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Notizie da OrizzonteScuola

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La scuola in un click
Aggiornato: 27 min 35 sec fa

Maestro aggredito con due pugni durante colloqui genitori

Mar, 11/12/2018 - 21:31

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’insegnante ha avuto dissapori con la madre di un alunno.
Il fratello che era con lei ha colpito il maestro con due pugni. I poliziotti sono arrivati in tempo per bloccare i due.

 

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Il Comune di Firenze seleziona 8 docenti d’infanzia. Scadenza 10 gennaio 2019

Mar, 11/12/2018 - 20:16

Il bando e’ integralmente pubblicato nel sito web del Comune di Firenze: www.comune.fi.it (percorso: Menu/Amministrazione Trasparente/Bandi di concorso/Selezioni esterne/Bandi Aperti).

Le domande possono essere presentate entro il 10 gennaio 2019.

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Vacanze estive, Bussetti: non sono troppe e non sono priorità

Mar, 11/12/2018 - 20:04

Il ministro ha affermato: “Il periodo è più lungo, tenere sveglia la mente sul percorso e l’attività curricolare svolta durante l’anno può essere importante per l’approccio al successivo”.

Secondo il ministro le vacanze non sono troppo lunghe: “Rispetto agli altri paesi d’Europa, siamo uno dei paesi che svolge più ore di insegnamento”, per Bussetti  rivedere l’orario scolastico  “è un tema che si potrà affrontare ma in un altro momento, non è la priorità”.

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Pittoni (Lega): governo aprirà cantieri edili che PD non ha saputo avviare

Mar, 11/12/2018 - 19:52

 Il continuo controcanto del rettore dell’ateneo di Firenze Luigi Dei al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti appare del tutto fuori luogo e lo porta lontano dal suo ruolo alla guida di una prestigiosa università. Cosa aspetta Dei a candidarsi alle primarie del Partito Democratico?”.

Lo afferma Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura al Senato e responsabile Istruzione della Lega, replicando al rettore dell’Ateneo toscano che, a margine del simposio delle Università green, ha polemizzato sulle dichiarazioni del ministro Bussetti che ieri aveva chiesto meno compiti per gli studenti durante le festività natalizie.

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Pedagogisti ed educatori: salvate 150.000 posti di lavoro educativo

Mar, 11/12/2018 - 19:46
Sono oltre 200.000 i professionisti di area pedagogica che grazie alle leggi 4/2013 e 205/17 hanno ricevuto il primo e importantissimo riconoscimento professionale e che oggi, attendono l’approvazione di un ulteriore comma che risolva un pericolosissimo BAG, che dia serenità a migliaia di famiglie che hanno trovato nel socio-sanitario fonte di alta specializzazione professionale e vocazione accanto ai più deboli, educando alla consapevolezza del proprio stato di salute per imparare a creare una nuova dimensione di vita con l’aiuto degli educatori socio pedagogici. Essere educato all’accettazione della propria condizione di salute, essere guidato a guardare le potenzialità residue e trovare le modalità di riprogettare la propria vita, diventa elemento essenziale e di supporto a tutti gli altri interventi , anche propriamente di tipo sanitario, che la persona si trova a dover affrontare. Riconoscere il ruolo dei pedagogisti e degli educatori socio pedagogici, all’ interno del settore socio sanitario, equivale a promuovere tutto questo, a portare speranza dove la medicina esaurisce le sue armi e occorre risvegliare tutte le risorse interne del soggetto, per migliorare la sua qualità di vita. La non approvazione dell’emendamento ex 40.6 non solo metterebbe a rischio centinaia di migliaia di famiglie, che nel socio-sanitario hanno trovato il loro sostentamento, ma lederebbe il diritto inalienabile anche del più colpito dalla disabilità, di essere educato a sviluppare le sue risorse residue attraverso progetti educativi costruiti su misura per lui. Vi invitiamo ad approvare senza indugi l’emendamento che darà serenità ad utenti e professionisti, in gravissimo stato di tensione per l’incertezze e le tante forze ostili al cambiamento. Nell’ auspicio di ottenere il riconoscimento di questo diritto atteso da anni, attraverso approvazione senza modifiche dell’articolo della legge in oggetto, cogliamo l’occasione per ringraziarVi del lavoro svolto

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Matteo Renzi, innamorato, vive in un’altra dimensione

Mar, 11/12/2018 - 19:39

Un’asserzione che occulta i veri problemi della scuola: le indagini internazionali documentano l’inadeguato livello di competenza maturato dagli studenti italiani.

