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Aggiornato: 1 ora 14 min fa

Risorse per il contratto istruzione e ricerca: siamo ben lontani da annunci e intese. Comunicato unitario

Ven, 18/10/2019 - 17:55
Le anticipazioni rispetto all’impostazione della legge di bilancio consentono di ipotizzare ad oggi, per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca, incrementi stipendiali che a fatica raggiungerebbero gli 80 euro, per di più spalmati nel triennio contrattuale.
Siamo dunque ben lontani dalle affermazioni ripetutamente rilasciate dal ministro Fioramonti, e soprattutto dagli impegni assunti esplicitamente in intese che lo stesso presidente del Consiglio ha direttamente firmato.
A partire dall’Intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile, e in tutte le sedi di confronto tuttora in atto col MIUR, l’obiettivo di una complessiva e significativa rivalutazione degli stipendi del personale della scuola, dell’Università e della Ricerca è stato più volte ribadito come precisa priorità da assumere in previsione del rinnovo del contratto. Lo stanziamento di adeguate risorse in legge di bilancio, con un consistente investimento nei settori della conoscenza, costituisce una premessa ineludibile per una doverosa valorizzazione di tutte le professionalità operanti nel comparto.
I segnali che si colgono vanno in tutt’altra direzione e ciò determina una situazione francamente inammissibile. La serietà con cui le organizzazioni sindacali si stanno impegnando in ogni sede di confronto esige di essere ricambiata da un impegno altrettanto serio, facendo seguire alle parole atti concreti e scelte coerenti e conseguenti. Non si può assumere l’impegno di avviare un percorso di avvicinamento delle retribuzioni del comparto alla media di quelle europee e poi disattenderlo così clamorosamente nei fatti, come avverrebbe se si confermassero le anticipazioni diffuse sui media.
I tavoli di confronto aperti al MIUR diventano a questo punto la sede di un immediato chiarimento, di cui sarà dato conto al personale che rappresentiamo, pronti se sarà necessario ad assumere le opportune iniziative di mobilitazione. Roma, 18 ottobre 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL Scuola Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini
GILDA Unams Rino Di Meglio

Diplomati magistrali, siglata un'intesa col MIUR, salvaguardati continuità didattica e diritti del personale

Ven, 18/10/2019 - 11:44
Raggiunta l’intesa sui diplomati magistrali per tutelare la continuità didattica dell’anno scolastico in corso. Si tratta di un ulteriore punto dell’accordo del 1° ottobre con il Ministro Fioramonti che le organizzazioni sindacali portano a casa: un risultato importante che mentre dà risposta alle attese dei lavoratori coinvolti permette di salvaguardare una prosecuzione regolare delle attività nelle classi loro affidate. Infatti, secondo gli impegni assunti oggi dall’amministrazione e sottoscritti nell’Intesa, i destinatari delle sentenze potranno continuare a lavorare con contratti sino al 30 giugno, mentre coloro che avrebbero avuto diritto all’immissione in ruolo in forza dei medesimi provvedimenti giurisdizionali vedranno salvaguardati i diritti derivanti dalle posizioni occupate legittimamente nelle graduatorie.
L’intesa prevede che l’Amministrazione inserisca le misure concordate con i sindacati nel primo provvedimento legislativo utile rispetto all’esigenza di renderle efficaci nel più breve tempo possibile.
Ancora una volta, grazie all’azione messa in campo unitariamente dalle organizzazioni sindacali, si riesce a ottenere una soluzione che mentre assicura le necessarie tutele per i lavoratori precari garantisce condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività scolastica, scongiurando il rischio di un diffuso e ricorrente avvicendamento dei docenti in corso d’anno. L’impegno dei sindacati prosegue con l’incontro già in programma il 22 ottobre, nel quale si dovranno fra l’altro definire i requisiti in base ai quali sarà consentito di accedere ai percorsi abilitanti anche a quanti non abbiano titolo a partecipare al concorso straordinario. Roma, 18 ottobre 2019 Flc CGIL Francesco Sinopoli
CISL Scuola Maddalena Gissi
UIL Scuola Rua Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini
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Concorso DSGA, diffuse le istruzioni ai candidati per le prove scritte

Ven, 18/10/2019 - 10:57
Sono state diffuse dal MIUR le istruzioni per i partecipanti alle prove scritte del concorso a DSGA che si svolgeranno il 5 e 6 novembre 2019 nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero e degli USR. Disponibili anche le griglie di valutazione e attribuzione punteggi prove scritte e orali, scaricabili dal sito del MIUR.
Le operazioni di identificazione (tramite documento di riconoscimento in corso di validità e codice fiscale) dei candidati avranno inizio dalle ore 08,00.
La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, a qualsiasi causa dovuta, comporterà l’esclusione dal concorso.
Le prove scritte avranno inizio alle ore 10,00 simultaneamente in tutte le sedi d’esame. Le prove si svolgeranno in formato analogico e consisteranno in:
  • una prova costituita da sei domande a risposta aperta, volta a verificare la preparazione dei candidati sugli argomenti di cui all’allegato B del decreto ministeriale del 18 dicembre 2018, prot. n. 863.
  • una prova teorico-pratica, consistente nella risoluzione di un caso concreto attraverso la redazione di un atto su un argomento di cui all’allegato B del decreto ministeriale del 18 dicembre 2018, prot. n. 863.
La durata di ciascuna delle prove è pari a 180 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi di cui all’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
All’ingresso ed all’uscita dalla sede di concorso, i candidati sono tenuti a firmare il registro d’esame. 

