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Aggiornato: 56 min 34 sec fa

Gissi: a Palazzo Chigi incontro decisivo sui temi al centro della mobilitazione

Mar, 23/04/2019 - 13:19
È una giornata importante quella di oggi, che vedrà in serata a Palazzo Chigi i maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca. Li attende, col ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per un incontro dal quale si attendono risposte precise rispetto agli obiettivi al centro della mobilitazione sindacale e dello sciopero generale proclamato per il 17 maggio.
È la prima volta che le federazioni di categoria vengono convocate a questo livello – commenta Maddalena Gissi, segretaria generale della federazione CISL Scuola, Università e Ricerca – e non ci sfugge l’importanza dell’evento, per il quale diamo atto al ministro Bussetti di aver dato seguito a un preciso impegno assunto nell’incontro dell’8 aprile al MIUR. Ora ci attendiamo di capire che cosa in concreto deciderà di fare il Governo, a partire da quante risorse intenderà destinare in direzione di una forte valorizzazione, anche economica, del lavoro che viene svolto nel nostro comparto. La risoluzione approvata dal Consiglio dei Ministri a Reggio Calabria accenna a investimenti in capitale umano, vedremo stasera se si andrà un po’ oltre le dichiarazioni di intenti, che da sole non possono essere certo sufficienti. Abbiamo detto, e lo ripeto, che su questioni così è fondamentale un diretto coinvolgimento di chi è responsabile delle partite economiche e finanziarie. Ci auguriamo di avere riscontro anche a questa esigenza”.
Abbiamo già indicato al momento della convocazione – prosegue Maddalena Gissi – quali sono i temi su cui chiediamo disponibilità ad un confronto che porti a soluzioni positive: contrasto alla precarietà, piena agibilità di istituti contrattuali per noi fondamentali, come la mobilità professionale, chiusura delle partite ancora aperte sul contratto della dirigenza. E poi la dimensione unitaria e nazionale che chiediamo sia conservata e garantita per il sistema di istruzione: non è proprio accettabile l’idea di avere venti sistemi scolastici, né possiamo accettare che ipotesi del genere vengano portate avanti in una trattativa fra Governo e singole Regioni senza un più ampio e complessivo coinvolgimento delle rappresentanze politiche e sociali”. Roma, 23 aprile 2019

Sindacati convocati martedì 23 aprile a Palazzo Chigi. Gissi: vediamo se arrivano risposte concrete.

Ven, 19/04/2019 - 18:09
La convocazione dei sindacati del comparto istruzione e ricerca alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è un fatto importante, che consente di portare al massimo livello il confronto sulle questioni oggetto della nostra mobilitazione e dello sciopero proclamato per il 17 maggio. Mi auguro che in quella sede possano venire risposte concrete alle nostre richieste, diversamente da quanto fin qui avvenuto”. Così la segretaria generale della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, Maddalena Gissi, commenta la convocazione di un incontro a Palazzo Chigi per martedì 23 aprile giunta in queste ore ai sindacati del comparto.
Segnali contrastanti sono venuti dall’ultimo Consiglio dei Ministri - avverte la Gissi – C’è una risoluzione nella quale si accenna a investimenti in capitale umano, si tratta di capire se e quanto possa servire ad aprire spazi reali per un contratto che intervenga in modo significativo sugli stipendi del personale, nettamente inferiori alla media europea e in coda anche nelle classifiche del lavoro pubblico in Italia; le buone intenzioni non bastano, occorre declinarle, anche attraverso le responsabilità del dicastero dell’economia, in precisi e verificabili impegni. Ma è stato anche rilanciato dalle forze di maggioranza, e non è certo un bel segnale, l’obiettivo di un’autonomia differenziata che ci vede, per quanto riguarda il sistema di istruzione, in netto dissenso. Per noi il carattere nazionale e unitario del sistema va salvaguardato pienamente, una posizione che raccoglie in ogni parte d’Italia un consenso sempre più ampio e diffuso”.
Rinnovo del contratto e autonomia differenziata sono senz’altro i temi sui quali è decisivo l’atteggiamento del Governo nel suo complesso. Altrettanto si può dire per la stabilizzazione del lavoro precario, con interventi straordinari ma soprattutto con un diverso segno delle politiche sul reclutamento in tutti i settori del comparto.
“Su altre questioni – conclude la Gissi – basterebbe un minimo di disponibilità ad agire utilizzando gli spazi di gestione del contratto, a partire dalla riattivazione della mobilità professionale del personale ATA e dalle garanzie di copertura del FUN per la dirigenza. Vedremo se il Governo saprà fare i passi necessari per dare senso e prospettive al confronto. Noi ci siamo, ma restano al momento tutte confermate le azioni di mobilitazione e di lotta decise con le altre organizzazioni sindacali
”.
L'appuntamento a Palazzo Chigi è per martedì prosssimo alle 20, a incontrare i sindacati saranno il premier Conte e il ministro Bussetti. Roma, 19 aprile 2019

