EE.LL, cioè il servizio che determina un rapporto di lavoro mediante la stipula di contratti sottoscritti ai sensi di specifiche norme contrattuali del CCNL dei richiamati comparti.

L’USR veneto nelle FAQ pubblicate il 5 novembre 2014 aveva già fornito due risposte sulla valutazione del servizio prestato presso enti di formazione professionale:

n. 55 – In riferimento a “servizi prestati”, i servizi prestati, con contratto di lavoro a progetto presso un Centro di Formazione Professionale, possono essere considerati servizio valutabile?

Risposta ‐I servizi prestati con contratto di lavoro a progetto non sono valutabili perché il servizio deve essere prestato alle dirette dipendenze di Amministrazioni statali o Enti Locali. Il lavoro a progetto non rientra in questa tipologia.

n. 56 – E’ valutabile il servizio prestato in qualità di docente presso un Centro di Formazione Professionale privato accreditato dalla Regione ?

Risposta ‐Il servizio di docente descritto nel quesito non risulta essere prestato nelle istituzioni scolastiche indicate al punto 8) dell’Allegato. A/1 e al punto 5) dell’Allegato A/5 e pertanto NON E’ valutabile.
Inoltre l’ultima tabella di valutazione dei titoli, inserita nel decreto ministeriale n. 640/2017 per l’aggiornamento della III fascia della graduatorie di Istituto del personale ATA non ha preso in considerazione tale servizio.

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Nuovi Dirigenti Scolastici, anno di prova. Prime indicazioni [ANTEPRIMA]

Sab, 17/08/2019 - 08:37
Il periodo di prova e formazione

L’assunzione per i primi 1.984 vincitori, scatterà il 1° settembre 2019.  Da quella data partirà anche il periodo di prova e formazione, per regolamentare il quale il  Miur emanerà una apposita circolare.

Il periodo di prova comprende almeno 180 giorni di servizio effettivamente prestato nel corso dell’anno scolastico.

La formazione

La formazione ricalca sostanzialmente il modello già sperimentato con successo dal 2015 con i docenti.

Essa prevede Attività di accompagnamento e Attività di formazione, organizzate dall’USR sulla piattaforma Indire. I contenuti riprendono in buona parte argomenti già affrontati nel corso delle prove concorsuali.

Le attività di formazione (50 ore) sono organizzate per gruppi di 25 dirigenti, e avranno una dimensione laboratoriale, pratica, con studio di casi e scambio di buone pratiche professionali.

Esito negativo

In caso di esito negativo dell’anno di prova e formazione il Dirigente Scolastico viene restituito al ruolo di provenienza, non essendo prevista la ripetibilità del percorso.

Prima di giungere all’esito negativo, l’USR può disporre una ispezione per appurare le lacune segnalate relativamente allo svolgimento della funzione dirigenziale.

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Oscar dell’Istruzione: 50 mila dollari a ogni progetto vincitore

Sab, 17/08/2019 - 05:00

Sarà possibile partecipare alla selezione di progetti, aperta anche a comuni, organizzazioni non-profit e società che offrono prodotti/servizi di education technology, fino al 15 settembre.

La partecipazione è online e gratuita, e i vincitori delle 16 categorie di Oscar riceveranno 50 mila dollari per sviluppare ulteriormente il progetto che presenteranno.

Negli anni passati non sono mancati i vincitori italiani degli Oscar Qs come l’università degli Studi di Milano-Bicocca con il progetto “Enhancing Curiosity through Music”, l’ateneo di Trento con il progetto “Augmented Lectures: When Scientists Meet Artists” e la Luiss Guido Carli con il progetto “Students’ Training and Development Opportunities: A New Leadership for the Future”.

Nunzio Quacquarelli, Ceo di Qs e co-fondatore di Reimagine Education, ha spiegato che “la missione di Qs è sempre stata quella di supportare l’istruzione internazionale e di migliorare i risultati dell’occupazione, e crediamo che questo programma di premi offra alle università di tutto il mondo ulteriori incentivi per potenziare la carriera degli studenti di successo, per aumentare l’accesso internazionale ai loro programmi più importanti e porre l’innovazione pedagogica al centro dei loro curricula”.