Diplomati magistrali, si va verso una buona soluzione. Comunicato unitario

Gio, 17/10/2019 - 16:18
Si profila una conclusione soddisfacente del confronto sui diplomati magistrali, che verrebbero mantenuti in servizio, salvaguardando così la continuità didattica ad anno scolastico avviato, tutelando nel contempo gli aventi titolo alla nomina in ruolo. Prevista per domani mattina, venerdì 18 ottobre, la sottoscrizione di un'intesa in tal senso fra organizzazioni sindacali e MIUR. Roma, 17 ottobre 2019 FLC CGIL    
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Quell’eleganza nel gesto di Mattarella. una mano alzata per dire stop al monologo

Gio, 17/10/2019 - 09:19
C’è un gesto classico dell’aplomb palermitano di un tempo, quel mondo colto e riservato che data dal Circolo Matematico di Giovanni Guccia, a Lampedusa e Sciascia, fino al fotografo Enzo Sellerio, che il grande critico americano Harold Bloom, appena scomparso, considerava “il maggior intellettuale d’Italia”. È un modo cortese di alzare appena la mano, per intervenire in una accesa conversazione, rimarcando che non si vuol interrompere nessuno, ma che il proprio turno è arrivato. Ieri, con quel gesto cortese e sicuro, il presidente italiano Sergio Mattarella è riuscito nell’impresa che ha visto fallire tanti altri leader internazionali, inserirsi nel monologo serrato del presidente americano Donald Trump, senza irritarlo, senza creare incidenti diplomatici ma, al tempo stesso, senza cedere di un passo.
Trump è maestro della comunicazione “fisica”, al dibattito per la Casa Bianca 2016 si piazzò alle spalle della candidata democratica Hillary Clinton, dietro il podio, incombendole addosso in diretta. Con il presidente francese Macron si esibì in una stretta di mano stile braccio di ferro, strattonando in alto e basso il più minuto statista francese. Con Mattarella Trump sembrava tornare invece ai giorni del liceo militare, la New York Military Academy dove il temuto padre Fred lo spedì in punizione all’ennesima bravata: i compagni lo ricordano in riga, intimidito dai superiori, forse la sola volta nella vita.
Ai primi del mese, nello Studio Ovale, Trump non lasciò fiatare il presidente finlandese Sauli Niinistö, trattandolo da comparsa. In una Washington spazzata, oltre alla pioggia, dal vento dell’impeachment con cui i democratici intendono lavorarlo ai fianchi e dall’eco della guerra in Siria, con Putin ad occupare antichi bastioni strategici Usa, il presidente ha sì ribadito le sue posizioni, Nato, dazi, Europa, ma senza perdere tocco diplomatico e trattando l’ospite con pieno onore. Il nostro presidente e il leader del partito repubblicano Usa non potrebbero essere più diversi, per storia, cultura, personalità. Dalla nomina alla Corte Costituzionale, 2011, all’elezione al Quirinale, 2015, non si ricordano prese di posizione di Mattarella da strillo di prima pagina, solo qualche incontro discreto con gli studenti. Trump, da imprenditore e da politico, andrebbe volentieri in onda ogni sera, usando i social media, twitter su tutti, con foga e sagacia.
La politica ieri ha segnato i suoi confini, come di rigore. Il presidente Usa ha tenuto duro sui dazi, sulle spese maggiori per la Nato che richiede -non senza ragione- invano agli europei, sull’unilateralismo nelle relazioni internazionali, da Airbus agli F 35, dal Medio Oriente alla Russia, cardini del suo discorso alle Nazioni Unite a settembre e della sua politica estera fino alle elezioni 2020. Mattarella, entrato in gioco con il gesto della mano, ha replicato richiamando la necessità di non disperdere il metodo del dialogo e della trattativa tra pari che tanto ha unito l’Atlantico nel dopoguerra, respingendo l’uso delle tariffe come cannoniere economiche e ricordando che l’Italia è, da decenni, in prima fila, con impegno politico e tributo copioso di sangue, di morti e feriti militari e civili, nelle operazioni di pace sul pianeta.
Ciascuno dei due leader ha difeso con puntiglio il proprio spazio, ma qui Mattarella ha colpito per l’autorevolezza saggia con cui ha saputo parlare non solo a nome dell’Italia, ma dell’Europa, degli alleati e delle persone di buona volontà ovunque, anche negli Stati Uniti. La “dottrina Mattarella” è apparsa il comune impegno a resistere all’intolleranza, alla prepotenza, al nazionalismo primitivo e, magari solo per un attimo, lo stesso Trump è sembrato quasi tentato di ascoltare, dicendo che comunque sui dazi proverà a rinegoziare con noi, per poi essere reinghiottito dal vortice che squassa il suo grande paese. Dal compassato presidente italiano, al nostro paese e al mondo, è venuta ieri la bella lezione di un’Italia autorevole e che sa farsi ammirare.

Nessuna discriminazione a danno dei docenti della paritaria, soluzioni diverse per situazioni diverse

Mer, 16/10/2019 - 17:00
Nessuna discriminazione a danno dei docenti della paritaria: l’intesa fra MIUR e sindacati, e le conseguenti misure di carattere legislativo, devono tener conto, in modo necessariamente articolato, delle diverse fattispecie cui sono riconducibili i destinatari dei provvedimenti in cantiere.
È fuori discussione che i percorsi abilitanti destinati in modo specifico a chi vanta una consistente esperienza lavorativa riguarderanno anche chi lavora nella scuola non statale, sia a tempo determinato che indeterminato; ferma restando, ovviamente, la possibilità, per tutti, di partecipare al concorso ordinario e di conseguire per tale via l’abilitazione, se non posseduta.
Diverso è il caso del concorso straordinario, finalizzato a stabilizzare il rapporto di lavoro di chi è in servizio da anni come supplente nella scuola statale. Si tratta di una procedura necessariamente circoscritta a questa tipologia di destinatari, vale a dire personale già operante alle dipendenze dello Stato, sia pure precariamente.
Si ripete in sostanza quanto avvenuto lo scorso anno con i concorsi straordinari per la scuola primaria e quella dell’infanzia: anche in quel caso ci furono rivendicazioni sfociate in azioni di contenzioso legale, che tuttavia non hanno avuto successo, a dimostrazione della legittimità dei provvedimenti impugnati. Per noi, la conferma di non aver compiuto scelte ingiustamente discriminanti, ma di aver tenuto ragionevolmente conto delle peculiarità di situazioni diverse, come lo sono fra l’altro le modalità di assunzione seguite nei due settori della scuola statale e non statale.
Le ragioni dei docenti della paritaria sono ben presenti alla CISL Scuola, che si è sempre fatta carico con determinazione di una loro efficace rappresentanza e che anche in questa occasione ha rivendicato per essi il diritto di accedere a percorsi formativi ai fini abilitanti, alternativi ai concorsi ordinari, onde poter acquisire il titolo previsto dalla legge 62/2000, mettendo i lavoratori interessati al riparo da rischi di licenziamento e nello stesso tempo evitando agli Enti Gestori il pericolo di perdere il riconoscimento della condizione di parità.