Una questione che “La buona scuola” ha affrontato manifestando un’impreparazione devastante: il concetto “competenza” è ignorato.

Il comma 7 della relativa legge elenca “gli obiettivi formativi ritenuti prioritari” per prescrivere i traguardi che devono sostanziare i processi d’apprendimento. Eccone alcuni: apertura pomeridiana della scuola, riduzione degli alunni per classe, definizione di un sistema di orientamento, valorizzazione della scuola aperta al territorio … più della metà degli obiettivi è fuorviante!

Un secondo motivo che non farà rimpiangere “La buona scuola” è il modello di gestione veicolato.

Il governo dei comuni è stato preso ad esempio: le funzioni dei sindaci e dei dirigenti scolastici sono state equiparate.

Niente di più sbagliato!

La scuola è un sistema: tutti gli insegnamenti concorrono al raggiungimento della sua finalità; nei comuni, invece, gli assessorati hanno problematiche proprie ed elaborano autonomamente le loro strategie.

Un errore che sarebbe stato evitato se non fosse stato eluso il dettato del decreto legislativo sulla dirigenza pubblica del 2009 che afferma la necessità di “rafforzare il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”.

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Concorso DSGA, CSPI chiede di ridurre le materie da studiare e più punti al servizio

Mar, 11/12/2018 - 19:35

Riguardo al concorso per DSGA, il CSPI propone queste osservazioni e modifiche:

  • positivo che finalmente venga indetta la procedura concorsuale ordinaria per il profilo DSGA, dopo  18 anni dalla istituzione del profilo stesso
    uno degli obiettivi del concorso deve essere quello di regolarizzare la situazione delle scuole in cui il ruolo del DSGA è affidato ad Assistenti amministrativi facenti funzione, per cui è opportuno che si prevedano norme a garanzia del giusto riconoscimento alla funzione svolta per anni;
  •  il bando deve necessariamente dare una concreta risposta alle legittime aspettative dei circa 600 Assistenti amministrativi facenti funzione, permettendo la partecipazione di tutti
    di comprendere anche l’a.s. 2017/2018 al fine del conteggio del triennio di servizio minimo prestato da parte degli Assistenti amministrativi facenti funzione;
  • di prevedere un concorso straordinario/mobilità professionale riservato agli attuali facenti funzione in possesso del requisito dei 3 anni di servizio, al fine di garantirne l’accesso, come è già avvenuto per il personale docente della scuola che aveva maturato gli stessi requisiti di servizio.
    valorizzare maggiormente il servizio prestato nel profilo del DSGA portando a 5 il punteggio massimo attribuibile;
  • ricondurre le materie delle prove d’esame preferibilmente alla normativa specifica e agli aspetti teorici e operativi del lavoro quotidiano delle scuole;
    prevedere – in analogia con il recente bando del concorso per Dirigente scolastico, in corso di svolgimento – la modifica del decreto e del bando nella parte relativa alla conoscenza della lingua straniera che la norma non limita alla sola lingua inglese;
  • chiarire, al fine di prevenire possibili ricorsi, il significato di “anno intero di servizio” di cui all’art. 3 c.1 del DM, aggiungendo l’espressione complementare di “incarico di durata annuale”;
  • l’esclusione dai test preselettivi degli Assistenti amministrativi facenti funzione.

Il CSPI ha, inoltre, sottolineato la necessità di attivare  tutti i canali necessari con la Funzione Pubblica per la predisposizione della procedura della mobilità professionale che dovrebbe riguardare il 20% del contingente.

Concorso DSGA: requisiti, prove e punteggi, posti per regione e domande. Lo speciale

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Lo stress inesistente dei Dirigenti Scolastici per le classi pollaio

Mar, 11/12/2018 - 19:35

Lo stress dei Dirigenti Scolastici

Dirigenti scolastici stressati? Sembra! Sarà probabilmente vero! Due sono le cause che favoriscono questo stato d’animo: la sicurezza e i lavori di segreteria. Ha dichiarato A. Giannelli “La sicurezza degli edifici scolastici che competerebbe agli enti locali. Dovrebbero essere loro a verificare che siano a norma, che non cadano i controsoffitti e non si stacchino le tegole. Ma come sappiamo gli enti locali non hanno i soldi per farlo.  Sul secondo “le segreterie (sono) in affanno perché mancano i capi segreteria (Dsga). Senza di loro tocca ai dirigenti scrivere un atto o occuparsi degli appalti” 

