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Aggiornato: 1 ora 12 min fa

Il Decreto Milleproroghe è legge. Le norme che riguardano la scuola

Ven, 21/09/2018 - 11:42
Con la definitiva approvazione, avvenuta col voto del Senato del 20 settembre 2018, è stato convertito in legge il decreto "milleproroghe". Tra le norme che riguardano direttamente la scuola, prorogata di un anno la validità delle graduatorie per la destinazione all'estero, prorogato al 31 dicembre 2018 il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola, estesa anche all’a.s. 2018/2019 la possibilità di presentare la dichiarazione sostitutiva relativa all’avvenuta vaccinazione delle alunne e degli alunni. Viene inoltre consentito l'utilizzo delle somme non spese con la Carta elettronica relative all'anno 2016/2017 entro il 31 dicembre 2018; si rinvia di un anno l'applicazione della norma che prevedeva l'obbligo di partecipazione alla prova INVALSI come requisito di ammissione all'esame di stato; viene differita al 1° settembre 2019 la previsione di validità dell’attività di alternanza scuola lavoro ai fini del possesso dei requisiti utili per l’ammissione all’esame di Stato in qualità di candidati interni ed esterni.
In allegato una scheda predisposta dall'Ufficio Legislativo CISL Scuola.

Gissi: bene abrogazione norme su chiamata diretta, ma su mobilità decida il contratto. Va anche previsto che i ruoli siano provinciali e non regionali

Gio, 20/09/2018 - 19:55
Bene l’abrogazione dei commi della legge 107 che introducevano la chiamata diretta, una delle “innovazioni” più discutibili, controverse e contestate della Buona Scuola. Le ragioni illustrate nella premessa del disegno di legge del relatore sen. Pittoni richiamano in parte quelle da noi ripetutamente sostenute fin dall’avvio del progetto di riforma; il meccanismo della chiamata è stato fonte di confusione e malumore non solo tra i docenti, ma anche fra gli stessi dirigenti scolastici. Come abbiamo più volte sostenuto, con critiche puntuali e argomentate, con quelle norme si è messo mano pesantemente su aspetti essenziali e delicati del rapporto di lavoro, senza che il servizio scolastico ne potesse ricavare alcun reale beneficio. Giusto quindi cancellarle. Bene anche rimuovere la titolarità su ambito, tornando in modo chiaro ed esplicito a quella su scuola. Manca tuttavia un passaggio importante, che ripristini un’articolazione provinciale dei ruoli per tutto il personale docente. Non occorre spendere parole per spiegare che una titolarità sull’intera regione non è assolutamente proponibile: è dunque necessario ripristinare senza alcun possibile equivoco quanto prevedeva, fino alla legge 107, il Testo Unico della scuola, stabilendo che i ruoli fossero provinciali. Non convince del tutto la modalità con cui si prevede l’acquisizione della titolarità su scuola, facendo riferimento a quella di attuale servizio e facendo di questo passaggio un oggetto del provvedimento di legge. Noi siamo convinti che affidare la regolazione di questo passaggio alla contrattazione sarebbe più giusto e più opportuno. Sicuramente più rispettoso delle prerogative su una materia come la mobilità del personale, tipicamente sindacale; ma siamo anche convinti che la contrattazione si rivelerebbe molto più efficace nell’affrontare in modo puntuale, trovando soluzioni adeguate, la varietà di situazioni che di fatto si sono determinate in questi anni di applicazione della legge 107. Ci auguriamo che su questo importante provvedimento di legge vi sia a tempo debito, come sempre avvenuto con le audizioni presso le commissioni parlamentari, anche la possibilità di un confronto con le parti sociali. Sarebbe per noi l’occasione per offrire su questioni di cui abbiamo ricca esperienza, essendo oggetto del nostro quotidiano lavoro, un competente e costruttivo contributo di merito. Roma, 20 settembre 2018 Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

I paradossi del sostegno; problemi, criticità e proposte in un dossier pubblicato dalla CISL Scuola

Gio, 20/09/2018 - 17:12
I paradossi del sostegno. Così si intitola il dossier pubblicato dalla CISL Scuola e diffuso oggi in occasione dell’Esecutivo Nazionale che è stato convocato ad Assisi prevedendo anche la partecipazione alle iniziative in programma nell’ambito dell’evento “Il cortile di Francesco”.
Nel dossier, con abbondanza di dati e di raffronti, si fa il punto su uno degli elementi – la presenza degli insegnanti di sostegno – grazie a cui il nostro sistema scolastico può vantare un primato molto qualificante in tema di inserimento e piena accoglienza degli alunni con disabilità.
I docenti di sostegno sono una risorsa dedicata in modo specifico al supporto dei processi di integrazione attivati dalla scuola, che ne è complessivamente coinvolta e che non sempre, purtroppo, può far conto sull’apporto di altri soggetti operanti sul territorio, che pure avrebbero anch’essi precisi compiti e responsabilità da assolvere. Una risorsa, quella del sostegno, che anche in termini quantitativi appare rilevante, se è vero che gli insegnanti impegnati su tale attività sono il 18,5% dell’intero corpo docente.
Non poche le criticità che l’analisi condotta dalla CISL Scuola evidenzia, e che giustificano la scelta del titolo dato al dossier. I paradossi infatti non mancano: dallo scarto notevole tra il fabbisogno stimato e quello effettivamente rilevato, che condanna migliaia di insegnanti a una sorta di precarietà strutturale; alla limitata offerta formativa per l’acquisizione dei titoli dei specializzazione, mentre si è costretti ad assegnare i tre quarti delle supplenze a docenti non specializzati; al fatto di veder coperti con assunzioni in ruolo, quest’anno, solo il 13% dei posti disponibili (1.682 assunzioni in presenza di 13.329 posti vacanti e tutti disponibili per nomine in ruolo). Paradosso che per la verità, come il dossier evidenzia, si ripropone da tempo.
Serve, alla luce delle evidenze che scaturiscono dall’analisi, tra le quali anche le tante disomogeneità fra aree territoriali, una formazione sul sostegno più diffusa e mirata. Non si può condizionare l’offerta formativa, oggi gestita dalle Università, a sole ragioni di mercato; va anzi scongiurato il rischio che un’offerta carente alimenti un mercato incontrollato dei titoli acquisiti all’estero. Ma serve soprattutto una riflessione urgente su come rendere più stretto, per il sostegno e in generale, il rapporto che dovrebbe legare percorsi formativi e reclutamento.