A differenza di quanto prevedeva lo schema di decreto legge approvato “salvo intese” (e mai approdato in G. U.) dal precedente Governo, le misure riguardanti i percorsi di abilitazione non rientrano nel decreto legge di cui si auspica l’emanazione in tempi brevi, ma sono demandate a un disegno di legge collegato alla finanziaria; una soluzione scaturita da un irrigidimento della parte governativa che si è rivelato ostacolo insormontabile nel corso della trattativa. Va detto peraltro che anche nella versione precedente (decreto Bussetti), il concorso straordinario avrebbe riguardato unicamente i dipendenti della scuola statale.
Le questioni riguardanti reclutamento e precariato sono per loro natura complesse, investendo un ampio ventaglio di aspettative e interessi rispetto ai quali è sempre difficile, e talvolta impossibile, individuare punti di equilibrio che soddisfino tutti, essendo d'altra parte pressoché incolmabile il divario che si registra nella scuola fra domanda e offerta di lavoro. È una situazione nella quale si è spesso portati a mettere l’accento più sulle attese insoddisfatte che sui concreti passi in avanti, resi possibili dall’azione sindacale, verso obiettivi di evidente interesse generale. Tali sono, ad esempio, la riduzione dell’area di precarietà in direzione di un prevalere dei rapporti di lavoro stabile, o un’adeguata valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita sul campo nel momento in cui si attivano procedure di reclutamento.
Questi gli obiettivi perseguiti con l’intesa del 1° ottobre, per la cui puntuale, completa e coerente attuazione prosegue l’impegno forte e determinato della CISL Scuola. Roma, 16 ottobre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Diplomati magistrali: prosegue il confronto con l’Amministrazione. Tavolo aggiornato al 17 ottobre

Mer, 16/10/2019 - 12:06
Sul tema delle possibili soluzioni rispetto alla proroga delle misure contenute nel Decreto dignità a tutela della continuità didattica il confronto con l’Amministrazione, dopo l'incontro che si è appena concluso, proseguirà domani, 17 ottobre, e il tavolo con ogni probabilità sarà riconvocato per le ore 11.00.
Si tratta di trovare delle soluzioni che vadano nella direzione di tutelare tutti i diversi lavoratori coinvolti. Per questo motivo il MIUR valuterà le varie proposte prese in esame e incontrerà nuovamente le organizzazioni sindacali domani in mattinata.
I sindacati hanno ribadito la grande urgenza di una misura a tutela della continuità didattica, che verrebbe compromessa dai pronunciamenti in arrivo in corso d’anno, con il conseguente avvicendamento di insegnanti sulle cattedre, anche nei casi di sostegno, in cui famiglie e alunni coinvolti pagherebbero un prezzo inaccettabile. Roma, 16 ottobre 2019

Incontro al MIUR su certificazione FUN e altre problematiche della Dirigenza

Lun, 14/10/2019 - 19:39
Si è svolto oggi al MIUR l’incontro convocato per l’informativa sulla certificazione del FUN 2017/2018 e sulle modalità di applicazione degli aumenti contrattuali. Il dott. Jacopo Greco, Direttore Generale per le Risorse Umane e Finanziarie, ha informato dell’avvenuta certificazione del FUN (Fondo Unico Nazionale) per un totale di 149.597.160,96 euro lordo dipendente; ha inoltre comunicato di aver trasmesso alle direzioni regionali l'ammontare degli importi che saranno oggetto dei prossimi Contratti Integrativi Regionali.
L’interlocuzione condotta con il MEF è stata lunga e ha fatto registrare non pochi contrasti, senza che si sia riusciti a superare, in ordine alla quantificazione del FUN, le difficoltà che erano state evidenziate in precedenti incontri. Su indicazione del MEF, infatti, il calcolo è stato effettuato secondo criteri che la CISL Scuola e gli altri sindacati hanno già più volte contestato, soprattutto rispetto alla definizione della soglia riferita alla quantificazione del 2016, soglia che costituisce un limite per la definizione del FUN degli anni successivi. In particolare, la CISL Scuola ha espresso l’assoluta contrarietà rispetto alle modalità di calcolo adottate, riservandosi di ricorrere nelle sedi opportune per la revisione della quantificazione stabilita. Ha inoltre chiesto, insieme alle altre organizzazioni sindacali, un fattivo intervento in legge di bilancio per reintegrare il FUN anche in considerazione dell’avvenuta immissione in ruolo dei colleghi vincitori di concorso.
Altro argomento discusso nel corso della riunione sono state le modalità di applicazione degli aumenti contrattuali. Un’anomalia evidente è la decurtazione subita da alcuni presidi incaricati, rispetto alla quale i sindacati hanno sollecitato un impegno del MIUR per verificare le modalità di calcolo e di applicazione del CCNL che sonon state seguite.
Essendo presente all'incontro anche la dott.ssa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento Istruzione, sono state inoltre poste in evidenza altre questioni di rilievo. La CISL Scuola ha chiesto che nella prossima legge di Bilancio sia approvata una disposizione per estendere l’assunzione anche a coloro che sono risultati idonei nel concorso a dirigente scolastico. In tal senso, la dott.ssa Palumbo ha ribadito, come già in altre occasioni, che l’inserimento degli idonei in graduatoria è un evidente segnale dell’intenzione dell’Amministrazione di procedere in tal senso e di adoperarsi perché la risorsa rappresentata dagli idonei non vada persa.
La CISL Scuola ha inoltre espressamente richiesto all’Amministrazione di attuare una fase di mobilità straordinaria per i dirigenti scolastici, allo scopo di riequilibrare la distribuzione territoriale e consentire, ove vi fossero posti disponibili, il rientro dei dirigenti che prestano servizio fuori dalla regione di residenza, anche superando il vincolo triennale. Su questo tema l’Amministrazione ha manifestato qualche perplessità, impegnandosi comunque a rappresentare al Ministro quanto richiesto; la dottoressa Palumbo, assicurando la propria disponibilità in tal senso, ha fatto presente che è intenzione del Ministro incontrare quanto prima le Organizzazioni Sindacali per un confronto politico sulle principali tematiche discusse.