 

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I politici ignorano le dinamiche scolastiche. Lettera

Ven, 16/08/2019 - 19:01

Errore dichiarato. A titolo d’esempio si trascrive quanto affermato, nel febbraio 2015, dal sottosegretario all’istruzione Davide Faraone: “I dirigenti scolastici saranno i sindaci della comunità scolastica, non più manager”.

Errore che deriva dall’aver attribuito al dirigente scolastico i poteri del sindaco, senza considerare che la natura dei problemi formativi/educativi non è assimilabile a quella comunale.

La finalità del sistema scolastico è “l’innalzamento delle competenze delle studentesse e degli studenti” [legge 107/2015], competenze riguardanti tutti gli insegnamenti (competenze generali), competenze riguardanti le singole materie (competenze specifiche) [legge 53/2003].

Le competenze generali esprimono l’orientamento del sistema scolastico. Esse vincolano la progettazione didattica del docente. Egli deve onorare un duplice mandato: perseguire i traguardi di sistema, trasmettere una precisa e corretta immagine della disciplina insegnata.

La cultura sistemica e l’abbattimento della complessità sono le chiavi di volta, chiavi poste a fondamento della struttura decisionale prevista dal TU 297/1994.

Unitarietà, interdipendenza, sinergia sono caratteri che la gestione comunale non possiede, se non in particolari e rare situazioni: gli assessorati operano in campi distinti, in piena autonomia.

Ne consegue che, essendo diversa la natura e la struttura dei problemi, il trasferimento del modello organizzativo comunale alla scuola, oltre ad essere concettualmente sbagliato, è foriero d’ingovernabilità.

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Da novembre corso intrauniversitario per educare al contatto con la natura

Ven, 16/08/2019 - 17:28

L’obiettivo è di promuovere l’acquisizione di saperi e l’analisi di pratiche per delineare contesti di apprendimento a sostegno di un contatto significativo e continuativo dei bambini con la natura.

“L’analisi di recenti ed innovative esperienze di educazione in ambiti formali (scuole all’aperto, green school) e non (agrinidi, agriasili ed asili nel bosco) – si legge in una nota – permetterà di ridefinire i contorni del ruolo dell’adulto in una relazione educativa e didattica che privilegia contesti differenti da quelli abituali”.

Il corso è rivolto a educatori e insegnanti di ogni ordine e grado, oltre che a persone interessate ad approfondire le tematiche dell’incontro con la natura nella propria pratica formativa, il corso verrà proposto a Milano (con un modulo ad Aosta, uno a Reggio Emilia, due a Bologna) nel periodo 9 novembre 2019-10 maggio 2020 e prova finale il 20 giugno 2020.

Cinque i principali ambiti di lavoro

  • Pedagogia della natura;
  • Contesti educativi in natura
  • Didattica della natura;
  • Interdisciplinarietà e natura;
  • Esperienze di immersione in natura: proposte, vissuti, riflessioni.

La scadenza per la presentazione della domanda di ammissione è fissata per il 24 settembre 2019.

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Più docenti e dirigenti che ricorrono ad assicurazioni per i rischi professionali

Ven, 16/08/2019 - 17:22

Il mercato della tutela legale in Italia, riferisce l’Ansa, è cresciuto del 6,9% con una raccolta premi di 446 milioni di euro, superiore di quasi 4 volte rispetto al 2000 (126 milioni di euro).

Le polizza di tutela legale hanno la fnalità di rimborsare le spese sostenute per l’avvocato in eventuali cause di lavoro, per incidenti legati alla mobilità, liti condominiali, truffe subite nell’acquisto di prodotti e servizi e molte altre situazioni. 

L’amministratore e direttore generale di DAS ricorda che esistono polizze per specifiche categorie: per l’artigiano, per le figure apicali d’azienda, per i liberi professionisti, per l’impresa agricola o quella edile, per gli alberghi, per il condominio, per la scuola piuttosto che per le associazioni

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Arwu: La Sapienza è la prima università italiana

Ven, 16/08/2019 - 17:00
Cos’è la Arwu

Il 15 agosto 2019 la ShanghaiRanking Consultancy, organizzazione indipendente di ricerca sull’istruzione superiore, ha pubblicato la classifica internazionale Academic Ranking of World Universities 2019 (Arwu) che presenta le 1000 migliori università (500 fino allo scorso anno) a livello mondiale.