I paradossi del sostegno.

Gio, 20/09/2018 - 16:24
I paradossi del sostegno. Così si intitola il dossier pubblicato dalla CISL Scuola nel quale, con...

E' morto Carlo Dell'Aringa, economista e politico, già Presidente dell'ARAN

Mer, 19/09/2018 - 10:42
Ha suscitato profonda commozione la scomparsa di Carlo Dell'Aringa, avvenuta nella giornata di ieri, 18 settembre 2018, a seguito di un malore che lo ha colto mentre si trovava in Corsica. "La scomparsa improvvisa di Carlo Dell’Aringa - ha scritto sul suo profilo Facebook Annamaria Furlan - è un fatto che ci addolora molto. È una grave perdita per il paese e per il mondo del lavoro. Con i suoi studi e le sue intuizioni Carlo Dell’Aringa è stato un punto di riferimento per la Cisl e per tutte le parti sociali indicando sempre soluzioni innovative per la modernizzazione del mercato del lavoro italiano e per il benessere sociale e collettivo". Carlo Dell’Aringa ha dedicato alla ricerca economica e al disegno delle politiche del lavoro la sua lunga e prestigiosa attività accademica e culturale.
"Come CISL Scuola - afferma Maddalena Gissi - abbiamo avuto modo di conoscere direttamente Carlo Dell'Aringa nella sua veste di presidente del Comitato Direttivo dell'ARAN nel corso della stagione contrattuale che va dal 1995 al 2000, apprezzandone le doti di autorevolezza, equilibrio e profonda sensibilità istitjuzionale e relazionale".
"Aveva un approccio dialogante ed aperto alla ricerca di un compromesso - conclude Annamaria Furlan - ma sempre con un rigore morale e scientifico. I suoi scritti resteranno sempre per tutti un punto di riferimento. La Cisl lo ricordera’ sempre con grande riconoscenza ed affetto".

Reclutamento insegnanti religione cattolica: esiti incontro al MIUR

Mar, 18/09/2018 - 19:28
Nell'ambito del calendario di incontri, frutto del confronto avviato con il Gabinetto del Ministro in occasione dell'inizio dell'anno scolastico, si è svolto stamattina al Miur l'incontro con all'ordine del giorno il “reclutamento degli insegnanti di religione cattolica”. E’ stata confermata la decisione di sospendere l'iter di un possibile bando di concorso ordinario, attività che era stata avviata con il precedente ministro.
L'attuale Governo, infatti, intende prendere in esame soluzioni per la stabilizzazione dei tanti docenti incaricati che da anni insegnano Religione Cattolica attraverso - come dalla Cisl Scuola ripetutamente richiesto - una modalità di reclutamento che non sia esclusivamente il concorso ordinario previsto dalla legge 186/2003. Tutte le organizzazioni sindacali presenti hanno sostenuto, durante il confronto, che la soluzione più equa per i tanti colleghi da anni precari e nel contempo più semplice ed economica per l'Amministrazione è quella di prevedere un concorso per titoli e servizio che è già in fase di realizzazione nelle province di Trento e Bolzano. La Cisl Scuola ha inoltre richiesto di consentire la stabilizzazione dei docenti non solo sui posti già oggi disponibili ma anche su una quota via via più consistente rispetto all'attuale 70% dell'organico di diritto fino ad arrivare al 90% della pianta organica. L'Amministrazione, consapevole della necessità di un intervento normativo di modifica della legge 186, si è impegnata per una verifica con il “livello politico” delle proposte illustrate dalle organizzazioni sindacali. La Cisl Scuola ha sollecitato l'Amministrazione a porre la questione tra le priorità, in modo tale da consentire al Parlamento di portare a conclusione - nel prossimo appuntamento della “legge di bilancio” - l'iter delle necessarie modifiche legislative.