"Il sindacato per un Paese che cresce". La CISL ricorda il suo fondatore, Giulio Pastore, a 50 anni dalla morte

Dom, 13/10/2019 - 09:06
Alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, lunedì 14 ottobre la Cisl ricorderà Giulio Pastore, il fondatore del sindacato di via Po, a 50 anni dalla scomparsa, con un'iniziativa che si tiene a Roma, dalle ore 10.00 alle 13.00 presso la Camera di Commercio - Sala del Tempio di Adriano, Piazza di Pietra. Il Convegno: “Il sindacato per un Paese che cresce”, organizzato dalla Cisl, dalla Fondazione Giulio Pastore, dalla Fondazione Ezio Tarantelli - Centro Studi Ricerca e Formazione della Cisl, sarà aperto dalla Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Seguiranno la relazione di Aldo Carera, Presidente della Fondazione Giulio Pastore, la testimonianza di Gianfranco Astori, Consigliere per l’informazione del Presidente della Repubblica e gli interventi di Nicola Antonetti, Presidente dell'Istituto Luigi Sturzo e di Giuseppe De Rita Presidente del Censis. Coordinerà i lavori Marco Tarquinio, Direttore del quotidiano “Avvenire”.

Anche per gli IRC soluzioni che contrastino la precarietà

Dom, 13/10/2019 - 08:16
Individuare anche per gli insegnanti di religione cattolica soluzioni che pongano rimedio a una condizione diffusa e insostenibile di precarietà del lavoro. Questo il motivo della richiesta di incontro urgente inviata dalla CISL Scuola e da altre sigle sindacali al Capo di Gabinetto del MIUR.

Esploriamo insieme il decreto che dà attuazione all'intesa del 1° ottobre. Schede a cura della CISL Scuola

Ven, 11/10/2019 - 14:17
Procedure straordinarie di reclutamento, come saranno strutturate e cosa ne discende in prospettiva, anche rispetto alle nuove opportunità di conseguimento dell'abilitazione. Ma anche nuove procedure di mobilità professionale per il personale ATA, con possibilità di passaggi all'area DSGA anche in deroga, a determinate condizioni, al possesso del titolo di laurea. Esclusione di tutto il personale scolastico, ivi compresi i Dirigenti, dalle rilevazioni biometriche. Questo e altro prevede il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta di giovedì scorso in attuazione di quanto prevede l'intesa Ministro - Sindacati del 1° ottobre.
L'Ufficio Sindacale della CISL Scuola nazionale, come già in altre occasioni, ha predisposto una serie di slide volte a illustrarne e approfondirne in dettaglio i contenuti.
In allegato anche lo schema di decreto, di cui si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Gissi: no ad ulteriori adempimenti imposti dall’INPS alle scuole

Ven, 11/10/2019 - 11:37
Con riferimento al messaggio dell’INPS n. 3400, inviato alle scuole il 20 settembre scorso, riguardante l’attivazione di un applicativo per l’elaborazione del trattamento di fine servizio, la CISL Scuola ribadisce ancora una volta la netta contrarietà all’impiego del personale di segreteria delle scuole per lo svolgimento di pratiche previdenziali, che costituisce un improprio e indebito trasferimento di ulteriori incombenze a uffici già troppo spesso costretti ad operare in condizioni di vera e propria emergenza. Compiti ulteriori, non previsti dal CCNL e che sono di stretta competenza dell’ente previdenziale. Non è la prima volta che accade, ma ora si va oltre quanto già è avvenuto in passato con le pratiche riguardanti i pensionamenti e in particolare l’applicazione della cosiddetta Quota 100.
La CISL Scuola ribadisce che le scuole non possono essere obbligate, assumendosene anche le conseguenti responsabilità, allo svolgimento di questi ulteriori e gravosi adempimenti, da gestire tramite applicativi di altre amministrazioni, sia per la carenza di personale, sia per l'assenza di competenze specifiche.
Sono del tutto evidenti le implicazioni di natura contrattuale in ordine a questi eventuali nuovi carichi di lavoro. In attesa dell’avvio del tavolo tematico sul personale ATA previsto dall’intesa del 1° ottobre, la CISL Scuola chiede che la questione sia affrontata immediatamente in un confronto col MIUR, non essendo accettabile l’invio di disposizioni unilaterali alle scuole da parte dell’INPS. Roma 11 ottobre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

Gissi, varato il decreto-legge sul precariato della scuola: confermati gli impegni assunti con il sindacato