Ferie docenti in corso d'anno, chiesta la rettifica di una nota ARAN

Ven, 19/04/2019 - 16:00
La CISL Scuola, insieme a tutte le altre sigle firmatarie del CCNL, ha inviato una richiesta di incontro urgente all’ARAN finalizzata a rivedere i contenuti della nota 2664 con cui l’Agenzia, senza alcun previo confronto con le parti sindacali, ha diffuso un’interpretazione riguardo alla fruizione dei giorni di ferie da parte del personale docente asserendo che non sarebbe più consentito l’utilizzo alla stregua di permessi per motivi personali e familiari (quindi senza divieto di sostituzione con supplente) dei sei giorni di ferie fruibili in corso d’anno.
La nota dell’ARAN si fonda su una errata interpretazione di quanto disposto dalla legge 228/2012 (legge di stabilità per il 2013), che in effetti introduceva modifiche alla disciplina contrattuale ma non nel senso indicato dalla nota 2664.
La lettera dei sindacati espone in modo dettagliato le ragioni che giustificano un netto dissenso di merito, mentre sul piano del metodo viene stigmatizzata la decisione di intervenire in modo unilaterale e non condiviso su questioni riguardanti la corretta applicazione del CCNL.

Il parere espresso dal CSPI sul decreto di aggiornamento delle GaE

Ven, 19/04/2019 - 12:47
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), nell'Adunanza Plenaria svoltasi mercoledì scorso, 17 aprile, ha espresso il proprio parere favorevole sullo schema di decreto di aggiornamento delle GaE per il triennio 2019-2021. La votazione ha riscontrato un solo voto contrario. Il CSPI ha formulato alcune osservazioni di merito sul testo del provvedimento, raccomandando all'Amministrazione una capillare diffusione della procedura di aggiornamento con tempi più ampi per la presentazione della domanda in considerazione anche delle festività pasquali e dei "ponti" di fine aprile ed inizio maggio. Nella premessa il CSPI auspica - al fine di evitare i prevedibili disagi dovuti ai più che sicuri "vuoti di organico" - "l’adozione di un provvedimento transitorio che consenta una fase straordinaria di immissione in ruolo da tutte le graduatorie ... a partire dal 1° settembre 2019. Sarebbe altresì opportuno che il numero dei posti da coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico, e che per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria. Questo allo scopo di completare nell’anno successivo (2020/21) le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato". Il CSPI si augura altresì che "in attesa che siano espletati i concorsi per docenti e DSGA si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato e con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019".

Autonomia differenziata, la scuola non si tocca! Il 17 maggio sciopero anche per difendere l'unità del sistema d'istruzione

Gio, 18/04/2019 - 19:13
(ANSA) - ROMA, 18 APR - "La scuola non si tocca: è importante per il paese e deve rimanere in un sistema unitario nazionale. Non vogliamo docenti e dirigenti scolastici alle dipendenze delle Regioni né una invasione della politica che non sta mostrando il meglio di sé in questi tempi".
A dirlo all'ANSA è la segretaria della CISL Scuola, Maddalena Gissi, dopo la volontà espressa nella risoluzione al Def di portare a termine il percorso dell'Autonomia differenziata.
"Il 17 maggio sciopereremo anche per dimostrare che la scuola, l'Università e la ricerca non sono d'accordo, lo dimostrano centinaia di migliaia di firme raccolte dalla petizione come i manifesti che hanno ricoperto i maggiori monumenti della città di Roma". (ANSA).

FIR CISL: Grazie Presidente Mattarella. Il Governo non può continuare ad ignorare la Ricerca

Gio, 18/04/2019 - 11:30
In occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è tornato a ricordare l’importanza della ricerca affermando "Gli innovatori italiani del nostro tempo contribuiscono con passione, tenacia e spirito di responsabilità al benessere del Paese e alla sua competitività. I loro talenti meritano di essere sostenuti da un adeguato livello di investimenti in ricerca, che sono investimenti nel nostro stesso avvenire oltre che veri e propri moltiplicatori di ricchezza per assicurare alle giovani generazioni un futuro più prospero e più sostenibile". Il Capo dello Stato ha anche aggiunto "L'Italia è oggi tra i primi paesi per numero di pubblicazioni scientifiche e i suoi scienziati sono coinvolti nei maggiori esperimenti internazionali e ciò si deve anche alla solidità del sistema della ricerca, dell'innovazione e dell'alta formazione. Dai moduli pressurizzati della Stazione Spaziale Internazionale alle esplorazioni nei mari e nei laboratori sotterranei, dall'impegno nell'International Thermonuclear Experimental Reactor agli istituti di ricerca, ricovero e cura sanitaria, gli innovatori italiani del nostro tempo contribuiscono con passione, tenacia ‘importanza della e spirito di responsabilità al benessere del Paese e alla sua competitività’”.
Siamo davvero grati al Presidente Mattarella anche per la preziosa attenzione che presta al mondo della Ricerca.
Per contro dobbiamo rilevare come gli investimenti in ricerca del Paese negli anni siano costantemente diminuiti. Lo stesso tema della ricerca sembra essere scomparso dall’agenda del Governo. Infatti oltre agli scarsi finanziamenti non si riscontra alcuna attenzione ai tanti precari della ricerca, ai percorsi di reclutamento, alla necessità di valorizzare le eccellenze e le professionalità che la ricerca italiana esprime. Risulta assente l’idea di un Sistema ricerca, che nella moderna società della conoscenza, è essenziale per lo sviluppo. Ne è la testimonianza la fotografia della Ricerca pubblica extrauniversitaria che descrive un sistema frammentato, 22 enti vigilati da 7 diversi ministeri, settori di ricerca collocati in ambiti impropri con difficoltà che rendono ancor più difficile mantenere l’efficienza e la competitività del settore.
Riteniamo, invece, che non sia più rinviabile la definizione di un programma, da parte del Governo, che consenta di dispiegare le potenzialità che la ricerca del Paese esprime.
In questa direzione la FIR CISL continuerà a muovere la propria iniziativa anche nell’ambito della mobilitazione unitaria del Comparto Istruzione e Ricerca.
(Roma, 16 aprile 2019)