Duemila ragazzi a km di distanza così non poso fare la preside

Mar, 18/09/2018 - 16:49
È vero che quando si scrive si scrive sempre un poco anche di sé. Stavolta tocca farlo un poco di più. Ieri ho chiamato in giudizio il Miur e l’Ufficio scolastico regionale del Veneto. Faccio la preside, trovo che la scuola sia il luogo del dialogo per vocazione. A scuola si costruisce la pace sociale attraverso la cultura e la reciproca conoscenza. Trovo che il contenzioso sia la malattia sociale più grave e contagiosa dei nostri tempi. La scuola deve esserne preservata. Ogni volta che con il dialogo, il riconoscimento reciproco e talvolta anche con le scuse, perché così deve essere, un contenzioso è stato evitato, è stata una vittoria di tutti. Eppure.
Quest’anno quasi il 50% delle scuole in Italia ha un preside in reggenza, quasi il 90% nel Veneto e Friuli, quasi il 100% nella provincia di Vicenza dove lavoro. L’ultimo anno che ha visto più o meno un preside per ogni scuola è stato il 2008. L’ultimo concorso per dirigenti scolastici è del 2011 e non ha coperto i posti vacanti. Da allora i presidi sono andati in pensione, si sono ammalati. Nel frattempo le scuole hanno raddoppiato o triplicato le dimensioni per effetto delle “razionalizzazioni”, potere delle parole.
L’amministrazione ha “razionalizzato” scuole di indirizzi fra loro diversi, gli Istituti di istruzione superiore. Tecnico più Professionale, va bene, se si somigliano. Liceo classico, linguistico, scientifico. Ci sono Istituti che accorpano Licei artistici e istituti tecnici. Piccole città. Mondi. Ma anche così i presidi non bastavano e allora la pratica della “reggenza”, ovvero l’affidare due istituti a un unico preside, è diventata da pratica straordinaria a ordinaria. L’attuale concorso prevede 2416 nuovi dirigenti probabilmente in ruolo per il 2020. Secondo uno studio della Fondazione Agnelli ne servirebbero almeno 3600. Si tratta di un conto semplice: numero di studenti, numero di scuole, età dei presidi, pensionamenti.
È una cronica incapacità previsionale dell’Amministrazione che crea un’emergenza senza giustificazioni. Con un bel vantaggio per le finanze: un dirigente scolastico costa allo Stato mediamente 50.000 euro l’anno (lordi, al netto sono 2.500 euro al mese per una scuola di media complessità), una reggenza ne costa meno di 5.000 (350 euro al mese).
Il dirigente dell’Istituto Selvatico di Padova è reggente a Venezia, otto plessi fra le calli, uno all’isola della Giudecca. La dirigente di un comprensivo di Puos d’Alpago nel Bellunese è reggente a Cortina, un polo di 7 scuole superiori, 70 chilometri di distanza.
La domanda è: c’era una soluzione migliore, provvisoria? Sì, gli incarichi di presidenza. Ovvero docenti esperti, quelli che da anni collaborano a governare le scuole, che facciano domanda di incarico. La scuola li ha avuti fino al 2012.
C’è una retorica infelice sui presidi sceriffi che una interpretazione scioccamente dirigistica della buona scuola ha favorito. I presidi possono essere bravi oppure no, vale per ogni persona che lavori e abbia responsabilità. I cattivi presidi esistono come esistono i cattivi insegnanti, ma questo non vuol dire che gli insegnanti siano in sé come categoria inutili e nocivi. E così i presidi che oggi sono investiti di ogni tipo di responsabilità. Oggi le scuole hanno adempimenti che riguardano la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la rendicontazione, la responsabilità civile verso l’utenza del tutto simili a quelli previsti dalle aziende. Bisogna occuparsene necessariamente. Essere presidi con una reggenza vuol dire doversi occupare soprattutto o solo degli adempimenti minimi obbligatori.
Difficile esserci per i genitori che chiedono ascolto e di ricomporre una relazione difficile con un docente, per gli studenti ai quali dobbiamo assolutamente dare la possibilità di sperimentare una comunità che condivide le scelte e gli orientamenti, per gli insegnanti presi d’assalto dall’aggressività sociale che non risparmia nessuno. Come si fa?
Il mio istituto conta 1350 ragazzi, è un liceo artistico con 5 indirizzi (multimediale, architettura, design, scenografia, plastico-pittorico) e un tecnico tecnologico con 2 indirizzi, ha 29 laboratori, ha organizzato l’alternanza scuola lavoro per 645 studenti, 68.000 ore.
Quando ho saputo di avere la reggenza in un comprensivo a 60 chilometri di distanza, otto plessi di montagna e contrada per un totale di altri 600 studenti, un mare di bellezza e di bisogni, ci ho pensato, ho valutato e infine ho fatto ricorso. Ho aperto un contenzioso con una parte del mio mondo. Ma non ho fatto ricorso al giudice del lavoro per principio o per protesta. L’ho fatto per impossibilità. A fare bene il lavoro di cura, di gestione, di governo, che mi viene affidato. E l’ho fatto anche per dignità. La dignità di tutti i presidi che amano il proprio lavoro.

Furlan: grati a Mattarella per le parole rivolte alla scuola e al suo personale

Lun, 17/09/2018 - 20:00
Ha ragione il Presidente della Repubblica, Mattarella: la scuola è il fondamento del futuro del nostro paese. Garantire un sistema formativo adeguato ai tempi deve diventare una priorità politica, sociale e culturale”. Lo sottolinea la Segretaria generale della CISL, Annamaria Furlan, commentando le parole del Capo dello Stato durante l’inaugurazione dell’anno scolastico. “Siamo molto grati al Presidente della Repubblica, Mattarella, per aver sottolineato che la scuola italiana ha grandi qualità ed insegnanti di valore anche quando le condizioni non solo quelle desiderate. Bisogna investire di più sulla scuola, avere più rispetto e considerazione per il lavoro difficile di tutti gli insegnanti e del personale della scuola, in una rinnovata collaborazione tra la scuola, le famiglie, gli studenti, il territorio, le istituzioni, in modo da farci raggiungere gli obiettivi di una migliore capacità educativa e formativa. Come ha detto giustamente il Capo dello Stato, lo studio è un diritto fondamentale della persona, di ogni persona. E la scuola rimane lo strumento per unire, generare solidarietà, combattere ogni forma di discriminazione, odio, rancore. Il sindacato e la CISL in particolare sarà sempre in prima fila per rivendicare investimenti adeguati per la scuola e la ricerca, per il miglioramento delle condizioni di tutto il personale, per combattere la dispersione scolastica, per la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici scolastici". (Ufficio Stampa CISL, 17 settembre 2018)

