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La scuola in un click
Aggiornato: 21 min 59 sec fa

Parte il progetto “Fuoriclasse” contro la dispersione scolastica

Ven, 18/10/2019 - 22:06

Il progetto vuole costituire per le scuole un percorso multidisciplinare, volto allo sviluppo dei ragazzi per favorirne le potenzialità personali attraverso la metafora dello sport.

Il progetto è rivolto all’istituto comprensivo Sassuolo 2° Nord – Scuola secondaria di primo grado “Parco Ducale”.

Fuoriclasse sarà presentato alla stampa martedì 22 ottobre alle ore 10.30 nella sala docenti dell’istituto “Parco Ducale” in largo Bezzi 6 a Sassuolo alla presenza degli organizzatori, delle istituzioni cittadine e della dirigenza scolastica, che saranno a disposizione anche per interviste e approfondimenti.

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Riforma organizzazione del Ministero dell’istruzione: potenziato orientamento e scuola digitale [SCHEMA DECRETO ANTEPRIMA]

Ven, 18/10/2019 - 21:31

Il nuovo disegno organizzativo mantiene la ripartizione in tre distinte strutture dipartimentali:

  • istruzione,
  • formazione superiore,
  • ricerca e servizi trasversali all’amministrazione

La riforma mira a realizzare sinergie organizzative attraverso accorpamento all’interno della medesima struttura dirigenziale generale di strutture che svolgono funzioni analoghe.

In particolare:

  1.  la direzione generale per lo studente, l’inclusione è l’orientamento scolastico assume diversa denominazione e potenzia le competenze in materia di orientamento, il cui sviluppo strategico è considerato elemento di forte impatto sul successo scolastico è potente strumento di inclusione
    la nuova direzione generale per i fondi strutturali per l’istruzione, edilizia scolastica e la scuola digitale aggrega competenze finalizzate a potenziare lo sviluppo delle Infrastrutture e l’utilizzo dei fondi europei, anche intesi come opportunità di finanziamento di programmi di sviluppo mirati alla coesione sociale e allo sviluppo della Scuola digitale, considerando le linee strategiche della digitalizzazione delle istituzioni scolastiche un fattore di innovazione didattica di particolare rilevanza
  2. Inoltre la direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione è costituita da 8 uffici dirigenziali non generali, in sostituzione dei precedenti 7 uffici, integrando al suo interno la funzione di indirizzo dell’Invalsi e dell’Indire.

    La direzione generale per il personale scolastico viene articolata in 7 uffici, invece di 6 punto assorbendo la funzione del contenzioso del personale scolastico

Rivisto è anche l’impianto del personale che viene riassunto in questa tabella

Scarica Decreto in anteprima

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Diplomati magistrale, CUB: prorogare i contratti ma anche assumere

Ven, 18/10/2019 - 20:24

Dopo quella sul prossimo concorso per 24.000 assunzioni (una briciola se confrontato alla dura realtà dei circa 200.000 supplenti in servizio) è appena stata firmata l’intesa sui diplomati magistrale.

Cosa prevede? Vediamolo in breve:

1.chi avrà una sentenza di merito negativa sarà licenziato e però potrà proseguire da supplente, il servizio fino al 30 giugno;

2.l’Amministrazione si impegna a individuare, in tempi brevi (?!?), l’idoneo vincolo normativo per consentire l’estensione (fino a quando?) dei contratti che andrebbero sciolti al 30 giugno 2020.

3.il posto di ruolo liberato dai licenziamenti sarà assegnato agli aventi diritto cioè a chi era inserito in GAE in posizione successiva e sempre ammesso che ve ne siano (problema molto concreto soprattutto nel Nord Italia).

Il problema è dunque veramente risolto? Ovviamente NO e per spiegarlo partiamo da un esempio concreto: le circa 40 colleghe di Lodi licenziate la scorsa settimana. Diverse sono ancora disoccupate mentre altre, da lunedì 14 ottobre, sono già tornate, da supplenti, sul medesimo posto di lavoro che occupavano come docenti di ruolo poiché non ci sono altri aspiranti a quel posto! Ma comunque, nonostante la disponibilità di organico, gran parte di loro non potranno mai più ambire ad occupare quelle cattedre a pieno titolo perché l’intesa non sembra prevedere meccanismi utili alla loro stabilizzazione.

Se si volesse risolvere veramente il problema si dovrebbe finalmente prendere atto del fatto che:

le assunzioni da concorso riservato, per questo anno, sono state pochissime;

bisogna evitare gli spostamenti di masse di colleghi da una regione all’altra;

occorre investire sulla scuola nel Centro-Sud arricchendone l’offerta formativa e quindi gli organici;

si deve considerare la necessità di un nuovo concorso riservato col quale sia possibile colmare tutte le carenze di organico oggi esistenti e sanare le ingiuste esclusioni dal precedente concorso (si pensi a chi non aveva i due anni nella scuola pubblica pur vantando molto più servizio nella paritaria);

infine che dopo 36 mesi di servizio si deve aver diritto alla stabilizzazione!

Questo senza dimenticare la disparità di trattamento che si verrà a creare tra i 10mila diplomati inseriti in via definitiva nelle GAE da diverse sentenze precedenti la plenaria del Consiglio di Stato e quelli ancora con giudizio pendente.