La Sapienza si colloca in prima posizione tra le università italiane nel range 151-200, al 153mo posto.

Nella stessa fascia le Università di Pisa e Statale di Milano, rispettivamente in seconda e terza posizione.

Sono 46 gli atenei italiani nelle prime 1000 posizioni su oltre 1800 università censite e su circa 17000 stimate nel mondo.

Quali sono gli indicatori

Gli indicatori presi in esame dall’Arwu comprendono premi internazionali e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e produttività dei docenti.

La classifica

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Immissioni in ruolo ATA, no per assistenti tecnici nelle scuole con ITP soprannumerari

Ven, 16/08/2019 - 16:48
Contingente

Il contingente autorizzato per le immissioni in ruolo è pari a 7.759 posti di cui:

  • 7.646 immissioni in ruolo;
  • 226 trasformazioni a tempo pieno di contratti a tempo parziale al 50%, relative alla procedura di stabilizzazione dei CO.CO.CO. nei profili di assistente amministrativo e tecnico, corrispondenti a 113 posti interi.
No assunzioni assistenti tecnici in presenza di ITP in esubero

Il Miur, nella nota con cui ha fornito le istruzioni per le immissioni in ruolo, ha previsto quanto segue:

Si ricorda al riguardo che, in ottemperanza all’articolo 4, comma 81, della legge 12.11.2011, n. 183, è preclusa l’immissione in ruolo di assistenti tecnici negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnati tecnico-pratici soprannumerari.

Così dispone la succitata legge:

Allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, e’ accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico.

In definitiva, nelle scuole secondarie di secondo grado, ove sono presenti ITP soprannumerari non è possibile procedere all’immissione in ruolo di assistenti tecnici.

DM 725/2019

nota

contingente assunzioni

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Diplomati magistrale: nuovo ruolo da concorso e continuità didattica, chiarimenti

Ven, 16/08/2019 - 16:35

Una nostra lettrice chiede

Sono una insegnante di scuola primaria entrata in ruolo da Gae (con riserva) in una provincia della Toscana, nell’anno scolastico 2018/2019. Ho fatto domanda di trasferimento provinciale e luglio 2019 ho ottenuto il trasferimento nella sede richiesta. Ho sostenuto anche il concorso straordinario e sono entrata in ruolo in un’altra provincia. Il mio dubbio è questo: posso chiedere utilizzazione per continuità didattica nella sede dove ho ottenuto il trasferimento? In attesa di un vostro riscontro vi saluto con cordialità

La risposta al quesito è negativa.

Utilizzo è nella scuola dello scorso anno: solo così si garantisce continuità didattica

La norma dell’utilizzo nella stessa scuola dello scorso anno scolastico serve a salvaguardare la continuità didattica, ossia a continuare a insegnare possibilmente con gli stessi alunni con i quali è stato intrapreso un percorso didattico.

Non esiste pertanto una “continuità didattica” nella scuola in cui è stato ottenuto il trasferimento con i movimenti dell’a.s. 2019/20. Quella è una scuola nuova, come nuova è quella ottenuta con la procedura di immissione in ruolo e dunque – dal punto di vista della continuità didattica – sono pari.

L’utilizzo va richiesto entro due giorni dall’assegnazione della sede per l’a.s. 2019/20.

La domanda va inviata

  • all’Ufficio Scolastico della provincia di titolarità in caso di domanda provinciale;
  • all’Ufficio Scolastico della provincia di destinazione e per conoscenza all’Ufficio della provincia di titolarità in caso di domanda interprovinciale.

II personale interessato beneficerà dell’utilizzazione richiesta limitatamente all’a.s.  2019/20.

Il testo dell’accordo

N.B. L’accordo vale a livello nazionale.

Utilizzo può essere richiesto anche da chi ha ottenuto mobilità in scuola diversa da quella dell’a.s. 2018/19

Ricordiamo che tutti i docenti diplomati magistrale in ruolo con riserva da GaE, che ricevono un nuovo ruolo da concorso straordinario 2018, possono presentare domanda di utilizzo, anche se con la domanda di mobilità hanno già ottenuto titolarità in una scuola diversa.