Cerimonia di inaugurazione dell'a.s. 2018/19, Mattarella e Bussetti all'isola d'Elba

Lun, 17/09/2018 - 19:26
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento ha tra l’altro ricordato che “la scuola è anche una cartina al tornasole, un barometro della nostra concreta condizione di giustizia, di libertà, di uguaglianza tra le persone. Settant’anni fa, nel settembre del 1938, la stagione scolastica si apriva con l’espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini ebrei. E con il licenziamento dei professori di origine ebraica. Una legge aveva dato forma a un razzismo di Stato: è una delle pagine più brutte e tristi della nostra storia … Questa è una lezione che non dobbiamo mai dimenticare. La scuola deve unire e non dividere o segregare. La scuola deve moltiplicare le opportunità, non ridurle. La scuola deve generare amicizia, solidarietà, responsabilità e mai seminare odio, rancore, volontà di sopraffazione, discriminazioni di qualunque genere”. Il ministro dell'istruzione, Marco Bussetti, in un passaggio del suo discorso, rivolgendosi direttamente ai ragazzi, ha detto loro: “So bene che nei prossimi mesi entrare ogni giorno in aula, impegnarsi nello studio, affrontare interrogazioni e compiti in classe ogni tanto potrà risultarvi difficile. Qualche volta la fatica si farà sentire. Ma dovete pensare che il vostro futuro si costruisce giorno per giorno proprio a scuola. Non perdete mai l’entusiasmo. Porterete per sempre il ricordo di questi giorni nel vostro cuore. Perché è a scuola che imparerete a conoscere voi stessi e il mondo. Non c’è avventura più emozionante. A scuola si costruisce il futuro, consapevoli del passato e attenti al presente. Si combattono i pregiudizi, si impara il rispetto per le idee degli altri”.

Concorso per la dirigenza, confermata in G. U. la data del 18 ottobre per lo scritto

Ven, 14/09/2018 - 21:37
Come anticipato in via ufficiosa nei giorni scorsi, la data di svolgimento della prova scritta del concorso per la dirigenza scolastica è il 18 ottobre p.v. alle ore 10. L'avviso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, 14 settembre 2018. Nell'avviso si precisa che "l'elenco delle sedi della prova scritta, con la loro esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, analogamente alla prova preselettiva, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sara' comunicato entro il 3 ottobre 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero".

Genova è viva

Ven, 14/09/2018 - 10:44
Un omaggio a Genova a un mese dal crollo del ponte Morandi. 10 testimonianze di autorevoli...

Incontro al MIUR su concorsi, supplenze e assunzioni

Gio, 13/09/2018 - 19:15
Nella mattinata di oggi,13 settembre, si è svolto al MIUR l’incontro tecnico avente per oggetto i concorsi (straordinario e ordinario) in cantiere per il personale docente di scuola primaria e dell’infanzia, nonché un aggiornamento sui dati relativi alle assunzioni in ruolo.
In apertura, è stata però affrontata la questione relativa all'applicazione dell'art.41 del nuovo CCNL per le operazioni di conferimento delle supplenze. Agli uffici scolastici che hanno contattato il MIUR sull'argomento, l'Amministrazione ha dato indicazioni affinché le nomine dalla seconda fascia siano considerate definitive, in quanto i nuovi inserimenti nelle stesse daranno origine a elenchi aggiuntivi, comunque in coda alle attuali graduatorie, la cui validità è triennale. L’Amministrazione ritiene invece che nei contratti relativi a nomine dalla terza fascia debba essere apposta la clausola risolutiva legata alle motivazioni cui fa riferimento il citato art. 41, pur impegnandosi a specificare, in occasione della pubblicazione delle prossime “finestre”, che le nuove posizioni conseguenti alle stesse diventano produttive di effetti, ai fini delle nomine, solo per le supplenze da conferire in data successiva alla pubblicazione stessa. Riguardo infine agli uffici ancora in ritardo nelle operazioni di nomine dalle GAE, gli stessi saranno sollecitate dal MIUR a completarle attraverso la soluzione organizzativa delle scuole polo.
Relativamente alle procedure concorsuali previste per la scuola primaria e dell’infanzia, l'Amministrazione ha comunicato che intende emanare contestualmente i due bandi di concorso (ordinario e straordinario), in attuazione di quanto previsto nel c.d. “decreto dignità”. In questa fase, l'Amministrazione sta provvedendo a quantificare il numero di posti su cui chiedere al MEF l'autorizzazione a bandire i concorsi. Ha anche evidenziato la complessità della situazione, dovendosi tenere conto del prossimo aggiornamento delle GAE, previsto nel corso di quest'anno, con validità delle nuove graduatorie per le operazioni dell'a.s.19/20. Alle GAE, lo ricordiamo, va riservato il 50% delle disponibilità utili ai fini delle assunzioni.
Per tutti gli ordini e gradi di scuola è stato predisposto un monitoraggio, supportato da specifico strumento informatico, al fine di rilevare la consistenza delle varie graduatorie attualmente utilizzate per il reclutamento del personale (concorsi 2016, GAE, concorso 2018, personale educativo). La conclusione di tale monitoraggio, i cui esiti saranno oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali, è prevista per fine settembre.
Per quanto riguarda l’andamento delle assunzioni in ruolo, è stato fornito un dettagliato quadro riepilogativo dei dati risultanti a sistema alla data del 12 settembre. Di tutta evidenza l’elevato numero di nomine non effettuate per mancanza di aspiranti nelle graduatorie. In molte regioni peraltro, e per diverse classi di concorso, non si è provveduto a pubblicare nei tempi previsti gli elenchi del personale destinato a svolgere il servizio di tirocinio nell’ambito dei posti riservati ai percorsi FIT. Per ovviare a tale situazione, evitando penalizzazioni agli interessati, si provvederà – per le graduatorie che saranno pubblicate entro il 31 dicembre prossimo - ad accantonare un corrispondente numero di posti negli ambiti in cui l’aspirante avrebbe avuto titolo ad essere nominato.