La Cub Scuola Università Ricerca è ovviamente favorevole alla proroga contenuta nell’intesa perché allontana la prospettiva della disoccupazione ma riteniamo che, nella situazione sopra descritta, sia soltanto un piccolo tassello di un puzzle a tinte ancora troppo fosche perciò presenteremo le nostre preoccupazioni al sottosegretario De Cristofaro martedì 22 ottobre al MIUR.

Nel frattempo invitiamo a non abbassare la la guardia e continuare a lottare perciò che spetta: stop ai licenziamenti, stabilizzazione e retribuzioni adeguate.

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Bimbo precipitato a scuola, si indaga su omessa vigilanza delle maestre e ATA

Ven, 18/10/2019 - 18:45

Secondo quanto riporta l’ANSA, l’ipotesi principale su cui sta lavorando la Procura è di omessa vigilanza sul bimbo, da parte delle maestre o dei collaboratori scolastici.

Nelle prossime ore potrebbero esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati. Dai primi rilievi, invece, non sono emerse irregolarità sulla ringhiera delle scale le cui sbarre (i tiranti) erano separate da una distanza di soli 12 centimetri.

Il bambino di 6 anni è caduto da una altezza di circa 10 metri  nella tromba delle scale del palazzo in cui è ospitata la scuola.

Dalle prime testimonianze sarebbe caduto dal secondo piano del palazzo fino al piano -1: un volo di tre piani che gli ha provocato un gravissimo trauma cranico e le sue condizioni sono apparse subito molto serie ai primi soccorritori.

All’interno dell’istituto i carabinieri della compagnia Milano hanno ricostruito l’accaduto, prima di tutto cercando di capire se l’incidente sia avvenuto durante la ricreazione o durante l’orario scolastico.

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Sì al PAS sostegno, dare valore all’esperienza. Lettera

Ven, 18/10/2019 - 18:11

Urge un PAS Sostegno per i docenti con 3 annualità di servizio per valorizzare l’esperienza maturata sul campo nel
corso degli anni.

Inoltre ritengo doveroso il conseguimento di una abilitazione all’ insegnamento sulla disciplina prima di una eventuale
specializzazione sul Sostegno. Diploma, Laurea, Abilitazione e, poi, eventualmente Specializzazione.

Rispetto delle regole e dei diversi steps.

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Aumento stipendi insegnanti, solo 80 euro in tre anni. Allarme sindacati

Ven, 18/10/2019 - 18:01

“Le anticipazioni rispetto all’impostazione della legge di bilancio – scrivono i sindacati – consentono di ipotizzare ad oggi, per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca, incrementi stipendiali che a fatica raggiungerebbero gli 80 euro, per di più spalmati nel triennio contrattuale.

Siamo dunque ben lontani dalle affermazioni ripetutamente rilasciate dal ministro Fioramonti, e soprattutto dagli impegni assunti esplicitamente in intese che lo stesso presidente del Consiglio ha direttamente firmato.
A partire dall’Intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile, e in tutte le sedi di confronto tuttora in atto col MIUR, l’obiettivo di una complessiva e significativa rivalutazione degli stipendi del personale della scuola, dell’Università e della Ricerca è stato più volte ribadito come precisa priorità da assumere in previsione del rinnovo del contratto. Lo stanziamento di adeguate risorse in legge di bilancio, con un consistente investimento nei settori della conoscenza, costituisce una premessa ineludibile per una doverosa valorizzazione di tutte le professionalità operanti nel comparto.

I segnali che si colgono vanno in tutt’altra direzione – proseguono le organizzazioni sindacali  – e ciò determina una situazione francamente inammissibile.

La serietà con cui le organizzazioni sindacali si stanno impegnando in ogni sede di confronto esige di essere ricambiata da un impegno altrettanto serio, facendo seguire alle parole atti concreti e scelte coerenti e conseguenti.

Non si può assumere l’impegno di avviare un percorso di avvicinamento delle retribuzioni del comparto alla media di quelle europee e poi disattenderlo così clamorosamente nei fatti, come avverrebbe se si confermassero le anticipazioni diffuse sui media.

I tavoli di confronto aperti al MIUR diventano a questo punto la sede di un immediato chiarimento  – concludono i sindacati –  di cui sarà dato conto al personale che rappresentiamo, pronti se sarà necessario ad assumere le opportune iniziative di mobilitazione.”

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Potenziamento infanzia necessario, migliaia di docenti in GaE. Lettera

Ven, 18/10/2019 - 17:53

Tra queste, non ultime, il potenziamento delle tantissime maestre della scuola dell’infanzia statale che oggi vivono in sezioni numerosissime di bimbi che chiedono attenzioni e cure continue.

In una scuola inclusiva non si può non tener conto della richiesta di potenziamento per questa cdc, anche perché le graduatorie ad esaurimento contano ad oggi migliaia di docenti che attendono da tanti anni di lavorare e di essere stabilizzati.

Non si può lavorare in una sezione in un rapporto pari a 1:28, sono bimbi piccoli e le maestre vanno in burnout come già assodato.