Gio, 10/10/2019 - 20:37
Il decreto-legge varato nel pomeriggio dal Consiglio dei Ministri rispetta pienamente, come da noi richiesto, i contenuti dell’Intesa sottoscritta a viale Trastevere lo scorso 1° ottobre tra il ministro Fioramonti e le organizzazioni sindacali rappresentative del Comparto. La Cisl Scuola è soddisfatta nel vedere accolti i punti dell’Intesa, ivi compresa la previsione di un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA. Occorre ora che l’esame parlamentare proceda il più rapidamente possibile; seguiremo attentamente i lavori di Camera e Senato. Al Ministro chiediamo altresì di attivare con la massima urgenza i “tavoli” per consentire, attraverso la legge di bilancio e i suoi collegati, l’attuazione degli altri punti contenuti nell’Intesa del 1° ottobre, dal disegno di legge per le nuove abilitazioni alla specifica trattativa per il rinnovo contrattuale. Roma, 10 ottobre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL FSUR

Gissi e Furlan: pacta sunt servanda, si faccia un decreto che rispetta le intese

Gio, 10/10/2019 - 09:59
Ci attendiamo che il Consiglio dei Ministri di oggi vari i provvedimenti previsti dall’intesa fra Ministro dell’Istruzione e sindacati del 1° ottobre, rispettandone pienamente i contenuti”. Così Maddalena Gissi, segretaria generale della Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca. “Non sarebbero comprensibili né accettabili – aggiunge - passi indietro rispetto a un accordo maturato dopo un confronto impegnativo su questioni complesse. L’obiettivo di dare giusto riconoscimento all’esperienza di lavoro maturata sul campo vale per tutti, quindi anche per il personale che per anni ha svolto compiti di direzione amministrativa permettendo un regolare funzionamento degli uffici di segreteria”.
Nessun passo indietro – conclude la Gissi -, casomai si provi a farne qualcuno in avanti, recuperando qualcuno dei punti sacrificati nella mediazione raggiunta”.
Pieno appoggio alle dichiarazioni di Maddalena Gissi viene espresso dalla segretaria generale della CISL, Annamaria Furlan, che così afferma: “Pacta sunt servanda, un principio che vale in generale ed è alla base di corrette relazioni sindacali. Il mondo della scuola merita risposte concrete e urgenti. La CISL si attiene sempre con grande senso di responsabilità agli accordi, chiediamo che lo facciano anche il Governo e il Parlamento”. Roma, 10 ottobre 2019

Graduatorie d'istituto docenti, elenchi aggiuntivi II fascia e sostegno

Mer, 09/10/2019 - 21:52
Con la nota 44321 del 9 ottobre 2019 il MIUR ha diffuso il Decreto Dipartimentale n. 1458 del 9/10/2019, col quale vengono disciplinate le operazioni di formazione degli elenchi aggiuntivi alle graduatorie di II fascia, con l'inserimento di coloro che ottengono l'abilitazione oltre il termine previsto per l'aggiornamento triennale delle graduatorie dìistituto. Vengono inoltre disciplinati l'inserimento negli elenchi aggiuntivi per il sostegno e il riconoscimento della precedenza nelle graduatorie di III fascia per chi si abilita oltre il termine che consente l'inclusione negli elenchi aggiuntivi.
Come è noto, con Decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca 15 luglio 2019, n. 666, le due finestre in precedenza previste per l'inserimento negli elenchi aggiuntivi sono state ridotte a un'unica finestra, disponibile per coloro che conseguono l'abilitazione entro il 1° ottobre.
A seconda della tipologia di istanza, vengono forniti distinti modelli, per la presentazione dei quali sono fissate scadenze diverse:
  • modello A3 per l'inserimento negli elenchi aggiuntivi di II fascia. Termine presentazione 18 ottobre (tramite raccomandata, pec o consegna a mano)
  • modello A5 per l'inclusione negli elenchi aggiuntivi per il sostegno. Presentazione dal 18 ottobre al 31 ottobre (ore 14) tramite POLIS
  • modello A4 per la richiesta della priorità nell'attribuzione delle supplenze conferite dalla graduatorie di III fascia: può avvenire in qualunque momento, tramite POLIS
Il modello B per la scelta delle sedi dovrà essere presentato dal 28 ottobre all'8 novembre (ore 14) tramite POLIS. Si ricorda che la pubblicazione dei nuovi elenchi non produce effetti sulle supplenze già conferite.

Il Maestro lascia il Coro delle cime: "Questa Italia non sa più ascoltare"