Gissi: impressionanti i vuoti delle assunzioni. Urge rivedere i meccanismi di reclutamento

Gio, 13/09/2018 - 19:14
Ancora una volta le assunzioni programmate per l’anno scolastico in corso non potranno essere completate. I dati che il MIUR ci ha fornito oggi, che sono quelli acquisiti a sistema in data 12 settembre, sono forse addirittura peggio del previsto. Ad oggi le assunzioni dei docenti, in tutto 25.105, coprono solo il 43,8% delle disponibilità (57.322 posti autorizzati dal MEF). A determinare questa situazione paradossale la mancanza di candidati nelle graduatorie a esaurimento (GAE) e in quelle degli ultimi concorsi ordinari, ma anche il grave ritardo nel completamento delle procedure concorsuali FIT, avviate dal precedente governo, ragion per cui migliaia di nomine dovranno essere rinviate all’anno successivo perché non erano pronte al 31 agosto le graduatorie concorsuali da cui attingere. Situazione paradossale, si è detto, anche perché il MEF finirà per recuperare risorse che la scuola non è stata in grado di utilizzare. Non è la prima volta che avviene; anche lo scorso anno le assunzioni hanno coperto solo il 57,6% delle disponibilità. Quest’anno è andata ancora peggio. Alcuni dati sono addirittura impressionanti, come nel caso degli assunti su posti di sostegno nella secondaria di primo grado, appena il 2,7% rispetto al numero dei posti disponibili, che è un valore medio sul piano nazionale, perché al nord su 4.830 disponibilità le assunzioni sono state 11 (0,2%). È del tutto evidente quanto sia indispensabile e urgente una seria riflessione sui meccanismi del reclutamento, ponendo fine al continuo riproporsi di interventi straordinari. Serve un sistema affidabile, procedure trasparenti che non alimentino un contenzioso destinato quasi a sostituirle. Prevedere il fabbisogno, programmare di conseguenza i percorsi di formazione e le procedure di selezione del personale, adottare efficaci politiche di stabilizzazione del lavoro sono i presupposti per assicurare al sistema scolastico la qualità e la continuità di cui ha bisogno. Roma, 13 settembre 2018 Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

Contratto dirigenza, riprende la trattativa, ma il primo incontro è deludente

Gio, 13/09/2018 - 17:58
Ha avuto un esito piuttosto deludente l’incontro con cui è ripresa oggi all’ARAN la trattativa per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici. Non si è andati, infatti, al di là della definizione di un calendario di incontri più o meno ravvicinati.
L’Aran ha avviato la seduta riepilogando il quadro, peraltro già noto, delle risorse disponibili: 37 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2018, 41 milioni per il 2019 e 96 milioni a decorrere dal 2020. A questi vanno aggiunti i 35 milioni previsti dall’art.1 c. 86 della legge 107/2015 e destinati dalla legge di bilancio 2017 all’obiettivo della equiparazione della retribuzione di posizione parte fissa, modificandone l’originaria destinazione.
L’Aran, confermando la posizione già espressa nel precedente incontro, ha ribadito che queste ultime risorse sarebbero a suo avviso utilizzabili solo per 4/12 nel 2018, mentre andrebbero ad integrare pienamente i fondi disponibili solo negli esercizi finanziari successivi, sino al raggiungimento dell’equiparazione. Questa affermazione ci vede, ancora una volta, del tutto in disaccordo, in quanto riteniamo che i 35 milioni nella vigenza contrattuale debbano essere integralmente destinati agli obiettivi definiti dalla legge di bilancio. La consistenza del FUN 2017/2018 (non ancora quantificato e tantomeno erogato) non può non tener conto delle disposizioni della legge di bilancio per quanto riguarda il rinnovo contrattuale.
Come già avvenuto nel precedente incontro, svoltosi prima dell’estate, è stato inoltre diffusamente ed animatamente discusso il problema di come vincolare le risorse la cui disponibilità è prevista per gli esercizi finanziari 2019 e 2020, che ricadrebbero fuori della vigenza contrattuale. La trattativa si è così mostrata, anche su questo tema, subito in salita poiché l’Aran, lungi dall’accogliere le proposte tecniche a suo tempo avanzate e ribadite nella seduta odierna dalle Organizzazioni sindacali, ha evidenziato perplessità ed avanzato numerose obiezioni, anticipando ancora una volta l’intenzione di rinviare l’effettivo impiego almeno dei 96 milioni di euro ad una successiva tornata contrattuale, con una proposta che appare evanescente ed aleatoria.
Tutte le parti sociali presenti al tavolo hanno dichiarato che il raggiungimento dell’equiparazione entro la vigenza del contratto 16/18 costituisce un obiettivo prioritario della trattativa. La CISL Scuola e le altre organizzazioni hanno ancora una volta evidenziato come la dirigenza scolastica abbia pesantemente pagato, negli anni scorsi, gli effetti di politiche restrittive e di disinvestimento, scontando oggi un ampio differenziale retributivo rispetto agli altri dirigenti del nuovo comparto. L’Aran si è impegnata a riconsiderare le richieste espresse dai sindacati, prevedendo un confronto con il MIUR, peraltro presente al tavolo in veste di osservatore. La mancata definizione di un preciso impegno delle risorse riferite agli esercizi finanziari 2019 e 2020 non consentirebbe di raggiungere l’obiettivo della perequazione e inoltre esporrebbe al rischio che successivi strumenti finanziari possano incidere sulla loro disponibilità.
In conclusione dell’incontro, si è concordato di aggiornare il tavolo al 26 settembre e di affrontare in quella sede la parte normativa, dando priorità al tema delle relazioni sindacali e ad alcuni aspetti del rapporto di lavoro (sostituzione durante il periodo di ferie e di malattia, restituzione al ruolo di provenienza, diritto alla formazione, criteri per l’affidamento degli incarichi, valutazione dello stress lavoro correlato, ecc.). A tal proposito L’Aran presenterà un testo, i cui contenuti terranno conto del confronto che in parallelo si sta svolgendo per il rinnovo contrattuale dei dirigenti delle funzioni centrali.