Per il potenziato confido nella prossima legge di bilancio, e se la scuola dell’infanzia statale non è obbligatoria che il governo renda rendete l’ultimo anno tale. Bisogna cambiare quest’ordine scolastico, primo segmento dell’ istruzione ma ultimo ad essere contemplato nelle aule parlamentari. Grazie

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Insegnante rimprovera studentessa: la madre corre a scuola e lo schiaffeggia

Ven, 18/10/2019 - 17:18

Sono dovute intervenire le volanti della polizia per rimettere a posto la situazione, chiamate dal personale della scuola media in cui si è verificato l’episodio.

Secondo quanto riportato da Palermo Today, il docente avrebbe invitato la studentessa a non uscire dall’aula senza autorizzazione per non interrompere la lezione. L’alunna non ha però voluto seguire la richiesta del professore. A quel punto l’insegnante avrebbe preso la ragazza sotto braccio dal corridoio per riportarla nel banco. Così la giovane è subito uscita e ha chiamato la madre, riferendole che il docente le aveva messo le mani addosso.

La madre è corsa a scuola e ha schiaffeggiato l’insegnante.

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Barbagallo (UIL), avviare tavolo governo per lavori gravosi

Ven, 18/10/2019 - 17:00

Lo ha rimarcato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, partecipando al convegno “La sicurezza nelle nostre reti”, organizzato dalla Uil pesca, a Mazara del Vallo, che ha visto al centro il tema della salute e sicurezza nel settore della pesca e le ricadute sul fronte della previdenza.

“Una ricerca dell’Ital e della Uila – ha dichiarato Barbagallo – ha consentito ad un gruppo di medici di salire a bordo di alcuni pescherecci e, con il supporto di attrezzature sofisticatissime, di misurare lo sforzo fisico dei pescatori, mentre svolgevano la loro attività. Ebbene, quella ricerca è riuscita a dimostrare l’origine professionale delle malattie che colpiscono questi lavoratori e ora potrebbe essere avviato un percorso sul fronte della tutela previdenziale, ma anche su quello della prevenzione dei rischi per la salute. Questa ricerca – ha sottolineato il leader della Uil – fa da pendant alla nostra richiesta di attivare subito la Commissione tecnico scientifica per l’individuazione dei lavori più gravosi e usuranti, ai quali attribuire il beneficio dell’anticipazione dell’età pensionistica”.

La legge Fornero, ha concluso, “è sbagliata anche perché considera i lavori tutti uguali: non è giusto che tutti vadano in pensione alla stessa età, chi svolge un’attività particolarmente usurante deve andarci prima. E la decisione deve essere assunta sulla base di una valutazione tecnico-scientifica”.

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Legge di Bilancio, Fioramonti: fondi scuola e università sono insoddisfacenti

Ven, 18/10/2019 - 16:52

“Il dibattito continua e nei prossimi giorni – ha concluso il titolare del Miur – continuerà il mio impegno per portare a scuola, università e ricerca i finanziamenti che servono”.

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Il DM 631 ha creato ai docenti altrettanti danni della L. 107. Lettera

Ven, 18/10/2019 - 16:38

Vorrei segnalare anche la situazione di quei docenti “vittime ” anch’essi del DM 631 che ha pesantemente condizionato e penalizzato la scelta della sede per effettuare l’ anno di prova.

Tutti sanno che in base a questo decreto i primi in graduatoria del concorso 2018 hanno dovuto scegliere i posti residui dell’ a. s. 2018-19, pur entrando in ruolo a partire dal 1 settembre 2019, in piu’ la legge di bilancio del 31 dicembre 2018 ha posto un vincolo di 5 anni per tali docenti.

Si auspica anche in questo caso una presa di posizione da parte del MIUR finalizzata a ridare serenita’ a tanti docenti non piu’ giovani che dopo tanti anni di precariato, l’ abilitazione e concorsi vari, gli si dia la possibilita’ di poter partecipare alla mobilita’ 2020 , in quanto, tanti saranno i posti che si libereranno, anche in virtu’ di quota 100.

Ovviamente anche i sindacati devono prendere in considerazione questa vicenda per fare le dovute pressioni al Miur e ai nostri governanti, va bene la continuita’ didattica ma deve essere garantita anche la stabilita’ e la serenita’ in ambito lavorativo, questa situazione e’ inaccettabile, questi docenti sono stati penalizzati due volte, ossia dal DM 631 e dalla legge di biancio del 31 dicembre 2018;

ricordo infine che nel decreto del concorso 2018 non si accennava minimamente al blocco dei 5 anni, per altro dichiarato incostituzionale, e che i docenti terzo anno FIT che hanno affrontato l’ anno di prova lo scorso anno possono quest’ anno partecipare alla mobilita’, proveniamo dallo stesso concorso, non e’ possibile questo diverso trattamento, con l’ aggravante ripeto del DM 631 che in molti casi ha determinato per i primi in graduatoria lo spostamento in altre provincie, mentre per quelli piu’ indietro in graduatoria la possibilita’ quest’ anno di scegliere una sede piu’ comoda rispetto alla propria residenza.

Si deve prevedere insomma una deroga al vincolo quinquennale per quei docenti rientrati nel DM 631, e’ assurdo scegliere dei posti del contingente dell’ anno passato, si diceva che saremmo stati riconvocati per scegliere di nuovo la provincia e la sede in basa al nuovo contingente, ma non e’ stato cosi’, si spera per quest’ anno in una soluzione anche per questi docenti.