Mer, 09/10/2019 - 16:23
ARZIGNANO – Giuseppe De Marzi detto Bepi, non canta più. Trascorsa l'estate, a 84 anni, il simbolo della coralità popolare italiana sceglie il silenzio. Non è stato facile: nemmeno sciogliere i suoi Crodaioli, il coro-icona della canzone di montagna. L'autore di "Signore delle cime" lo ha fondato 61 anni fa, ispirandosi al trentino coro della Sat dei fratelli Pedrotti. "Dopo una vita a cantare – dice – il silenzio ti regala la sicurezza di essere riuscito a rimetterti in disparte".
Bepi De Marzi ha composto oltre 150 canzoni amate da tutti, assieme ai Crodaioli ha tenuto oltre 4 mila concerti in tutto il mondo. Il 3 novembre 2018 il presidente Mattarella lo ha voluto al Quirinale per ricordare i cent'anni dalla fine della Grande guerra. "Cantando per lui – dice – ho capito che la nostra missione era compiuta. Abbiamo raccontato la vita semplice. Ai coristi ho detto ragazzi chiudiamo, basta così, la nostra storia è finita". Ci ha pensato fino a pochi giorni fa. "Alla fine ci siamo trovati nel cortile della nostra sede – dice – sulla collina vicentina. Abbiamo cantato sotto le stelle, con la luna all'ultimo quarto e senza dire parole abbiamo compreso che per noi non ci sarebbe più stato il tempo per una luna nuova".
Quello, senza pubblico, è stato l'ultimo concerto. I 15 già programmati fino a dicembre sono stati cancellati. Corre voce che De Marzi, per lunghi anni organista e clavicembalista con i Solisti Veneti di Claudio Scimone, smette di cantare per problemi di udito causati dall'età. "Falso – dice a Repubblica – scelgo il silenzio perché l'Italia non sa più ascoltare le storie: la propria e quelle degli altri. E perché in realtà, insieme, sembra non volere più né cantare, né vivere. I cori tradizionali scompaiono perché la comunità viene spinta all'estinzione". L'addio, prima che musicale, è ideale. "In questo Paese – dice – non posso più cantare. Devo accettarlo: sono mortificato e sconfitto. So di sfidare il qualunquismo, ma dico che il permesso concesso al dilagare della finta cultura leghista, del sovranismo localista e del neofascismo di Casa Pound, è una vergogna collettiva". Per questo ha lasciato anche Arzignano, dove è nato.
"Poco distante – dice – c'è un paese. Nel 1944 i nazisti bruciarono le case e la chiesa con dentro il parroco. Oggi governa un sindaco di Fratelli d'Italia che si ispira a Mussolini". Anche a Vicenza, dove De Marzi si è trasferito, comanda la Lega di Matteo Salvini, come in tutto il Nordest. "Mi hanno chiesto – dice –: "E adesso dove vai? Il dialetto diventa obbligatorio e spuntano ovunque leoni di San Marco". Ho risposto da nessuna parte perché sono vecchio. Però resto libero e per questa nazione irriconoscibile, che confonde l'autonomia con l'autarchia localista e sostituisce la solidarietà con l'egoismo, i Crodaioli non cantano più".
Bepi De Marzi ha trascorso la vita artistica e morale con Mario Rigoni Stern, padre David Maria Turoldo, Luigi Meneghello, Goffredo Parise, Ermanno Olmi e padre Alex Zanotelli. La musica sinfonica e corale gli è stata insegnata, oltre che da Claudio Scimone, da Herbert von Karajan e da Arturo Benedetti Michelangeli. "Non ho la statura per darmi arie – dice – ma con questa piccola vita alle spalle è difficile accettare infine l'improvvisazione che domina ogni campo, dalla politica all'economia, dalla letteratura alla musica. Sembra che chiunque possa fare qualsiasi cosa, subito e senza preparazione. L'origine della deriva italiana è l'apologia del dilettantismo eretto a qualità. Puoi fare il ministro, o dirigere un coro, senza avere un'idea, o saper leggere la musica".
Nei giorni scorsi, a Locarno, De Marzi ha presentato un concerto del coro della Sat. L'occasione è servita per parlare dell'Italia e della sua gente, della coralità e della fuga anche "dalla fatica della cultura e della musica". "I cori sono nati – dice – perché la terra ha bisogno di una narrazione popolare. La televisione commerciale l'ha demolita convincendo i consumatori che raccontare sia una cosa facile. Così i conservatori sono vuoti e i giovani intasano i talent-show, convinti di essere star prima di imparare a cantare, o di saper suonare uno strumento. La politica, uccisa dai social, subisce la stessa condanna. I cori non cantano, si esibiscono. I politici non servono, comandano. Il Paese che non legge, scrive".
Per spiegare il suo rifiuto di cantare ancora, Bepi De Marzi ricorda le parole di Rigoni Stern. "Camminavamo nei boschi di Asiago – dice – e si è fermato davanti ad un peccio carico di pigne. Disse che l'anno dopo quell'albero rigoglioso non ci sarebbe stato più. Andò così: quando si muore si butta fuori tutto quello che si ha dentro. Il fragore di fondo che assorda l'Italia sono questa esibizione eccessiva di certezze: serve il silenzio per imparare a riascoltare la sua musica". Migliaia di persone, da tutto il Paese e dall'estero, in queste ore scrivono a De Marzi e ai suoi Crodaioli. Chiedono "di ripensarci e di resistere". Sul sito del coro fondato nel 1958, che ha visto succedersi 250 coristi, compare però solo la scritta "A malincuore comunichiamo di aver cessato la nostra attività canora". Inutili i tentativi delle case discografiche, a caccia di un ultimo concerto da registrare.
"Il punto è – dice De Marzi – che non si canta se non si ama. In montagna, nei campi, nelle fabbriche e in guerra, si cantava grazie alla fraternità, o alla nostalgia. Serve una storia, comune o personale, per amare e dunque per cantare. Non mi risulta che le scuole italiane insegnino con attenzione i fatti che hanno segnato il Novecento, o le tragedie della contemporaneità. Nel vuoto non resta che il silenzio".
Tra le sue ultime canzoni, tre restano inedite. "Nokinà" racconta le mamme ebree che ad Auschwitz, denudate davanti alle camere a gas, cantavano la ninna nanna ai propri bambini. "Rap di Mariostern" è un inno "contro i cannoni, i potenti che tradiscono l'ambiente e i poveri venduti sui gommoni". "I bambini del mare" onora i migranti sacrificati nel Mediterraneo che "hanno gli occhi di conchiglia e le scarpe di pezza cucite dalla mamma". "Questi temi – dice Bepi de Marzi – sono il nostro passato, il presente e il futuro. Bene, vengono tutti negati, o giustificati. Per questo, con le lacrime agli occhi, dopo 22 mila ore di concerti e dopo l'ultima cantata tra noi ho detto ai miei Crodaioli: "Tosi, par rispeto dei nosi veci, se fermemo qua".