Dirigenti scolastici, proclamato lo stato di agitazione. Inviata la richiesta del tentativo di conciliazione

Mer, 17/04/2019 - 10:39
Anche per la dirigenza scolastica è tempo di mobilitazione. Mentre si rivendica, con l'insieme del comparto, l'avvio del negoziato per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-21, ancora si attende la firma definitiva di quello del triennio precedente, da ben quattro mesi all'esame degli organi di controllo. Nel frattempo sono ancora in attesa di certificazione i fondi del FUN 2017/18 e 2018/19, mentre procede il cammino del disegno di legge "concretezza" che prevede inopinatamente il controllo delle presenze a scuola con modalità di rilevazione biometrica. Una norma assurda e irriguardosa, che i sindacati chiedono di cancellare, escludendo tutto il personale della scuola - non solo i docenti - da tali modalità di controllo. Queste, insieme ad altre riguardanti le responsabilità in materia di sicurezza e i continui appesantimenti burocratici a carico dei capi d'istituto e delle segreterie, le ragioni principali per cui la Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca, insieme a Flc CGIL, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal, ha indetto lo stato di agitazione dei dirigenti scolastici inviando agli organismi competenti la richiesta di svolgimento del tentativo di conciliazione. In allegato la nota unitaria. 

La gran madre deve risorgere

Mar, 16/04/2019 - 12:41
Alle otto la gente che in tutta Europa rincasa e accende la tv si blocca davanti allo schermo, attonita: Notre-Dame brucia. Brucia davanti ai nostri occhi la straordinaria cattedrale che è il simbolo della Francia, e anche un cuore antico di questo nostro continente. Le fiamme divampano selvagge sul lato destro, divorano le travi secolari del tetto con la voluttà famelica del fuoco. Il rosso dell’incendio che si consuma e filtra dalle vetrate dei rosoni pietrificano chi, in città o molto lontano, sta a guardare. «È un pezzo di noi che brucia», dice Macron. Un pezzo dei parigini, e un po’ di noi, in questa Europa divisa e dimentica, ma che ancora in ogni sua remota pietra parla cristiano. Sì, è un nobile, quasi millenario pezzo di cristianità quello che arde nell’apparente impotenza di centinaia di pompieri. E quando la guglia più alta, esile e orgogliosa, rosa dalle fiamme si spezza e precipita, trascinando la croce che ha sulla cima, è un urto al cuore: mio Dio, sembra il film di un Armagheddon, sembra un segno di fine del mondo. Fatichi a scuoterti dallo sgomento che Notre-Dame cinta dal fuoco suscita. Turba un dubbio: può un incendio così terribile nascere in poche decine di minuti, da un incidente?
Non vuoi nemmeno pensarci. Nelle immagini da Parigi il riverbero delle fiamme colora di porpora le facce dei parigini, per strada. Sono atterriti, e tristi. Si incenerisce un pezzo della loro vita, e di decine di generazioni alle loro spalle. Ottocento anni di storia: da qui fu convocata la Terza Crociata, nel 1185, e qui la Rivoluzione entrò come un’onda di devastazione, profanando e distruggendo ogni cosa: per farne il Tempio della Ragione. A Notre-Dame nel 1804 Napoleone fu incoronato imperatore.
Sotto alle guglie il secolo successivo sfilarono i carri armati della Wehrmacht. Un macigno di storia quelle pietre, e una radice al fondo dei francesi. Radice inconsapevole, magari. Forse molti si accorgono solo ora di quanto avevano cara quella cattedrale.
Proprio da pochi giorni sedici grandi statue erano state rimosse dal tetto per andare al restauro: i dodici apostoli e i quattro evangelisti. Da centinaia d’anni vegliavano Parigi dall’alto, e, proprio ora che se ne sono andati, questa tragedia. Non si osa dirlo a voce alta, ma ci si pensa: proprio ora. Oltre alla tristezza, angoscia, come se la guglia di Notre-Dame che si spezza potesse essere un segno doloroso.
Nelle strade di Parigi ora alcuni si mettono a pregare. Per la cattedrale, grande madre di pietra che pareva indistruttibile. Mentre scriviamo arriva la notizia che il fuoco si propaga a una delle torri. Il cielo ora è plumbeo di notte e fumo denso. Quando si fermeranno quelle lingue rabbiose? Che terribile pasto ha fatto questa notte, il fuoco.
Eppure, anche in una notte come questa siamo certi che Notre-Dame risorgerà. Che la ricostruiranno, i francesi, anche per noi europei. Non tollerando quella ferita aperta nel loro cuore. E un po’, nel cuore di ognuno di noi.