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La dispersione implicita si spiega guardando “a monte”

Ven, 18/10/2019 - 16:20

Il quadro risulta completo se oltre a guardare a valle  (i risultati), si getta lo sguardo anche a monte (le cause).

La dispersione scolastica implicita, un’ interessante analisi

La dispersione scolastica implicita è stata  analizzata da un articolo di Roberto Ricci (Responsabile nazionale prove Invalsi).

Al contesto della tradizionale dispersione scolastica  (=abbandono ), R. Ricci ne aggiunge uno nuovo. Fino a un certo punto meno  incline a divenire notizia, fino a che non assume le caratteristiche evidenti di un dramma. Mi riferisco alla dispersione implicita. Scrive il responsabile Invalsi: ” Accanto ai giovani adulti che non hanno conseguito un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, esiste una quota non trascurabile di studenti che terminano il loro percorso scolastico, ma senza raggiungere, nemmeno lontanamente, i traguardi minimi previsti dopo 13 anni di scuola… Anche questi giovani rappresentano un’emergenza per il paese, per due ordini di ragioni. In primo luogo, i dispersi impliciti affrontano la vita adulta con competenze di base totalmente insufficienti per agire autonomamente e consapevolmente nella società in cui vivranno.

Fin qui la riflessione che seguita dai dati completa il “quadretto”: la quota media dei dispersi impliciti è del 7,1% che sommata con quella relativa agli abbandono (14,5%) si supera la soglia del 20% di persone, intelligenze e risorse positive per il progresso del nostro paese “bruciate. Un dato allarmante!

Per capire occorre “guardare a monte”. Iniziamo dalla velocità e multitasking

Nei giorni scorsi sono apparsi diversi articoli di giornali o di stampa specializzata sull’articolo di R. Ricci. Tutti interessanti! Qui vorrei però porre l’attenzione sulle cause. Quello che in gergo si dice “andare a monte del problema”.

La prospettiva ci porta a considerare il ragazzo, la famiglia, il contesto sociale, la scuola. Ognuna di queste realtà è connessa con le altre, tale da creare una rete  dalla quale è difficile stabilire una graduatoria.

Il contesto attuale è caratterizzato dalla velocità e dal multitasking. E questo chiama in causa lo sviluppo tecnologico, ma soprattutto l’uso distorto che ne fanno i nostri ragazzi. Essi sono definiti “nativi digitali”, conferendo a loro un alone  di competenza che non corrisponde ai fatti. Il loro approccio, scrivevo sopra,  è basato sulla velocità della lettura che spesso si conclude cliccando sul pulsante “I like”, basando la loro scelta più sulla  sensazione ( “Colpire e sedurre” G. Lipovetsky)  che sull’approfondimento del contenuto. Spesso sintetico che richiama il format Twitter che prima del settembre 2017 imponeva 140 caratteri per messaggio, oggi invece raddoppiati.

L’operazione di lettura e di scrittura, quando quest’ultima è presente, è compiuta saltando senza uscire da un ambiente social o chat all’altro ( Multitasking).

Ovviamente questo approccio veloce e multitasking contrasta con la lentezza dello studio, propedeutico alla formazione delle competenze. Un esempio in parte collegato a quanto detto. Qualcuno ha definito i nostri ragazzi  la generazione Z del copia e incolla, impegnata a ricercare le informazioni più utili e funzionali al non perdere tempo. Da qui il senso di un interessante lavoro di N. Carr Internet ci rende stupidi? o di M. Spitzer “Demenza digitale”.

Si prosegue con la svalutazione sociale della cultura e…

A questo aggiungo la svalutazione sociale della cultura, spesso formalizzata da personaggi famosi con dichiarazioni riguardanti l’inutilità della cultura. Questa convinzione tocca le famiglie, soprattutto quelle che ricorrono al TAR per la bocciatura o una valutazione inferiore rispetto alle aspettative. Nella migliore delle ipotesi il sistema formativo  è inteso come un diplomificio dove conta più la promozione che la formazione.
L’atteggiamento delle famiglie spiega in parte la presenza delle classi pollaio. Infatti eccetto rari casi di presidio educativo da parte dei genitori che ricorrono al TAR e qualcuno anche in Cassazione l’obbrobrio voluto dal duo Gelmini-Tremonti (2008-09) è ancora presente. Chi fa esperienza di questo tipo di organizzazione sa benissimo che la formazione è necessariamente superficiale, non inclusiva, non personalizzata…
Ma anche il sistema formativo ha le sue responsabilità. In primis la Legge 107/15 che premia progetti fuori o attività espletate fuori dall’aula, dimenticando che la ragion d’essere del sistema formativo è la classe che si rapporta con le conoscenze, capacità e competenze che caratterizzano un curricolo.

Concludo citando l’usura lavorativa di docenti stanchi e da decenni presenti nelle aule. Nel primo caso la situazione porta al burnout, nel secondo invece presenta un sistema scolastico con una presenza di docenti ultracinquantenni. Tra questi diversi sono stanchi, demotivati dalle politiche punitive degli ultimi anni (Decreto Brunetta, 2009) o dalle intrusioni del financapitalismo (L. Gallino), processo iniziato con la Carta dei servizi (1995), proseguito con l’autonomia organizzativa (Legge 59/97 e D.P.R. 275/99) e la  Riforma Gelmini e chiuso con la legge 107/15. Senza dimenticare che intorno esisteva il nulla, costituto da dieci anni di vacanza contrattuale con una significativa perdita d’acquisto (7%, Studio Gilda).
Fatte queste premesse per la scuola l’impegno per una riduzione significativa della dispersione implicita, costituisce una mission impossible.