Conclusi i lavori dell'Assemblea Nazionale CISL Scuola. Il testo del documento conclusivo

Mar, 08/10/2019 - 19:48
È terminato con un intervento di Maddalena Gissi e la votazione di un documento conclusivo il dibattito dell'Assemblea Nazionale CISL Scuola, i cui componenti domani parteciperanno all'iniziativa unitaria confederale al Forum di Assago (MI).
Di seguito e in allegato il testo del documento, approvato all'unanimità. L’Assemblea Nazionale della CISL Scuola, riunita a Pero (MI) nei giorni 7 e 8 ottobre 2019, udita la relazione della segretaria generale Maddalena Gissi la approva, con i contributi emersi dal dibattito e dagli apprezzati interventi del segretario generale USR CISL Lombardia, Ugo Duci, e del segretario confederale CISL Angelo Colombini.
L’Assemblea Nazionale esprime anzitutto condivisione degli obiettivi e apprezzamento per i risultati che hanno caratterizzato l’azione puntuale e determinata condotta negli ultimi mesi dalla CISL Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali, azione che ha contribuito in modo significativo alla ripresa del dialogo sociale pur nelle difficoltà derivanti dall’alternarsi degli interlocutori politici, in una fase che ha visto cambi di scenario imprevedibili e che resta segnata da evidenti fattori di instabilità.
Ciò ha riguardato i percorsi di attuazione dell’intesa del 24 aprile 2019, e in modo particolare le intese in materia di stabilizzazione del lavoro precario, oggetto dell’intesa del 1° ottobre 2019, sulla cui coerente attuazione è ora necessario porre la massima attenzione.
L’Assemblea Nazionale considera in ogni caso indispensabile che il tema della formazione e del reclutamento del personale docente, come previsto peraltro dall’intesa del 1° ottobre, sia oggetto di un più complessivo ridisegno, con l’obiettivo di assicurare al sistema elevati livelli di qualità professionale e una necessaria stabilità del lavoro, consentendo un’adeguata valorizzazione dell’esperienza acquisita sul campo. Occorre a tal fine costruire le condizioni per offrire in modo sistematico ai docenti, con percorsi definiti in via strutturale e non più transitoria, un efficace supporto formativo, che ne accompagni il percorso professionale sia nella fase di accesso al lavoro, anche quando ciò avviene con rapporto a tempo determinato, sia lungo tutto l’arco della vita lavorativa, per indispensabile aggiornamento e traguardando opportunità di crescita professionale.
L’Assemblea Nazionale valuta positivamente l’indicazione contenuta nell’intesa del 1° ottobre riguardo all’esigenza di ottenere, nei provvedimenti collegati alla legge di bilancio, misure finalizzate a una semplificazione amministrativa per le istituzioni scolastiche e educative, indispensabile per favorire efficacia ed efficienza del lavoro ATA, attenuandone la gravosità; quest’ultimo obiettivo va perseguito inoltre puntando a rimuovere i vincoli attualmente posti alla sostituzione del personale assente. Più in generale, vanno rilanciate politiche di valorizzazione professionale riattivando percorsi di mobilità a tal fine necessari.
Di particolare urgenza è l’individuazione di percorsi che consentano di soddisfare nel più breve tempo possibile il fabbisogno di personale specializzato per la copertura dei posti di sostegno, superando l’attuale insostenibile situazione di insufficienza. Anche in questo caso, l’obiettivo può essere conseguito valorizzando esperienze pluriennali di lavoro sul sostegno, ampliando l’offerta che oggi le Università rendono disponibile in misura molto limitata. Non possono certo essere i fattori di mercato, che condizionano inevitabilmente il sistema universitario, quelli decisivi per l’avvio di percorsi formativi, sui quali il sistema scolastico deve essere più direttamente coinvolto.
L’Assemblea Nazionale ritiene che la trattativa per il rinnovo del CCNL, oltre all’obiettivo irrinunciabile di una complessiva rivalutazione, per tutti i profili, delle condizioni retributive della categoria, possa anche costituire l’occasione per introdurre elementi innovativi per quanto riguarda l’articolazione dei profili professionali e conseguentemente delle carriere del personale. Impegna l’organizzazione ad attivare su questo tema specifici momenti di approfondimento, preliminari alla messa a punto di proposte sulle quali andranno ricercate le indispensabili intese con le altre organizzazioni.
L’Assemblea Nazionale ribadisce pieno e convinto sostegno all’azione svolta dalla CISL Scuola, in accordo con la Confederazione, finalizzata a escludere il sistema scolastico dall’ambito dei progetti di autonomia differenziata, per una piena conferma del suo carattere unitario e nazionale. Considera nel contempo indispensabile rilanciare una politica di forte investimento sul sistema, che deve essere messo in grado di svolgere più efficacemente il suo compito a partire dalle aree di più accentuata emergenza economica e sociale, dove vanno fra l’altro garantite le condizioni per un congruo incremento del tempo scuola. La legge di bilancio di imminente discussione diventa pertanto un passaggio essenziale di verifica rispetto agli impegni ricorrentemente annunciati di voler favorire un riallineamento del nostro Paese alla media OCSE per quanto riguarda il rapporto tra spesa in istruzione e formazione e PIL. Più in generale l’Assemblea Nazionale assume gli obiettivi della piattaforma confederale e impegna l’Organizzazione a garantire il massimo sostegno all’iniziativa delle confederazioni impegnate in un difficile confronto col Governo.
Restituire centralità al sistema di istruzione e formazione, e al tempo stesso recuperare una più alta considerazione sociale per il ruolo fondamentale svolto dalla scuola e dal suo personale, sono obiettivi da perseguire con un’azione sindacale caratterizzata da visione ampia e qualità di proposta. Se da un lato occorre chiudere una stagione troppo lunga di cambiamenti imposti al sistema scolastico ad ogni mutare di contesto politico, occorre mettere la scuola in condizione di reggere efficacemente le sfide innovative imposte dai mutamenti sempre più profondi e veloci del contesto in cui agisce. Non soltanto assicurando a tutte le istituzioni scolastiche un’aggiornata dotazione tecnico strumentale, all’interno di strutture funzionali e sicure, ma offrendo il necessario supporto al fabbisogno di un continuo aggiornamento di tutte le professionalità, sostenuto da un lavoro che veda una stretta interazione fra ricerca educativa, Università e pratica scolastica. È per questo quanto mai necessario superare la condizione di isolamento e di solitudine in cui troppo spesso scuola viene a trovarsi, attivando invece un modello di relazioni forti e costanti, di alleanze, di coerenti reti di servizio. Molte sono del resto, già nell’immediato, le situazioni nelle quali si rende indispensabile promuovere efficaci sinergie con soggetti sociali attivi nelle realtà segnate da condizioni di maggior difficoltà e disagio.
L’Assemblea Nazionale condivide e sostiene la scelta dell’Organizzazione di assumere come prioritari i temi della salvaguardia e tutela dell’ambiente; una scelta che non può avere carattere episodico ma sempre più deve caratterizzarsi come impegno costante di un’ecologia integrale densa di implicazioni riguardanti la sfera dei comportamenti personali, sociali, politici, istituzionali.
L’Assemblea Nazionale impegna l’Organizzazione a promuovere un’ampia e approfondita riflessione volta a caratterizzarne il profilo identitario e a orientarne e guidarne l’azione. Questi gli obiettivi principali da assumere: avere personale all’altezza delle sfide; affermare un’idea educativa che risponda alle esigenze di una società aperta, dinamica, giusta, solidale; sviluppare un modello di scuola comunità in dialogo e alleanza con le famiglie e il territorio; essere protagonisti di innovazione e sperimentazione; agire in un’ottica di rendicontazione; prestare più attenzione alle marginalità e alle periferie, non abbandonando nessuno; rafforzare l’autorevolezza della scuola esigendo impegno, responsabilità, rispetto delle regole. Su tutti questi temi va messo in campo ad ogni livello dell’organizzazione il massimo coinvolgimento delle strutture e degli iscritti, attivando per questo ogni possibile occasione di confronto a partire dai luoghi di lavoro, come premessa all’impegnativo percorso che attende la CISL Scuola in vista del prossimo Congresso e del rinnovo delle RSU. Pero (MI), 8 ottobre 2019