Ddl concretezza, la protesta contro ulteriori vessazioni a carico dei dirigenti scolastici

Sab, 13/04/2019 - 10:40
L’approvazione alla Camera del disegno di legge che prevede la rilevazione della presenza in servizio dei dirigenti scolastici tramite telecamere, impronte digitali o lettura dell’iride, è davvero l’ultima goccia che fa traboccare il vaso.
Si tratta di una norma che viola le prerogative contrattuali e lo Statuto dei lavoratori ed è inutilmente vessatoria nei confronti dei dirigenti scolastici che in questi anni stanno assicurando il regolare funzionamento del servizio nazionale di istruzione, nonostante il grave disagio professionale e personale causato dell’enorme sovraccarico di lavoro divenuto ormai insopportabile.
L’attività delle istituzioni scolastiche non si svolge in un’unica sede coincidente con quella del dirigente. Oggi i poco più di 6000 dirigenti scolastici in servizio sovrintendono al funzionamento oltre 42.000 sedi scolastiche, spesso in condizioni di sicurezza precarie e che necessitano di urgenti lavori di manutenzione e ristrutturazione. È singolare che, in presenza di una così grave emergenza che incide sulla sicurezza di milioni di cittadini, si consideri una priorità la spesa per dotare ognuno di questi edifici di rilevatori biometrici che controllino i movimenti giornalieri dei dirigenti scolastici.
Lo sdegno dei dirigenti scolastici, implicitamente e incredibilmente additati come assenteisti, non è più sopportabile e si aggiunge alla indignazione per la lunga incredibile attesa per ottenere la certificazione dell’ipotesi del loro contratto, firmata il 13 dicembre dello scorso anno. Sono trascorsi quattro mesi senza che l’iter di certificazione abbia visto un termine e tutto ciò dopo ben nove anni senza rinnovo contrattuale. Permane inoltre un silenzio assordante ed estremamente inquietante sulla consistenza del FUN 2017/2018 e 2018/2019, nonostante le pressanti richieste di informativa inoltrate nell’ultimo anno al Miur e le anticipazioni mai formalizzate. Ancora una volta quindi il Ministro ed il Governo stanno dimostrando di non tenere in debita considerazione le attese e le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e della comunità educante nel suo insieme.
Come FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, riteniamo che questa situazione non possa protrarsi ulteriormente e chiamiamo tutti i dirigenti scolastici alla mobilitazione generale in assenza di risposte concrete alle nostre rivendicazioni.
Come prima ed immediata azione di protesta della categoria lanciamo l’hashtag #iocisono, invitando tutti i dirigenti scolastici ad inviare l’immagine di un’impronta digitale via twitter ai Presidenti della Commissione 7° e 11° del Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e infine @bussetti_marco.
Preannunciamo inoltre ulteriori ampie iniziative di mobilitazione e di protesta, tra le quali un Presidio al Senato nei giorni in cui si discuterà il disegno di legge Concretezza e la proclamazione dello sciopero della dirigenza scolastica nella giornata del 17 maggio 2019, in cui è già previsto lo sciopero che coinvolgerà tutta la scuola. Lo sciopero del 17 maggio rappresenterà il momento in cui emergerà con chiarezza che le giuste e sacrosante rivendicazioni della dirigenza scolastica non sono in conflitto con quelle del restante personale della scuola ma trovano la loro naturale espressione e composizione nelle attese di tutta la comunità scolastica, unica garanzia del sistema nazionale di istruzione. Roma, 13 aprile 2019 I Coordinatori Nazionali per la Dirigenza Scolastica Flc CGIL Roberta Fanfarillo
CISL Scuola Paola Serafin
UIL Scuola Rua Rosa Cirillo
SNALS Confsal Giovanni De Rosa