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Posti vacanti Dsga a Venezia: domande entro il 22 ottobre. Avviso

Ven, 18/10/2019 - 16:20

L’Ufficio scolastico di Venezia con nota 12301 del 17-10-2019 dà avviso che per l’eventuale incarico di Dsga da espletare fino al 31.8.2020 possono produrre domanda entro il 22 ottobre 2019, tramite i modelli di domanda A e B allegati all’avviso:

  • il personale neo-immesso in ruolo, appartenente all’Area B del Comparto Istruzione e Ricerca Sezione Scuola, profilo di assistente amministrativo con contratto a tempo indeterminato, in servizio nelle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado in tutte le province d’Italia. Ai fini dell’attribuzione del punteggio saranno valutati i requisiti di cui all’art.7 lett. B del CCIR sottoscritto, per la regione Veneto, in data 03.07.2019, e pertanto gli interessati dovranno compilare il modello di domanda A;
  • gli assistenti amministrativi non di ruolo che, già nominati dalle graduatorie di tutte le province d’Italia o chiamati in ordine di graduatoria di tutte le province d’Italia per il conferimento di una supplenza relativa al profilo di appartenenza, a condizione che siano in possesso del titolo di studio previsto dalla Tabella B allegata al CCNL comparto scuola del 29.11.2007 ( laurea specialistica in giurisprudenza, in scienze politiche sociali e amministrative; in economia e commercio o titoli equipollenti). Gli interessati dovranno compilare il modello di domanda B;
  • i candidati inseriti nelle graduatorie d’istituto di tutte le province d’Italia del profilo di assistente amministrativo, nel rispetto della posizione occupata dai medesimi all’interno delle stesse, in possesso del titolo di studio previsto dalla Tabella B allegata al CCNL comparto scuola del 29.11.207 (laurea specialistica in giurisprudenza, in scienze politiche sociali e amministrative; in economia e commercio o titoli equipollenti). Gli interessati dovranno compilare il modello di domanda B.

Le sedi interessate sono le seguenti:

  • CPIA Venezia
  • IC Da Vinci Venezia Mestre
  • IC Giovanni XXIII Pianiga
  • IC D’Annunzio Jesolo
  • IC Trentin Venezia Mestre.

Con un’altra nota del 18 ottobre, l’Ufficio scolastico informa l’ulteriore disponibilità di un posto di Dsga presso il liceo Montale di San Donà di Piave.

Avviso 

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Avvicinare i giovani all’arte contemporanea, il progetto YouArt di Eni

Ven, 18/10/2019 - 16:00

Sempre meno giovani vanno al museo. Lo dicono i dati delle indagini Istat condotte negli ultimi anni. Se, in generale, l’affluenza ai musei italiani è aumentata grazie a turisti stranieri e ad adulti curiosi, la fascia dei più giovani è sempre meno coinvolta.

I ragazzi visitano mostre d’arte e musei se accompagnati: dagli insegnanti, durante le gite scolastiche, o dai genitori, in vacanza o nel tempo libero. Con l’obiettivo di avvicinare i più giovani all’arte contemporanea, anche le istituzioni museali si stanno “ringiovanendo”: mostre interattive, dj set al museo, laboratori manuali e workshop, aperture notturne e spesso gratuite. Ma sembra non bastare.

A Ottobre 2020 avrà inizio a Roma la 17esima Quadriennale d’arte Contemporanea, una grande appuntamento con l’arte. Cosa si può fare per coinvolgere attivamente i ragazzi e avvicinarli a questo importantissimo evento?

YouArt: coinvolgere i più giovani nel dibattito sull’arte

Eni, come fatto durante la precedente edizione della Quadriennale d’arte, intende continuare a instaurare un dialogo aperto e costruttivo sull’arte contemporanea, coinvolgendo proprio i giovani.

Il progetto, rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni provenienti da 4 diversi paesi (Italia, Cipro, Ghana e Emirati Arabi Uniti), stimola la ricerca e il confronto attraverso il format debate, molto apprezzato nei paesi anglosassoni.

L’obiettivo del progetto YouArt è coinvolgere i più giovani e farli esprimere su linguaggi e registri contemporanei dell’arte, stimolando il confronto su temi che restano egemonici e diversificanti nei rispettivi background culturali.

Il formato debate permette ai ragazzi di sviluppare nuove competenze, anche comunicative: fare ricerca, approfondire un argomento, sviluppare un punto di vista e sostenerlo con tesi a favore.

YouArt è un dibattito, un punto di incontro e di confronto, ma è soprattutto il racconto di un viaggio nell’universo dell’arte contemporanea attraverso gli occhi dei giovani che saranno il futuro del mondo.

La competizione prevede la partecipazione di 4 licei italiani e 3 istituti superiori di paesi esteri che si sfideranno in lingua inglese su tematiche concordate che riguardano il mondo dell’arte contemporanea, a seguito di un percorso di approfondimento e preparazione.

Tutti i ragazzi assisteranno a una lezione dedicata alla struttura del debate e a due lezioni sull’arte contemporanea preparate dalle curatrici del progetto: Valeria Merlini e Daniela Storti.