Le classi pollaio non sono un fattore di stress

Nella dichiarazione sono assenti gli aspetti che non stressano direttamente i Dirigenti Scolastici , ma che lo fanno sull’Istituto Scolastico di cui sono i rappresentanti legali e i responsabili della qualità del servizio. Tra le dimenticanze, ovviamente, annovero la formazione delle classi. In particolare delle classi pollaio. Queste sono implementate localmente dai Dirigenti Scolastici. Le loro decisioni quasi sempre prendono alla lettera la normativa, interpretando l’espressione “massimo” ( 26 alunni per l’infanzia e  la primaria, 27 e 30  studenti rispettivamente per la secondaria di primo grado e per quella di secondo grado) come un obbligo di legge. Questo è solo un esempio di una lettura non approfondita della norma. 

Eppure la formazione di classi pollaio dovrebbe essere un fattore di stress

Decisioni che quando sono vagliate dalla magistratura amministrativa o dalla Cassazione sono annullate per incostituzionalità, mancanza delle condizioni di sicurezza e incolumità per gli studenti, quasi sempre minorenni.  L’ultimo caso è la sentenza che ha obbligato un Dirigente Scolastico a sdoppiare una classe di 23 alunni con due alunni gravi. La condizione perché questo si verifichi è la presenza di genitori consapevoli dell’importanza di una formazione di qualità per i loro figli. Eppure i Dirigenti non sembrano preoccupati, stressati. Probabilmente perché la possibilità di dover comparire davanti a un magistrato non è frequente. Ovviamente mi riferisco a quelli che favoriscono la formazione di classi pollaio.

La normativa concede degli spazi discrezionali

In alcuni casi potrebbero evitare la costituzione delle classi pollaio. E’ sufficiente applicare l’art 5 comma 2 del D.M. 81/09  “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili” Orientamento ampliato dall’ art. 1 comma 84 della Legge 107/15 che lo lega intrinsecamente al miglioramento della qualità del servizio scolastico.

 

Classi pollaio, efficienza si, efficacia no

Quest’ultimo rimanda al principio dell’efficacia abbinato a quello dell’efficienza. Entrambi definiscono l’azione del Dirigente Scolastico. L’impresa risulta complessa quando si tenta la giusta e ponderata composizione dell’ottimizzazione razionale delle risorse (da non confondersi con la “spremitura” del personale) con il raggiungimento degli obiettivi formativi “misurabili” in processi cognitivi, componenti relazionali, emotivi, affettivi… Come scrivevo sopra l’azione del Dirigente è significativamente esposta alla complessità che richiede l’adozione di soluzioni “rischiose e responsabili”, consentite però dalla lettura tra le righe della normativa.

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Specializzazione sostegno (TFA), CSPI chiede accesso ai laureati e abilitati all’estero

Mar, 11/12/2018 - 19:28

Riguardo ai corsi di specializzazione su sostegno le modifiche proposte sono:

  • l’abolizione delle date uniche nazionali delle prove per ciascuno dei quattro indirizzi di specializzazione (sostegno infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado).  A livello nazionale verrebbe fissato il termine ultimo entro cui completare le prove selettive in tutti gli atenei.  Rimane ferma la previsione di date distinte per le prove dei diversi ordini di scuola, per permettere  ai candidati  di partecipare a tutte le procedure per cui hanno titolo
  • nei titoli di accesso prevedere l’integrazione del diploma sperimentale psico-pedagogico, che è stato tra l’altro riconosciuto come titolo valido per l’accesso al concorso straordinario della scuola primaria e dell’infanzia
  • la possibilità di accedere al corso per coloro che siano in possesso di laurea o titoli accademici equipollenti, o di titolo di istruzione secondaria di secondo grado valido per l’accesso agli insegnamenti tecnico-pratici di cui alla tabella b del DPR 19/2016, purché congiunti, o al possesso dei 24 cfu (art.5 comma 1, lettera b), o di 36 mesi di servizio.
  • l’ammissione con riserva per coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’estero, in attesa che il titolo venga riconosciuto.
  • l’ammissione in soprannumero per coloro che si siano iscritti al percorso in virtù di provvedimenti cautelari giudiziari e abbiano concluso positivamente il corso di specializzazione, con riconoscimento dei crediti maturati a fronte delle attività formative svolte e delle prove eventualmente sostenute.