Bene i concorsi, ma non è una scelta risolutiva

Gio, 11/04/2019 - 16:08
Bene l’annuncio del Ministro Bussetti sull’imminente avvio dei concorsi per assumere circa 70.000 docenti, ma non basta rispetto a un’emergenza precariato la cui mancata risoluzione avrebbe riflessi pesantemente negativi anche per il prossimo anno scolastico, quando le scuole non avranno certo la possibilità di coprire con personale di ruolo tutti i posti vacanti e disponibili.
Già quest’anno sono stati oltre 30.000 i posti non coperti con assunzioni che pure erano autorizzate: il prossimo anno, con i nuovi pensionamenti incrementati da quelli della “quota 100”, i posti vacanti saranno ben oltre i 70.000 destinati ai nuovi concorsi, col risultato che potrebbe essere affidato a personale supplente oltre il 20% dei posti complessivamente funzionanti nella scuola.
Lo abbiamo detto più volte e lo ripetiamo oggi: puntare sui concorsi ordinari come unico ed esclusivo canale di accesso al ruolo si è già dimostrata una scelta inefficace. Anche le GAE, il cui imminente rinnovo si limiterà ai soli trasferimenti di provincia, senza nuovi ingressi, non basteranno ad assicurare il fabbisogno di docenti. Logica ed equità vorrebbero che si imboccasse la via di una stabilizzazione dei rapporti di lavoro precario in atto da più lungo tempo, riconoscendo e valorizzando anche il lavoro dei docenti non abilitati che hanno prestato servizio nelle scuole per oltre tre annualità e grazie ai quali, non va mai dimenticato, la scuola non potrebbe svolgere il suo servizio.
Ministro e Governo rimuovano l’atteggiamento di indisponibilità finora mantenuto: abbiamo al riguardo argomenti e proposte, siamo pronti in ogni momento a discuterne nelle sedi di confronto a nostro avviso indispensabili per assicurare, attraverso la qualità e la tempestività delle decisioni, un futuro di qualità del servizio nella scuola che si coniughi col superamento della precarietà del lavoro. Roma, 11 aprile 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Miglioramento Pubblica Amministrazione: al Senato la 'memoria' Cisl sul ddl

Mer, 10/04/2019 - 19:58
Ieri, 9 aprile, nel corso delle audizioni delle organizzazioni sindacali presso l’11ª Commissione del Senato della Repubblica sul disegno di legge “Deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione” (Atto Senato 1122), la CISL ha presentato le proprie osservazioni sotto forma di “memoria”.

Aggiornamento delle GAE, resoconto dell'informativa al MIUR

Mer, 10/04/2019 - 19:14
Si è svolto nel pomeriggio di oggi, 10 aprile, al MIUR l'incontro di informativa sull'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo per il triennio 2019/20-2020/21-2021/22. Il Decreto Ministeriale è ora all'esame del CSPI, che esprimerà il parere mercoledì 17 aprile. E' quindi imminente la pubblicazione del decreto, che dovrebbe prevedere l'apertura delle funzioni dalla seconda metà di aprile con chiusura nella seconda metà di maggio.
Sono interessati a presentare domanda di aggiornamento quanti si trovano in una delle seguenti condizioni:
  • già inseriti in GAE e che chiedono l'aggiornamento del punteggio ovvero il cambio di Provincia
  • già inseriti in GAE e che devono confermare la propria posizione pena la cancellazione dalla graduatoria
  • depennati per  non aver prodotto domanda di aggiornamento nelle precedenti scadenze e che hanno titolo ad essere reinseriti visto l'andamento sempre favorevole dei ricorsi presentati
  • inseriti con riserva in attesa del conseguimento del titolo
  • inseriti con riserva per effetto di un contenzioso
  • aspiranti che intendono dichiarare il titolo di specializzazione sul sostegno
Il consueto aggiornamento annuale relativo allo scioglimento della riserva, alla dichiarazione del conseguimento del titolo di specializzazione sul sostegno, nonchè alla dichiarazione del diritto alla riserva dei posti di cui alla Legge 68, che di solito avveniva a metà luglio, quest'anno non sarà effettuato, in quanto per queste dichiarazioni valgono i termini di scadenza dell'aggiornamento stesso.
Non sono previste particolari novità se non la possibilità di aggiornare il punteggio per i servizi prestati nelle Sezioni Primavera per effetto del DM 335/2018.
Al termine dell'incontro la CISL Scuola ha richiesto un incontro urgente con la presenza della Direzione generale dei Sistemi Informativi per un confronto sulla tempistica di produzione delle graduatorie ad esaurimento e di istituto per evitare il ripetersi del caos registrato nel settembre scorso, in occasione delle nomine di supplenza. Si ricorda che ai sensi dell'art. 41 del nuovo CCNL, i contratti non possono più essere stipulati "fino all'arrivo dell'avente diritto" ed è necessario, quindi, mettere in campo tutti gli interventi gestionali utili a garantire un corretto avvio dell'anno scolastico evitando il "carosello" dei docenti.
Su tale richiesta, che ha visto il consenso di tutte le altre sigle sindacali, l'Amministrazione si è impegnata a dare rapido riscontro.