La precisazione viene dal sindacato UIL in riferimento a quanto stabilito in Lombardia.

N.B. Affinchè la richiesta sia accolta è necessario che il posto sia ancora libero, ossia non sia stato assegnato nelle procedure di mobilità.

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Docenti GAE-GM Vincitori di Concorso: assumeteci sui 20mila posti “quota 100”. E’ un nostro diritto

Ven, 16/08/2019 - 16:22

Sulla sconcertante vicenda amministrativa ci sono state ben 2 Interrogazioni Parlamentari (a tutt’oggi senza alcuna risposta!), una a
firma della Senatrice Simona Malpezzi (Partito Democratico) e l’altra
dell’On. Lucia Azzolina (M5S) che chiedevano con forza al Ministro
dell’Istruzione Marco Bussetti di rendere questi 20 Mila Posti Vacanti
immediatamente disponibili per le nomine in ruolo 2019 dei Vincitori di
Concorso già presenti nelle Graduatorie.

Giova ricordare che è proprio la Costituzione Italiana a sancire
testualmente nell’articolo 97, 2° comma, che “nella Pubblica
Amministrazione si entra per Concorso“.

Alle 2 Interrogazioni Parlamentari hanno fatto seguito anche le
dettagliate Risoluzioni in Commissione Cultura della Senatrice Vittoria
Casa, dell’Onorevole Virginia Villani (M5S) che impegnavano il Governo
ad atttribuire tali Posti Vacanti ai Docenti Vincitori di Concorso GAE e
GM.
Non da ultima è intervenuta lo scorso 7 Agosto la Senatrice Bianca Laura
Granato (M5S) che in un chiarissimo ed efficace Intervento nell’Aula di
Palazzo Madama denunciava con veemenza proprio su “Quota 100” il
silenzio assordante dei Sindacati Confederali.

Di fronte a tali inettitudini ed inerzie Amministrative e con la
“Procedura di Infrazione Europea” che incombe Perentoria sul MIUR, il
prossimo Lunedì 2 Settembre (dalle ore 9), insieme a tantissimi Docenti
di #Ruolo e #Precari che giungeranno solidalmente da tutta Italia, il
Movimento Docenti Motivati ed in Formazione Continua della Prof.ssa
Annamena Mastroianni ed il Coordinamento Nazionale Docenti GAE-GM
Vincitori di Concorso manifesteranno la propria indignazione in Piazza
Montecitorio a Roma per chiedere ancora una volta alle Istituzioni di dare
una risposta concreta, con Atti Amministrativi certi e risolutivi, alla
vergogna dei 20Mila Posti Vacanti di “Quota 100” ancora non assegnati
ai legittimi Vincitori di Concorso GAE-GM che da oltre 20 anni stazionano
nelle Graduatorie.

*Coordinamento Nazionale Docenti GAE-GM Vincitori di Concorso

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Ambienti didattici innovativi, Sasso (Lega): in Puglia circa due milioni di euro

Ven, 16/08/2019 - 16:16

“Si tratta di un provvedimento – dichiara Sasso – che a livello nazionale in tutto prevede oltre 20 milioni di euro e che vede la mia Puglia tra le regioni più finanziate.

Con questa misura – prosegue Sasso – diamo un forte impulso per diffondere nella scuola un nuovo modo di concepire l’aula, attrezzandola con arredi e dispositivi che favoriscano metodologie didattiche innovative.
Le richieste di finanziamento pervenute a seguito di avviso pubblico sono state tante e, per questo, come Lega e come MIUR abbiamo assunto l’impegno di trovare ulteriori risorse dopo quelle già stanziate a gennaio per lo stesso motivo.

Diamo così la possibilità a numerosi istituti di dotarsi di ambienti laboratoriali con tecnologie innovative per l’utilizzo della realtà virtuale, della robotica educativa, della stampa 3d.

Ringrazio il Ministro Marco Bussetti per aver dimostrato ancora una volta concretezza e pragmatismo, finanziando in tutta Italia oltre 1000 scuole e tra queste, 95 della mia Puglia”.

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