Le tematiche scelte sulle quali i team di studenti si dovranno affrontare sono ovviamente costruite tenendo conto del livello di approfondimento e delle relative specificità culturali.

In una fase iniziale, le scuole di ogni paese coinvolto si sfidano tra loro; le migliori quattro accederanno quindi alle fasi semifinali per poi scontrarsi nuovamente tra di loro per arrivare al debate finale.

Tutti i debates si svolgono da remoto, attraverso video conferenza, ma in occasione dell’ultimo scontro i finalisti avranno la possibilità di incontrarsi e dibattere faccia a faccia.

Ogni dibattito sarà registrato, rivisto e giudicato in un secondo momento da un gruppo di esperti del settore artistico che compongono la giuria di YouArt:

  • Ilaria della Torre, Direttrice della Fondazione La Quadriennale di Roma;
  • Giovanna Fazzuoli, storica dell’arte e consulente d’arte contemporanea presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani;
  • Sean Gall, artista irlandese che vive e lavora a Roma;
  • Irene Baldriga, storica dell’arte, dirigente scolastico e attualmente impegnata presso l’Associazione Nazionale delle Alte Professionalità della Scuola.

Per testimoniare l’intera esperienza vissuta nel corso della competizione, AkindaEni ha voluto far sì che il tutto confluisse in un documentario, con la regia di Gianluca Santoni, prodotto da Bartlebyfilm.

In collaborazione con Eni

Copy Facebook

Come avvicinare i giovani all’arte contemporanea? #YouArt di @EniItalia è un progetto pensato per coinvolgere i ragazzi, incuriosirli e sviluppare un dibattito in vista della 17esima Quadriennale d’arte Contemporanea che si terrà a Roma nel 2020. Potete seguire il progetto su Instagram al profilo youart_q20 #eni # #adv

 

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Concorso Dsga: pubblicate le istruzioni per le prove scritte del 5 e 6 novembre

Ven, 18/10/2019 - 15:02

Le prove si svolgeranno nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero e degli Usr.

Come indicato dal Miur, le operazioni di identificazione (tramite documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale) dei candidati avranno inizio dalle ore 08:00.

La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, a qualsiasi causa dovuta, comporterà l’esclusione dal concorso. Al momento dell’identificazione si procederà altresì alla verifica dell’ammissibilità dei testi normativi previsti dal bando di concorso. Le commissioni esaminatrici ed i comitati di vigilanza possono procedere al controllo dei codici e
dei testi ammessi in ogni momento della procedura sino alla conclusione delle prove concorsuali. È vietato introdurre in sede di esame cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, fotocamere/videocamere e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati.

Le prove scritte avranno inizio alle ore 10:00 simultaneamente in tutte le sedi d’esame.

Come si svolgeranno le prove

Le prove scritte si svolgeranno in formato analogico e consisteranno in:

  • una prova costituita da sei domande a risposta aperta, volta a verificare la preparazione dei candidati sugli argomenti di cui all’allegato B del decreto ministeriale del 18 dicembre 2018, prot. n. 863.
  • una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto su un argomento di cui all’allegato B del decreto ministeriale del 18 dicembre
    2018, prot. n. 863.

La durata di ciascuna delle prove è pari a 180 minuti.

La commissione assegna alle prove scritte un punteggio massimo di 30 punti ciascuna.

Avviso istruzioni Miur

Gli Usr stanno pubblicando gli avvisi con indicate le sedi delle prove scritte.

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Jasen Wang, il papà di MakeBlock a Roma per Maker Faire

Ven, 18/10/2019 - 14:18

Giovedì 17 ottobre il 34enne che ha rivoluzionato l’industria mondiale dei robot interverrà all’opening conference di Maker Faire Rome.

A soli 34 anni Jasen Wang è a capo di Makeblock, un’azienda da lui fondata 6 anni fa, – che fattura oltre 30 milioni di dollari all’anno, distribuendo prodotti in oltre 140 Paesi, tra cui in Italia, grazie alla collaborazione con il partner CampuStore.

La forza trainante del successo di Jasen è la sua passione per la tecnologia che, unita alle sue umilissime origini, gli ha dato l’idea per trasformare la didattica in tutto il mondo: creare un sistema per l’insegnamento delle STEAM che fosse efficace e a basso costo, ovvero dare a tutti la possibilità di accedere a nozioni e acquisire competenze importanti già oggi e che diverranno fondamentali nell’immediato futuro.

Cresciuto in un paesino agricolo, Jasen solo all’università ha avuto la possibilità di scoprire tecnologia e robotica divenendo presto parte di un “movimento creativo” orientato alla sua diffusione, fino ad arrivare ad elaborare la sua idea imprenditoriale concretizzatasi appunto nella nascita di Makeblock, una nascita che è specchio e cassa di risonanza della trasformazione che sta interessando un’intera nazione a una velocità vertiginosa, fondamentale per arrivare preparati alla Quarta Rivoluzione Industriale.

L’ascesa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale cambierà l’economia mondiale, con conseguenze importanti sui posti di lavoro e quindi sulle persone: entro il 2020, l’Intelligenza Artificiale potrebbe aver eliminato 1,8 milioni di posti di lavoro, creandone però al contempo 2,3 milioni, basati, inevitabilmente, su competenze differenti.