Gissi: la scuola sia luogo di accoglienza no di discriminazione

Mar, 09/04/2019 - 19:38
"La scuola di cui abbiamo bisogno, la scuola che serve al paese è la scuola dell'accoglienza, dell'incontro, dell'integrazione. È la scuola di tutti e se una preferenza può esprimere è quella di Don Milani: l'attenzione agli ultimi". Lo dice la leader della Cisl Scuola, Maddalena Gissi. "Nessuno può volere una scuola delle differenze. Riprendo un pensiero di Raffaele Mantegazza, un pedagogista attento ai problemi e ai rischi che vengono dall'egoismo: "La scuola è uno spazio sacro e i bambini non posso essere oggetto di pratiche discriminatorie", conclude la sindacalista, riferendosi all'intervista rilasciata dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. Notizia ANSA, martedì 9 aprile 2019

Incontro al MIUR del tutto interlocutorio. Confronto vago e in parte elusivo, confermate le azioni di sciopero.

Mar, 09/04/2019 - 11:11
L’incontro di ieri sera col ministro Bussetti si è rivelato del tutto interlocutorio, restano confermate le azioni di lotta in programma perché nessun segnale apprezzabile è venuto rispetto alle questioni poste dai sindacati dopo il deludente esito del tentativo di conciliazione svolto al Ministero del Lavoro giovedì scorso. Avevamo detto che quella sede non avrebbe consentito l’indispensabile e approfondito confronto di merito sulle emergenze indicate dalle organizzazioni sindacali, ma solo un passaggio burocratico che avrebbe reso inevitabile la proclamazione dello sciopero. Ci attendevamo pertanto che la convocazione al MIUR fosse il segnale di una disponibilità a individuare, rispetto ai temi della mobilitazione, qualche ipotesi di possibile soluzione. Un’attesa che l'andamento dell’incontro lascia del tutto insoddisfatta: se sulla partita del rinnovo contrattuale, e delle risorse a tal fine necessarie, il Ministro attende di verificare in Consiglio dei Ministri quali margini di disponibilità vi saranno nell’ambito delle scelte di politica economica e finanziaria che il Governo si accinge a compiere, sul contrasto alla precarietà non è andato oltre l’annuncio di un’imminente tornata concorsuale per la scuola secondaria, decisione che peraltro conferma quanto già previsto dalla normativa vigente, lasciando del tutto irrisolta la questione dei precari con consistente anzianità di servizio. Per questi ultimi, la nostra organizzazione rivendica da tempo il diritto alla stabilizzazione attraverso percorsi che prevedano un’adeguata valorizzazione dell’esperienza di lavoro nell’ambito di un sistema di reclutamento non affidato esclusivamente al canale dei concorsi ordinari.
Molto evasivo l’atteggiamento del Ministro anche rispetto al tema della regionalizzazione del sistema d’istruzione, così come sulla richiesta di avviare il confronto sulle priorità di cui tenere conto nell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto.
Completamente eluso anche il tema delle condizioni di lavoro del personale ATA e nessun accenno all’esigenza, posta con forza nella piattaforma sindacale, di riattivare per l’area ATA i percorsi di mobilità professionale.
Restiamo ora in attesa di capire se, anche alla luce delle verifiche in corso fra il ministro Bussetti e la Presidenza del Consiglio, si apriranno spazi per la ripresa di un confronto che al momento lascia del tutto insoddisfatte le nostre richieste confermando le ragioni della mobilitazione e delle iniziative di lotta proclamate. Roma, 9 aprile 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca

Parere autonomo del CSPI sul rapporto tra scuola, famiglia e società

Lun, 08/04/2019 - 20:05
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), nell’Adunanza Plenaria svoltasi lo scorso 27 marzo, ha licenziato, a stragrande maggioranza, un proprio pronunciamento autonomo a conclusione di una approfondita riflessione sulla trasformazione che sta subendo il compito educativo della scuola nella percezione collettiva, anche in considerazione della vasta eco mediatica suscitata dai numerosi episodi di violenza che hanno riguardato e riguardano le scuole, con l’aggressione di dirigenti e docenti da parte di genitori e alunni. Il Consiglio, per l’istruttoria del parere, si è avvalso dell’apporto di esperti, professionisti, dirigenti dell’amministrazione, attraverso audizioni e specifici contributi. In premessa il CSPI - sottolineando che “aggressività e violenza, di qualunque natura e provenienza, non possono essere tollerate in alcun contesto del vivere civile e in particolare nella scuola” - ha evidenziato l’importanza della necessità di “andare alla radice di tali episodi, individuarne le cause e delineare una strategia di ampio respiro e di medio termine in grado di eliminarli: non sembra assolutamente sufficiente, pertanto, il solo intervento psico-pedagogico, che certamente non risolve la complessità delle cause che sottendono agli episodi in esame”. Dopo aver analizzato la crisi dei modelli sociali e familiari e la crisi del modello educativo, il CSPI ha delineato il “rapporto fra istruzione ed educazione nella società attuale” arrivando alla determinazione che “occorre recuperare una modalità al fine di ripristinare una connessione virtuosa fra i compiti e le competenze della scuola e i compiti e le competenze sociali: rimanendo comunque prioritario, per gli operatori scolastici, il compito dell’istruzione e della formazione personale degli alunni, e per la famiglia e le altre formazioni sociali, l’educazione e la socialità”. Nella scuola - che si auspica essere sempre luogo aperto, non separato, ma protetto e ospitale - deve “trovare attuazione la visione dell’istituzione come soggetto costituzionale, bene comune funzionale all’esercizio del diritto all’istruzione, diritto sociale fondamentale della persona. In questo senso deve essere confermata la vocazione del sistema pubblico di istruzione di essere scuola di qualità, di tutti e di ciascuno, con pari opportunità, che garantisca a ognuno una preparazione e un’istruzione qualitativamente elevate”. Il parere ha poi delineato alcune “linee guida” di auspicio per un intervento delle forze politiche e istituzionali, esemplificate nel “ri-prendersi cura della scuola”, nel “rilanciare l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo”, nel “ridefinire i modelli partecipativi e gli organi di governo”, in un quadro che presupponga interventi impegnativi, articolati e coerenti per ridare dignità e qualità alla scuola pubblica, misure profonde e strutturali da inserire in una logica sistemica per recuperare attenzione, cura del benessere degli studenti e pieno sviluppo della primaria funzione educativa della scuola come comunità educante, superando il disagio che coinvolge famiglie e operatori scolastici.