Maddalena Gissi al ministro Bussetti: su bonus, card e supplenze servono interventi immediati

Gio, 13/09/2018 - 11:54
Evitare discriminazioni ingiustificate tra docenti di ruolo e precari: è stato un preciso obiettivo della nostra azione contrattuale, chiediamo che sia sostenuto, laddove necessario, anche da opportuni interventi di natura legislativa. Una richiesta che ribadiamo alla luce di quanto dichiarato dal ministro Bussetti nella sua lunga video intervista a La Repubblica.it.
Sul bonus il ministro ha chiarito senza ombra di dubbio che la decisione assunta d’intesa con i sindacati è di comprendere fra i destinatari anche il personale non di ruolo. Da quella decisione sono derivati i criteri con cui sono state assegnate a ogni singolo istituto scolastico le risorse per il bonus, ripartite in base a tutti i posti di organico e non solo a quelli occupati da personale di ruolo. Ora occorre essere coerenti e conseguenti anche nella gestione di quei fondi, sarebbe bene che dal MIUR arrivassero indicazioni esplicite e chiare in tal senso.
Altro istituto contrattuale da prendere in considerazione è quello della card di 500 euro a copertura delle spese sostenute dai docenti per beni o attività funzionali al loro aggiornamento. La richiesta di estendere la card anche al personale precario – oltre che a quello educativo - non può certo cogliere di sorpresa il Ministro, essendo stata da tempo e più volte rappresentata all’Amministrazione. E si tratta di una richiesta su cui esiste, considerando il personale educativo e gli assunti sul terzo anno dei percorsi FIT, anche un ampio margine di copertura economica, almeno per l’anno scolastico che si sta avviando. Se c’è la volontà politica, è un problema che si può affrontare e risolvere da subito.
Non se ne parla nell’intervista, ma un’altra questione su cui intervenire con urgenza è quella delle modalità con le quali in questi giorni si sta procedendo al conferimento delle supplenze sui posti liberi per l’intero anno, vacanti o solo disponibili in organico di fatto. Con l’art. 41 del contratto abbiamo fatto una scelta precisa, che punta a prevenire gli avvicendamenti in corso d’anno del personale, sia docente che ATA. È la disposizione grazie alla quale si può mettere fine, abbandonando la consuetudine delle nomine “fino all’avente diritto”, al conseguente carosello delle nomine, che tanto indigna le famiglie e gli stessi alunni. Nel contratto si stabilisce che ogni contratto a tempo determinato deve indicare la sua data di conclusione, legata evidentemente al tipo di assenza per la cui copertura viene stipulato. Purtroppo mancano ad oggi chiare indicazioni alle scuole e agli uffici territoriali su come questa novità va applicata; ne conseguono comportamenti difformi e disomogenei, dunque è indispensabile intervenire subito mettendo ordine a una situazione estremamente confusa. Firmando il contratto ci siamo assunti, come sindacati, le nostre responsabilità, l’Amministrazione faccia altrettanto.
Infine il tema della legge di bilancio: comprensibile la cautela del ministro, che non ha voluto sbilanciarsi più di tanto, dicendosi lui per primo allergico alle facili promesse. Ma non c’è dubbio che quello della finanziaria sarà un passaggio di verifica importante per capire se e come tante affermazioni si tradurranno in fatti concreti. L’obiettivo di consolidare le acquisizioni contrattuali, già indicato da noi come assoluta priorità negli incontri col Ministro, non esaurisce certo le aspettative di una categoria che si appresta a vivere una nuova stagione di confronto e negoziato. Il percorso avviato con la firma del CCNL 2016/18 deve proseguire verso l’obiettivo di un più giusto e dignitoso riconoscimento del lavoro che si fa a scuola. Su questo attendiamo e valuteremo le risposte che verranno date con la legge di bilancio. Roma, 13 settembre 2018 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Procedure concorsuali per il reclutamento dei DSGA, incontro al MIUR