In Cina, rilevare questo dato sta portando alla trasformazione dell’industria tecnologica del Paese, da una tendenza fortemente orientata alla pura imitazione di prodotti globali, a un’azienda innovativa che trova nell’innovazione il proprio punto di forza: la Cina è oggi il secondo investitore in AI e si prevede che il 26% del PIL cinese sarà in pochi anni generato dalle industrie legate all’intelligenza artificiale

Ma come preparare gli studenti di oggi ad affrontare le sfide che questa trasformazione tecnologica inevitabilmente comporterà? La risposta di Jasen Wang è stata la nascita di Makeblock, che racconterà giovedì 17 ottobre alle 17.45 alla conferenza di apertura di Maker Faire, presso Videocittà Ex Caserma Guido Reni.

Oltre a Jasen parteciperanno alla cerimonia tanti altri innovatori che per due ore regaleranno ai partecipanti (l’ingresso è gratuito previa registrazione) storie di innovazione raccontate da speaker internazionali di grande rilievo, in un evento spettacolare. Groundbreakers, pionieri, apripista: sono coloro che lavorano nel presente con ciò che costituirà la nostra normalità di domani.

Jasen Wang sarà poi presente i giorni successivi a Maker Faire, presenziando in particolar modo a MakeX, la competizione di robotica educativa alla sua prima edizione che sarà presentata proprio nel corso di Maker Faire. All’interno del Padiglione 5 dedicato al mondo education potete trovare gli stand di Makeblock e CampuStore, le aule di formazione per docenti ed educatori dell’Area Teachers, l’area dove si svolgerà la MakeX Robotics Competition!

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No PAS sostegno: non sia il Paese delle sanatorie. Lettera

Ven, 18/10/2019 - 12:01

Ebbene no illustri Ministro, Viceministro, Sottosegretari,  gli Specializzandi per il Sostegno questa volta non ci stanno. Ci avete chiesto merito e rispetto delle regole: abbiamo dimostrato il merito (rapporto medio di un vincitore ogni venticinque candidati in molti Atenei) e ci aspettiamo la Vostra tenuta sulle regole.

E invece assistiamo prima al ripescaggio massivo degli idonei, ora a slogan preelettorali su Pas per il sostegno. E noi?

Noi che abbiamo superato tre prove selettive nazionali siamo lontani da qualsiasi riconoscimento.

Ma l’emergenza sostegno c’è o non c’è? Troppo comodo tirarla fuori come ha fatto nei giorni scorsi qualcuno solo per fare consensi.

Secondo il dossier Cisl-scuola ben l’87% dei posti sul sostegno sono scoperti e nell’a.s. 2017/2019 solo 16 833 supplenze sono state assegnate a docenti specializzati, a fronte dei 67 990 posti in totale da coprire.

Questo inquietante quadro evidenzia una vera e propria piaga sociale, una silenziosa emergenza che continua a crescere a discapito dei diritti dei più deboli.

Cosa proponiamo dunque? Semplice: selezione, formazione e inserimento diretto del personale specializzato. La selezione l’abbiamo superata, la formazione la stiamo completando: rimane la stabilizzazione.

A questo proposito sorge spontaneo chiedersi: perché un’ulteriore selezione?

Se così fosse, si dilaterebbero ulteriormente i tempi e si accrescerebbero i costi per lo Stato, senza valorizzare le risorse già pronte, ovvero gli attuali specializzandi.

Autorevoli voci nel mondo della Scuola, tra cui quella del Sottosegretario al Miur On. Dott.ssa Lucia Azzolina, hanno indicato come naturale esito di questo Corso di Specializzazione che ci ha selezionato in ingresso e continua a farlo in itinere e in uscita, l’inserimento diretto.

I nostri ragazzi meritano personale motivato e specializzato, non colleghi sempre diversi ogni anno e privi delle necessarie competenze: se bastasse la sola esperienza sul campo a formarci, allora non avrebbe senso specializzarsi.

In attesa di un confronto più puntuale, che sciolga i numerosi nodi ancora irrisolti, Vi chiediamo dunque di rivedere la procedura di immissione in ruolo degli Specializzandi sul sostegno, lasciando come unica prova l’orale, come è stato per i colleghi specializzati che ci hanno preceduto nel concorso  2018 (GU n. 14 del 16 febbraio 2018).

Vi chiediamo inoltre di porre un deciso veto a chi vuole liberalizzare il settore sostegno, gettando la Scuola nel caos per i prossimi vent’anni con un nuovo esercito di precari.

Il nostro è un invito a iniziare un nuovo corso, inserendo in ruolo e dunque valorizzando in primis chi ha fatto del Sostegno una scelta di vita, ha superato la durissima selezione iniziale rispettando le regole e si dedica al percorso con passione e dedizione assoluta.
Gli Specializzandi a.a. 2018/2019

Spero che la vostra redazione lo pubblichi in attesa di un riscontro
Distinti saluti

#specializzandisostegno #nopassostegno

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Bambino 6 anni precipita dalle scale a scuola, ferito gravemente

Ven, 18/10/2019 - 11:58

Il bambino avrebbe subito un violento trauma cranico e si trova adesso in ospedale.

Comprensibilmente sotto shock gli insegnanti e il personale scolastico.