Il CSPI ha approvato il parere a maggioranza con un voto contrario.

Corso TFA specializzazione sostegno, in [BOZZA] accesso solo a docenti abilitati. Ci sarà preselettiva

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Presepe a scuola, Buzzaro (Lega) presenta interrogazione a Bussetti

Mar, 11/12/2018 - 18:59

“Non credo spetti agli educatori decidere se in un istituto vada allestito o meno il presepe in occasione del Natale”: afferma in una nota.

“In questi giorni, anche nel veneziano – prosegue Bazzaro – abbiamo assistito a diatribe discutibili sul consentire o meno la rappresentazione della nascita di Gesù all’interno delle scuole con la motivazione di non ledere la sensibilità di alunni non cattolici.

Premesso che i nostri simboli religiosi non si toccano e tutte le nostre iniziative cristiane vanno sostenute ed incentivate, come giustamente ha fatto la Regione Veneto che ha addirittura stanziato un finanziamento destinato alle scuole, per evitare che la scelta ricada arbitrariamente su presidi o maestre, ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro nella quale viene gli chiesto quali iniziative intenda assumere al fine di evitare che tutti gli anni, con l’avvicinarsi del Natale, si riproponga la discussione sul fare o meno il presepe nelle scuole italiane e, in ogni caso, per definire il comportamento da tenere da parte degli istituti scolastici – conclude – in occasione delle principali festività della tradizione cattolica”.

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Naspi: nuovi servizi per controllare lo stato della domanda

Mar, 11/12/2018 - 18:48

Sarà possibile consultare l’esito della domanda via web attraverso il servizio online dedicato, ricevere avvisi tramite SMS, consultare la domanda sull’app e gli avvisi personalizzati nell’area MyINPS.

Entro la fine dell’anno è previsto il rilascio di una nuova funzionalità dell’app INPS Mobile dedicata alla NASpI, che consentirà agli utenti di consultare lo stato di avanzamento della domanda.

Trasmissione automatica di avvisi tramite SMS

È in corso di realizzazione un servizio automatico di comunicazione tramite SMS che, con brevi messaggi, comunica l’avvenuta ricezione di una domanda presentata telematicamente e fornisce indicazioni sullo stato di avanzamento della domanda presentata.
Inoltre il beneficiario NASpI che abbia fornito il suo recapito telefonico al momento della presentazione della domanda, riceverà SMS che segnalano l’avvio della liquidazione della prima rata della prestazione.

Consultazione avvisi personalizzati nell’area MyINPS

Il beneficiario di NASpI può verificare online autonomamente l’esito della domanda e lo stato dei pagamenti della prestazione accedendo alla propria sezione MyInps – previo inserimento PIN – cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.

L’utente, nella sezione dedicata, troverà tre tipi di avvisi:

  • “notifica di invio comunicazione epistolare”: avviso con link che rimanda alla lettera di accoglimento/rigetto o richiesta documentazione, inviata tramite Postel da cui l’utente può visualizzare e scaricare in pdf la comunicazione, che resta disponibile anche in caso di smarrimento della lettera;
  • “avviso di pagamento Disoccupazione non agricola dal”: avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI con indicazione dell’importo lordo liquidato sul conto corrente indicato nella domanda;
  • “avviso di possibile diritto all’indennità NASpI”: avviso con link di accesso alla domanda precompilata.

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Carta docente, max mille euro nello “storico portafoglio”. Entro il 31 dicembre spendere bonus 2016/17

Mar, 11/12/2018 - 17:22
Termine ultimo

Secondo il DPCM del 28 novembre 2016, le succitate somme dovevano essere spese entro il 31/08/2018.

Carta Bonus 2016/17: proroga

La legge n. 108/2018, di conversione del decreto 25 luglio 2018, n. 91 (il cosiddetto decreto Milleproroghe), ha prorogato il termine di spesa delle somme del bonus 500 euro a.s. 2016/17 al 31 dicembre 2018.

Storico portafoglio

La somma residua del 2016/17 è visualizzabile nello “storico portafoglio”, ove compaiono le somme relative agli ultimi tre anni con l’indicazione della serie storica di quanto speso o non speso in tali anni.

Avviso sito Miur

Nella pagina web dedicata alla carta bonus 500 il Miur ha ricordato che le somme residue dell’a.s. 2016/17 vanno spese entro il prossimo 31 dicembre, come detto sopra.