Mer, 12/09/2018 - 18:37
Si è svolto nel pomeriggio di oggi, 12 settembre, al MIUR il confronto avente per oggetto il concorso a posti di DSGA. Il Direttore Generale del Personale ha riferito dell'avvenuto invio al Mef della richiesta di autorizzazione a un bando di concorso ordinario per 2004 posti (incrementabili di 400 unità corrispondenti alle disponibilità attualmente accantonate per il transito dei dipendenti delle Camere di Commercio). La CISL Scuola, assieme alle altre organizzazioni sindacali, ha ribadito la necessità di individuare soluzioni che diano risposta alle legittime aspettative degli Assistenti Ammministrativi da anni impegnati a svolgere le funzioni di DSGA; ciò potrebbe avvenire, ad avviso dei sindacati, attraverso un percorso riservato che dia adeguate garanzie di sviluppo professionale, come doveroso riconoscimento del ruolo e della funzione fin qui svolta dal personale in questione. Si tratta in sostanza di avere, parallelamente al concorso ordinario, sia una riserva di posti che una procedura riservata che valorizzi l'esperienza svolta, come avvenuto in passato con la Mobilità Professionale.
Il tavolo di confronto è stato aggiornato al 25 settembre prossimo per consentire all'Amministrazione una più approfondita riflessione in merito alle proposte avanzate dai sindacati.

Incontro al MIUR sulla destinazione all'estero del personale docente e ATA

Mer, 12/09/2018 - 17:36
Nella mattinata di oggi, 12 settembre, si è svolto un incontro al MIUR sulle procedure di destinazione all’estero del personale docente e ATA. Ai lavori hanno partecipato, in rappresentanza del MIUR, la dott.ssa Maria Maddalena Novelli, Direttore Generale del Personale Scolastico, e il dott. Antimo Ponticiello, dirigente dell’Ufficio IV (Personale Docente ed Educativo); in rappresentanza del MAECI il dott.Tommaso Claudi, segretario di legazione.
La CISL Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali presenti, ha indicato come condizione necessaria - prima di esaminare sul piano tecnico il contenuto delle disposizioni che dovranno essere emanate - la conferma della disciplina per via contrattuale per quanto riguarda la mobilità del personale delle scuole italiane all’estero, richiamando quanto contenuto nel vigente CCNL, con particolare riferimento all’art.109. Ha evidenziato inoltre come sia indispensabile individuare soluzioni che garantiscano anche al personale in servizio all’estero la piena applicazione di tutti gli istituti del CCNL 2016/18 (ore eccedenti, retribuzione delle stesse, sostituzioni del personale assente, ecc.). Ricordiamo a questo proposito che già nell’aprile u.s. si era addivenuti ad una intesa per definire i requisiti culturali e professionali in base ai quali effettuare le selezioni del personale interessato.
Per la complessità della materia e le diverse implicazioni sul piano contrattuale e normativo, si è resa necessaria la richiesta di un confronto in sede politica. Nel frattempo, è già stata stabilita la data del prossimo incontro tecnico, che avrà luogo il 2 ottobre prossimo.
Al terminde dell'incontro è stato diffusa una breve nota unitaria (vedi allegato).

Concorso a dirigente scolastico, prova scritta il 18 ottobre

Mer, 12/09/2018 - 16:56
Stando ad anticipazioni non smentite dal MIUR, la data di svolgimento della prova scritta del concorso a dirigente scolastico sarebbe quella del 18 ottobre prossimo. Si attende ora la conferma definitiva delle indiscrezioni attraverso la pubblicazione del relativo avviso in Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe essere imminente.
La prova, computer based, si svolgerà in ambito regionale o interregionale: la comunicazione delle sedi e della distribuzione fra le stesse dei candidati dovrà avvenire almeno 15 giorni prima della prova, con avviso sul sito internet del MIUR.

CARD docenti, dal 12 settembre riattivate le funzioni sul sito MIUR

Mar, 11/09/2018 - 20:28
Nel corso dell'incontro di oggi al MIUR è stato comunicato che le funzioni disponibili sul sito del MIUR per l'utilizzo della card docenti relativamente all'a.s. 2018/19 saranno riattivate nella giornata di domani, 12 settembre. Ogni docente troverà nel proprio borsellino elettronico, oltre alla disponibilità per il 2018/19, anche le risorse non spese nell'anno precedente e quelle non utilizzate nel 2016/17. Per queste ultime, un emendamento approvato alla Camera in sede di conversione del decreto "milleproroghe" ne prevede il possibile utilizzo entro il 31 dicembre 2018.

Al via i tavoli di confronto al MIUR. Fondo MOF, indennità e sostituzione dei DSGA, Co. Co. Co. stabilizzati e card docenti