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Diplomati magistrale, firmata intesa per salvare supplenze. Ecco cosa prevede il testo [ANTEPRIMA]

Ven, 18/10/2019 - 11:34

L’intesa prevede che l’Amministrazione si impegna ad individuare, in tempi brevi, l’idoneo vincolo normativo per consentire l’estensione dei contratti che andrebbero sciolti al 30 giugno 2020.

Nello stesso tempo devono essere salvaguardati i diritti dei docenti utilmente collocati, per l’a.s. 2019/20, per l’immissione in ruolo (cioè quei docenti che sarebbero stati assunti in ruolo se non ci fosse stata l’assunzione con riserva del collega).

Questa l’intesa, nelle modalità già anticipate da OrizzonteScuola.  Verosimilmente il testo sarà inserito all’interno del Decreto Scuola. L’intesa infatti fa seguito a quella del 1° ottobre 2019 in cui si rimandava ad un successivo tavolo tecnico la risoluzione della problematica, sulla scorta di quanto avvenuto lo scorso anno scolastico.

Per il 2019/20 pertanto si propone di estendere la validità dei contratti  ma nello stesso tempo si tutelano i diritti dei docenti che avrebbero avuto diritto all’immissione in ruolo.

Prossimo appuntamento Miur – sindacati è il 22 ottobre, per definire le procedure di abilitazione ordinaria e straordinaria.

Il comunicato dei sindacati FLCGIL CISL UIL SNALS e GILDA

Raggiunta l’intesa sui diplomati magistrali per tutelare la
continuità didattica dell’anno scolastico in corso. Si tratta di un ulteriore punto dell’accordo del 1° ottobre con il Ministro Fioramonti che le organizzazioni sindacali portano a casa: un risultato importante che mentre dà risposta alle attese dei lavoratori coinvolti permette di salvaguardare una prosecuzione regolare delle attività nelle classi loro affidate. Infatti, secondo gli impegni assunti oggi dall’amministrazione e sottoscritti nell’Intesa, i destinatari delle sentenze potranno continuare a lavorare con contratti sino al 30 giugno, mentre coloro che avrebbero avuto diritto all’immissione in ruolo in forza dei medesimi provvedimenti
giurisdizionali vedranno salvaguardati i diritti derivanti dalle posizioni occupate legittimamente nelle graduatorie.

L’intesa prevede che l’Amministrazione inserisca le misure concordate con i sindacati nel primo provvedimento legislativo utile rispetto all’esigenza di renderle efficaci nel più breve tempo possibile.

Ancora una volta, grazie all’azione messa in campo unitariamente dalle
organizzazioni sindacali, si riesce a ottenere una soluzione che mentre assicura le necessarie tutele per i lavoratori precari garantisce condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività scolastica, scongiurando il rischio di un diffuso e ricorrente avvicendamento dei docenti in corso d’anno.

L’impegno dei sindacati prosegue con l’incontro già in programma il 22 ottobre, nel quale si dovranno fra l’altro definire i requisiti in base ai quali sarà consentito di accedere ai percorsi abilitanti anche a quanti non abbiano titolo a partecipare al concorso straordinario.

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Fioramonti: abbiamo i docenti meno pagati d’Europa, pochi laureati, povertà educativa. Sugar tax serve alla scuola

Ven, 18/10/2019 - 10:35

La cosiddetta “tassa sulle merendine”, con la quale abbiamo cominciato a conoscere il Ministro all’indomani del suo insediamento non ci sarà, ma è stata comunque proposta una tassa sulle bevande zuccherate.

“Spero che i fondi recuperati dalla Sugar Tax vadano alla scuola all’università e alla ricerca – scrive su FB il Ministro Fioramonti –  Sarebbe un primo passo, ma serve maggiore coraggio. Un giorno in più senza un piano di investimenti coraggioso è un giorno perso per il futuro. È un giorno senza retribuzioni adeguate per gli insegnanti, senza sostegno per centinaia di migliaia di bambini con disabilità, senza fondi per limitare la fuga all’estero di tanti giovani che abbiamo formato in Italia e poi regaliamo ai paesi che ci fanno concorrenza a livello internazionale.

Situazione preoccupante

In Italia – prosegue Fioramonti –  abbiamo un livello di analfabetismo funzionale e povertà educativa preoccupante, i docenti meno pagati d’Europa e molti meno laureati delle altre economie avanzate. La scuola è chiamata ad essere argine al degrado e strumento di emancipazione, ma senza quegli investimenti che, in altri paesi, permettono anche ai meno fortunati di costruirsi un futuro migliore.

Siamo ancora in tempo per trovare risorse aggiuntive, anche discutendo – in modo sereno e razionale – della possibilità di una rimodulazione di interventi fiscali intelligenti, che abbiano effetti redistributivi e di gettito. Ovviamente non spetta a me indicare come trovare i fondi, ma è mio dovere come Ministro dell’Istruzione ricordare a tutti quanto sia importante la scuola, l’università e la ricerca per realizzare quell’idea di Paese che abbiamo abbandonato nel cassetto per troppi decenni, e che le nuove generazioni meritano più di noi.

È necessario uno sforzo corale per uscire dalle secche di un presente stagnante, altrimenti sarà la mancanza di coraggio delle nostre azioni e non una tassa sulle bibite zuccherate a lasciarci con l’amaro in bocca.”

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