Nell’Avviso, si sottolinea che dal 1° gennaio 2019 la somma, presente nello “storico portafoglio”, non potrà superare 1000 euro.

Ecco l’Avviso:

Il 31 dicembre 2018 è il termine ultimo per utilizzare gli importi relativi all’anno scolastico 2016/2017 (articolo 6, comma 3 – sexies del DL n. 91/2018 convertito con modificazioni in L. n. 21 settembre 2018, n. 108.). Dal 1° gennaio 2019 il valore del portafoglio non potrà essere superiore a 1000 euro.

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Concorso dirigente scolastico, 13 dicembre prova scritta in Sardegna e per ricorrenti. Come si svolgerà

Mar, 11/12/2018 - 17:01

Concorso dirigente scolastico, 13 dicembre prova scritta per ricorrenti

Ricordiamo come si svolgerà la prova.

Modalità di svolgimento e durata

La prova si svolge al computer ed ha una durata di 150 minuti.

La prova si articola in cinque quesiti a risposta aperta e due quesiti in lingua straniera.

Quesiti a risposta aperta

I cinque quesiti a risposta aperta riguardano le seguenti tematiche:

a) normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;

b) modalita’ di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realta’ delle istituzioni scolastiche ed educative statali;

c) processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, all’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del Piano di Miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;

d) organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;

e) organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realta’ del personale scolastico;

f) valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;

g) elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni;

h) contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;

i) sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.

Quesiti in lingua

I quesiti in lingua straniera sono due, ciascuno dei quali consiste in cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la comprensione di un testo nella lingua prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Le materie, su cui vertono i due quesiti, sono quelle indicate nelle sopra riportate lettere d) o i).

I quesiti sono formulati e svolti nella lingua straniera prescelta dal candidato, al fine di verificarne la conoscenza al livello B2 del CEF.

Punteggio

Il punteggio massimo conseguibile è di 100 punti, derivanti dalla somma dei punteggi ottenuti in ciascuno dei sette quesiti (5 a risposta aperta più 2 a risposta chiusa).

A ciascuno dei cinque quesiti a riposta aperta è attribuito un punteggio massimo di 16 punti.

ciascuno dei quesiti in lingua straniera è attribuito un punteggio massimo di 10 punti (2 per ciascuna risposta chiusa corretta).

Il punteggio totale della prova è quindi uguale a: (16×5)+(10×2)= 80+20=100

Superamento prova

Per superare la prova ed ottenere l’ammissione alla prova orale è necessario conseguire un punteggio minimo, pari a 70 punti.

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Assistenti Tecnici, petizione per riconoscimento professione

Mar, 11/12/2018 - 16:54

In tutti questi anni, che si sono accumulati vanno a diffondere un’immagine distorta della nostra professione, è mancata una tutela da parte del Ministero dell’istruzione sia dei Sindacati attiva e pressante!

Il Ministero dell’istruzione deve assolvere al compito principale di accogliere tutte le segnalazioni rilevate dal singolo professionista, dalle associazioni e dai sindacati di categoria, di definire una procedura specifica, che riferendosi alla normativa vigente in materia, tuteli in maniera efficace l’immagine professionale dell’assistente Tecnico. Inoltre, di far si che il Ministero, promuova attività che facciano conoscere il ruolo che l’assistente Tecnico nei vari ambiti di intervento, mediante una vera e propria comunicazione sociale.

In relazione alla petizione allegata, firmata da n. 200 (conteggio in tempo reale), si chiede a tutti gli assistenti Tecnici, studenti e persone sensibili al problema, di firmarla, e a sua volta verrà resa pubblica tramite il portale di Assistenti Tecnici MIUR .
In attesa di un vostro riscontro dovuto a tutta la comunità professionale, cogliamo l’occasione per inviarvi i nostri più cordiali auguri di Buon Natale. saluti.

*Assistente Tecnico Antonino Gerardi
ASSISTENTI TECNICI MIUR

Vai alla petizione

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Possibile: Bussetti raccomandi di lasciare compiti differenziati per recupero lacune

Mar, 11/12/2018 - 16:46

Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, rilanciando la posizione della campagna ‘Alla base la scuola’, coordinata da Eulalia Grillo.