"Dalle parole ai fatti". A Milano il 9 ottobre l'Assemblea Nazionale delle delegate e dei delegati di CGIL CISL e UIL

Mar, 08/10/2019 - 08:46
Novemila lavoratrici e lavoratori si danno appuntamento mercoledì 9 ottobre al Forum di Assago (Milano) per discutere di lavoro, ambiente, giovani, fisco e pensioni. Un’iniziativa che dà seguito al percorso iniziato lo scorso gennaio con la definizione della piattaforma unitaria “Le priorità di Cgil, Cisl e Uil per il futuro del Paese”, e proseguito con le numerose mobilitazioni dei mesi scorsi.
I lavori iniziano alle 9,30 e si concluderanno con gli interventi dei segretari generali delle tre confederazioni: Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
Dalle parole ai fatti” su lavoro, ambiente, giovani, fisco e pensioni lo slogan dell’importante appuntamento.

Concretezza e visione per un sindacato che rivendica centralità delle politiche su istruzione, formazione e ricerca

Lun, 07/10/2019 - 16:48
Al via a Pero (MI), con il saluto ai partecipanti portato dal segretario generale USR CISL Lombardia, Ugo Duci, i lavori dell'Assemblea Nazionale CISL Scuola, che si protrarranno anche nella giornata di domani per concludersi mercoledì 9 ottobre con la partecipazione all'assemblea unitaria di CGIL CISL UIL al Forum di Assago. Un intervento non di circostanza, quello di Ugo Duci, che è entrato anche nel merito delle criticità con cui fa i conti da tempo, ogni anno, la scuola lombarda, sottolineando in particolare la difficoltà a coprire in modo stabile le cattedre. Ha inoltre richiamato la necessità di un forte investimento in conoscenza che si caratterizzi anche per un rinnovato sistema di formazione, reclutamento e aggiornamento del personale docente, come presupposto per una scuola di sempre più elevata qualità.
Nella sua relazione la segretaria generale Maddalena Gissi, oltre a toccare i temi di più immediata attualità sindacale, ha sollecitato una riflessione da condurre con "sguardo lungo" per uscire da una fase di ricorrenti e spesso confusi interventi sul sistema scolastico, recuperando il giusto respiro strategico che devono avere le politiche di riforma per essere realmente efficaci e utili. Un sollecitazione che è rivolta alla politica, per le scelte che sarà chiamata a compiere già con la prossima legge di bilancio, ma che riguarda anche il sindacato nel percorso di avvicinamento all'avvio del negoziato per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Nella sessione di lavori che seguirà la relazione introduttiva grande spazio ai temi della tutela e salvaguardia dell'ambiente, con interventi di soggetti particolarmente e variamente impegnati su queste problematiche. La sessione sarà chiusa dall'intervento del segretario confederale CISL Angelo Colombini.

Solidarietà a Fioramonti come persona e cittadino, come ministro valuteremo atti politici

Ven, 04/10/2019 - 16:15
Tra i fondamenti di una civile convivenza ci sono, insieme alla libertà di espressione e di stampa, anche il diritto a vedere rispettata e tutelata la sfera della vita privata. Nel caso che ha coinvolto in questi giorni il ministro Fioramonti, chiamato in causa da un giornale per affermazioni da lui postate qualche anno fa sul suo profilo social, quell’ambito è stato violato nel modo più riprovevole, essendo stato invaso senza alcun riguardo quello degli affetti familiari più stretti. A Lorenzo Fioramonti, in quanto persona e cittadino, esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
Prendiamo atto, peraltro, della sua presa di distanza, sollecitata da più parti e certamente opportuna, da affermazioni di cui ha ritenuto di doversi scusare.
Su un piano diverso e distinto si colloca per noi la valutazione del suo operato come Ministro dell’Istruzione, valutazione che per quanto ci riguarda discenderà dagli atti che vorrà produrre per dare attuazione, nell’immediato e in prospettiva, agli impegni assunti nell’intesa del 1° ottobre su reclutamento e precariato, e più in generale per dare seguito alla dichiarata volontà di rilanciare una forte politica di investimento in istruzione e ricerca, a partire dal necessario stanziamento di risorse per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Roma, 4 ottobre 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale Federazione CISL Scuola, Università e Ricerca

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