Mar, 11/09/2018 - 19:53
Si è svolto oggi 11 settembre al MIUR il primo della serie di incontri programmati per un confronto con i sindacati su tematiche diverse, oggetto dei precedenti incontri politici col Ministro. Al centro della discussione di oggi: bonus docenti, indennità per i DSGA incaricati su scuole sottodimensionate, sostituzione del DSGA mancante, stabilizzazione dei lavoratori c.d. Co. Co. Co, card per il personale docente. Bonus per la valorizzazione professionale dei docenti
Il dott. Jacopo Greco, direttore Generale delle Risorse del MIUR, ha comunicato che il MEF, alla fine di luglio, ha finalmente sciolto le proprie riserve sull'ammontare delle risorse derivanti dal mancato pagamento del bonus, entro il dicembre 2017, da parte di diverse scuole. Ciò determinava economie che avrebbero dovuto essere riassegnate alle scuole. Al termine dell'esercizio finanziario, infatti (normalmente a metà dicembre), le risorse presenti sui POS delle scuole vengono prelevati dal MEF per poi essere restituiti nel nuovo anno finanziario. In genere l'operazione comporta un'attesa di qualche mese. Stavolta, relativamente alle risorse di cui sopra, si è manifestata una discrepanza tra i dati in possesso del MIUR e quelli del MEF. L’Amministrazione, come detto all’inizio, ha comunicato che il decreto di riassegnazione alle scuole attende ormai solo la conclusione dell'iter di certificazione da parte degli organi di controllo e che a breve, pertanto, le scuole riceveranno le somme spettanti. Anche gli importi relativi al bonus per l’a.s. 2017/18 (il cui ammontare è già stato comunicato alle scuole) verrnno erogati non appena perfezionato l'iter di certificazione del Decreto Ministeriale che ha recepito l'intesa del giugno scorso sui nuovi criteri di assegnazione delle risorse. La CISL Scuola e gli altri sindacati hanno chiesto di calendarizzare quanto prima un apposito incontro di informativa sulla comunicazione inerente il programma annuale, così da disporre di un quadro completo delle disponibilità per tutte le voci che compongono il nuovo Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF). Si è inoltre sollecitata l'assegnazione alle scuole delle economie relative al Fondo MOF 2016/17. Ancora bloccate, purtroppo, le economie del MOF 2015/16, problema su cui è stato richiesto un intervento politico del MIUR nei confronti del MEF. DSGA con affidamento di scuola sottodimensionata
Il Gabinetto del MIUR interverrà presso il MEF per ottenere lo sblocco, da tempo atteso e più volte sollecitato, del pagamento delle indennità spettanti ai DSGA cui è affidata la gestione di una scuola sottodimensionata, indennità di cui si attende la corresponsione fin dall’a.s. 2014/15. Il MIUR si è detto impegnato a ottenere una soluzione del problema, se necessario sollecitando un intervento per via legislativa attraverso una specifica norma da inserire nella legge di bilancio di imminente discussione. Sostituzione DSGA
Anche quest'anno è diffuso il caso di scuole prive di DSGA titolare: tanti sono i casi in cui ci viene segnalata l'indisponibilità del personale amministrativo titolare di seconda posizione economica a ricoprire il posto vacante. In molti casi, tale personale viene nominato d'ufficio e in caso di rifiuto viene attivata nei suoi confronti la sospensione del pagamento della posizione economica. I giudizi emessi a seguito di contenzioso attivato dagli interessati hanno sempre riconosciuto, negli anni passati, le ragioni del lavoratore. Si è chiesto pertanto all'Amministrazione di fornire indicazioni chiare in merito agli impegni connessi alla seconda posizione economica, che a giudizio della CISL Scuola e degli altri sindacati non contemplano l'obbligo di sostituzione del DSGA in caso di posto vacante. Per ulteriore approfondimento della questione è stata chiesta l’attivazione di uno specifico tavolo di confronto. Co.Co.Co stabilizzati
Dal 1° settembre 2018 è stato assunto a tempo indeterminato personale dei profili di assistente amministrativo e assistente tecnico precedentemente in servizio con contratto di collaborazione (Co.Co.Co.). La legge di bilancio 2018, con cui si è stabilito che la stabilizzazione avvenisse con contratti part time, ha stanziato a tal fine risorse che sono risultate superiori a quelle effettivamente utilizzate. Ciò potrebbe consentire di soddisfare la richiesta del personale interessato, che rivendica il mantenimento della posizione retributiva in godimento fino al 31 agosto scorso, superiore a quella spettante per un part time al 50%. L'Amministrazione si è impegnata a non disperdere tali economie (che la legge comunque vincola esclusivamente alla di stabilizzazione di questo personale) e sta valutando la possibilità di costituire disponibilità aggiuntive in organico per ampliare le ore si servizio oltre il 50%. CARD per il personale docente
La CISL Scuola, insieme alle altre organizzazioni, ha ribadito la richiesta di riconoscere anche al personale educativo il diritto a fruire della card, tenuto conto degli esiti del contenzioso proposto unitariamente, che ha già determinato il pagamento della card per l'a.s.2015/16. L'Amministrazione, avendo appellato la sentenza con cui il TAR accoglie le richieste sostenute dai sindacati, ha dichiarato di voler attendere che il contenzioso si concluda con il pronunciamento del Consiglio di Stato nell’udienza già in calendario per il prossimo febbraio. La Cisl Scuola ha inoltre richiesto di estendere la card anche ai docenti assunti dal concorso 2018 ed ammessi al 3° anno FIT. Si tratta infatti di personale assunto con procedure analoghe all'immissione in ruolo da GAE e GMRE 2016, su posti di organico di diritto vacanti, che sosterrà una formazione del tutto analoga a quella degli altri insegnanti a tempo indeterminato. Lo stanziamento disponibile per la card 2018/19 è stato determinato peraltro tenendo conto anche dei posti assegnati al concorso 2018. L'Amministrazione si è detta di diverso avviso, in quanto ai docenti assunti per il 3° anno del percorso FIT è riconosciuto, ai sensi del d.l.vo 59/2017, lo stato giuridico ed economico del personale supplente. Si tratta di una posizione rispetto alla quale la CISL Scuola ha rappresentato il proprio netto dissenso, dichiarandosi intenzionata a sollecitare in sede politica un intervento legislativo (in sede di discussione della legge di bilancio) che ricomprenda il personale educativo e i docenti in FIT tra i beneficiari della card.

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