“Perché il ministro – aggiunge Brignone – non raccomanda di dare compiti differenziati in base ai differenti bisogni e stili d’apprendimento degli studenti? O di dare ad ogni studente soltanto compiti nelle materie in cui ci sono lacune da colmare, affinché il periodo delle vacanze sia non solo occasione di riposo, ma anche di fruttuoso recupero? Perché non raccomanda di assegnare solo ‘compiti di realtà’? Si fidi, il ministro, della classe docente e finiscano queste inutili ingerenze sulla libertà d’insegnamento di chi alla scuola ha dedicato tutti i propri studi e dedica tutta la propria vita”.

Compiti vacanze, Bussetti: no ad eliminazione, sì a riflessione su quantità assegnata

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Rivedere istituto della laurea honoris causa. Lettera

Mar, 11/12/2018 - 16:42

L’istituzione della laurea “honoris causa” è prevista dall’art.169 del regio decreto 1592 che risale addirittura al 1933. Il conferimento di questo titolo accademico universitario avviene in pompa magna e prevede la lectio magistralis del laureando e la consegna della pergamena da parte del Rettore dell’ateneo che la conferisce che, per l’occasione indossa il mantello di ermellino. Tuttavia bisogna precisare che il personaggio di spicco che riceve la laurea “honoris causa” viene a tutti gli effetti di legge, dichiarato “Dottore” e tale titolo ha lo stesso valore legale della laurea conferita ai comuni studenti universitari i quali, per ottenerla hanno dovuto sudare le fatidiche “sette camicie” e superare gli esami di profitto previste dal corso di studi dell’università.

In un momento storico particolare come quello che stiamo vivendo, in cui ci sono fior di giovani validissimi che hanno dovuto “sgobbare” per ottenere la laurea con un voto dignitoso e che, purtroppo, vivono nell’anonimato non ricoprendo cariche pubbliche di alto prestigio. Sarebbe il caso di rivedere e riconsiderare l’istituto delle lauree “honoris causa” per valorizzare le eccellenze, costrette, spesso, a studiare all’estero per affermarsi..

C’è poi da aggiungere che ci sono altrettanto giovani che provengono da condizioni economiche precarie, le cui famiglie fanno enormi sacrifici per mantenerli negli studi, i quali profondono grande impegno, passione e volontà per conseguire l’agognato titolo accademico. È vero che qualcuno potrebbe affermare che ci sono le borse di studio per gli studenti meno abbienti che provengono da famiglie numerose e a basso reddito, ma tutti gli studenti per ottenere la laurea devono frequentare le lezioni, prepararsi agli esami e sostenerli e superarli per poi arrivare al traguardo della laurea. L’istituto della laurea “honoris causa” non prevede il superamento degli esami di profitto, ma viene assegnato quale riconoscimento alla propria esperienza e conclamata competenza in un determinato campo del sapere. Di questi tempi bisogna riflettere seriamente su questa questione…

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Concorso infanzia e primaria, 7mila ricorrenti con Anief e Radamante

Mar, 11/12/2018 - 16:39

Per aderire ai ricorsi promossi da Anief o Radamante vai ai seguenti link. Si ricorda che il termine ultimo per l’invio della domanda è domani 12 dicembre.

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Uil: 13 dicembre in prefettura a Napoli per dire basta al precariato

Mar, 11/12/2018 - 16:36
Richieste precari

I precari chiedono:

  • la stabilizzazione;
  • un nuovo sistema di reclutamento che preveda una fase transitoria per superare il precariato;
  • rispetto per i precari che da anni fanno funzionare le nostre scuola.
Locandina

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Aumenti stipendio e abolizione 107, “insegnanti indossino gilet gialli”. Lettera

Mar, 11/12/2018 - 16:27

Inviato da Prof Riziero Agostinelli* – Gli insegnanti indossino i gilet gialli per:

1) eliminazione classi pollaio
2) aumento stipendio in funzione alla media europea
3) ripristino ore d’insegnamento tagliate dalla riforma Gelmini
4) smantellamento della legge 107
5) eliminazione Alternanza scuola Lavoro
6) Assunzione in ruolo di tutti i precari storici
7) Eliminazione invalsi
Se non indossiamo i gilet gialli la colpa è nostra…

*Portavoce Nazionale Azione Scuola

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Concorso infanzia e primaria, scade domani. Come presentare domanda

Mar, 11/12/2018 - 16:22
Termine ultimo presentazione domanda

La domanda può essere presentata sino alle ore 23.59 del 12 dicembre 2018.

Istanze Online

La domanda va presentata tramite istanze online, accedendo ocn le proprie credenziali.

Vai alla nostra guida per immagini

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