I mille giorni decisivi per i bambini

Sab, 06/04/2019 - 10:07
Le disuguaglianze sociali colpiscono già alla nascita e proseguono nell’infanzia, con conseguenze per tutta la vita. Incidono sulle condizioni di salute con cui si viene al mondo, sulle chances di sopravvivenza nel primo anno di vita. Come mostrano ricerche fatte nei paesi sviluppati rispetto ai bambini nati da genitori non poveri, quelli nati da genitori poveri hanno probabilità quasi doppie di nascere sotto peso e di morire nel primo anno di vita, e doppie di sperimentare una breve ospedalizzazione nel primo anno di vita. È un fenomeno presente anche in Italia, paese che pure ha un tasso di mortalità infantile tra i più bassi al mondo, al di sotto del tre per mille nati. Esiste, infatti, un persistente, anche se in diminuzione, divario tra le regioni più ricche del centro Nord (2,4 per mille) e quelle del mezzogiorno (3,4 per mille). Conta anche il livello di istruzione dei genitori, in particolare della madre. A parità di condizioni economiche, i figli di madri istruite hanno maggiori possibilità di sopravvivenza di quelli con madre a bassa o nessuna istruzione. Questo è evidente nei paesi meno sviluppati e dove l’istruzione è in media più bassa. Ma anche nei paesi sviluppati l’istruzione della madre può fare differenza sia nel periodo pre-natale sia dopo la nascita, non solo per contrastare la mortalità infantile, ma per la buona salute del bambino. In Italia, ad esempio, la diffusione dell’obesità infantile - uno dei rischi più gravi per la salute dei bambini presente e futura nelle società ricche - è strettamente collegata sia alla diffusione della povertà sia all’istruzione dei genitori. È maggiore nelle regioni più povere e riguarda più spesso bambini i cui genitori hanno un’istruzione bassa. Risorse economiche non sempre sufficienti per avere una alimentazione corretta si possono combinare con uno scarso accesso alle informazioni necessarie e a non sempre adeguate capacità di elaborarle. L’importanza cruciale dei primi mille giorni (gestazione inclusa) è nota. Le disuguaglianze della salute alla nascita hanno conseguenze sullo sviluppo complessivo. Lungi dal rassegnarsi al “destino”, questa consapevolezza dovrebbe indurre a pensare a misure di intervento ad ampio raggio a sostegno delle madri, soprattutto quelle in condizione più svantaggiata, già durante la gestazione. Il sostegno dovrebbe poi proseguire rafforzando sia le risorse economiche sia le capacità genitoriali di entrambi i genitori e fornendo servizi e occasioni educative precoci ai bambini, coinvolgendo un ampio insieme di soggetti e istituzioni: ginecologi, consultori, pediatri, educatori e insegnanti, governi locali e nazionali. Non si può accettare che un bambino su 12 cresca in povertà assoluta e neppure che un’ampia fetta di bambini tra gli 0 e i tre anni non veda mai un pediatra nell’arco di un anno, senza che i pediatri, che in teoria li avrebbero in carico, non si interroghino sul perché non li vedono mai. Il medico di base e il ginecologo del consultorio o della Asl dovrebbe preoccuparsi se una donna incinta non si presenta regolarmente alle visite e chiedersi se dopo il parto riceve i sostegni necessari. Lo stato, le regioni e i comuni dovrebbero programmare i servizi per la prima infanzia non solo sulla base della potenziale domanda da parte di mamme lavoratrici, ma anche dei bisogni educativi dei bambini. È inutile preoccuparsi della denatalità e della bassa fecondità se prima non ci si occupa concretamente dei bambini che ci sono e di chi li mette al mondo.

Sindacati convocati al MIUR per lunedì 8 aprile alle 19

Ven, 05/04/2019 - 14:13
Si terrà alle 19 di lunedì 8 aprile l'incontro per il quale Flc CGILO, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams sono stati convocati al MIUR, al fine di avviare un confronto sulle questioni oggetto della mobilitazione che ha visto la proclamazione dello sciopero generale per il 17 maggio prossimo.
Nella convocazione è specificato che all'incontro con i sindacati sarà presente il Ministro Bussetti.

Sciopero del 17 maggio e delle attività non obbligatorie: le proclamazioni

Gio, 04/04/2019 - 18:44
«Porre le basi, anzitutto economiche, per un rinnovo contrattuale che dia risposte significative a un'emergenza salariale nota a tutti. Ad oggi per il personale del comparto istruzione e ricerca si profilano aumenti che sono meno della metà di quelli ottenuti col contratto precedente. Decisioni urgenti per evitare che la precarietà continui a dilagare, anziché ridursi. Obiettivo, rendere stabile il lavoro su decine e decine di migliaia di posti che non hanno nulla di "provvisorio", essendo invece indispensabili per l'ordinario svolgimento delle attività. Se si rimane fermi, il prossimo anno scolastico vedrà moltiplicarsi problemi e disagi. Per il personale ATA chiediamo di sbloccare le assunzioni e riattivare percorsi di mobilità professionale: tutte cose che non richiedono ingenti risorse né interventi di legge, ma solo idee chiare e volontà politica». Così Maddalena Gissi, segretaria generale Federazione CISL Scuola Università Ricerca. «C’è infine, ma non certo ultima per importanza, la questione dei progetti di regionalizzazione della scuola, che non possono certo andare avanti alla chetichella come fin qui avvenuto. Nella richiesta di avviare il tentativo di conciliazione le questioni sono riportate in dettaglio, comprendendo diversi punti che riguardano anche i settori dell'Università e AFAM e della Ricerca, la sede scelta per l'incontro di oggi, il Ministero del Lavoro, escludeva implicitamente che si potesse entrare nel merito dei problemi. Infatti non si è conciliato e siamo allo sciopero. Resta ora da vedere se dal tavolo avviato al MIUR si apriranno spazi per qualche risposta concreta. Sia chiaro che le parole e i buoni propositi non potranno certo essere considerati risolutivi» conclude la segretaria generale. (ANSA) - Roma, 4 aprile 2019 In allegato:
  • la nota unitaria di Flc Cgil, Cisl FSUR, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams relativa alla proclamazione dello sciopero generale per l’intera giornata del 17 maggio 2019 di tutto il personale del comparto dell’Istruzione e della Ricerca;
  • la nota unitaria di Flc Cgil, Cisl FSUR, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams relativa alla proclamazione dello sciopero, con astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL, del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico della scuola.

Al Ministero del Lavoro nessuna risposta di merito, si va allo sciopero generale del comparto istruzione e ricerca il 17 maggio

Gio, 04/04/2019 - 12:46
Di seguito il comunicato unitario diffuso al termine dell'incontro svoltosi oggi, 4 aprile, al Ministero del Lavoro per il tentativo di conciliazione sulla mobilitazione indetta dai maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca (Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda UNAMS). "Dall’incontro che si è svolto oggi al Ministero del Lavoro non sono emersi elementi che consentano di ritenere concluso positivamente il tentativo di conciliazione.
Nessuna risposta di merito è venuta alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca, non essendovi stata peraltro la possibilità di procedere ad un approfondito esame delle questioni oggetto della mobilitazione.
Le cinque organizzazioni sindacali prendono atto dell’annunciata apertura, a partire da lunedì 8 aprile - data nella quale è previsto l’incontro con il Ministro - di un tavolo di confronto al massimo livello politico del MIUR, proposta rispetto alla quale affermano piena disponibilità perché rispondente a un’esigenza da tempo rappresentata, ma confermano, in assenza di impegni puntualmente riscontrabili, la volontà di procedere alla proclamazione di iniziative di lotta articolate in astensione dalle attività non obbligatorie e in uno sciopero generale di tutti i lavoratori del comparto istruzione e ricerca per l’intera giornata del 17 maggio 2019".
Roma, 4 aprile 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL FSUR Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini
Gilda UNAMS Rino Di Meglio

Istruzione alle Regioni, condivise dalla Commissione per i problemi sociali e del lavoro della CEI le preoccupazioni dei sindacati

Mer, 03/04/2019 - 18:28
Si è svolto oggi, 3 aprile, un incontro fra le segreterie generali dei maggiori sindacati del comparto istruzione e ricerca e il Presidente della Commissione Episcopale della CEI per i problemi sociali e del lavoro. Oggetto del confronto le prospettive legate ai progetti di autonomia differenziata e in particolare alle competenze che alcune Regioni rivendicano in materia di istruzione.
Alla luce delle comuni preoccupazioni sui rischi di "disgregazione del sistema scolastico nazionale e di ampliamento delle disuguaglianze su tutto il territorio italiano", si è convenuto di richiedere un incontro ai Presidenti di Camera e Senato, cui è stata inviata congiuntamente una lettera sottoscritta da tutti i partecipanti alla riunione.

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