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Aggiornato: 59 min 12 sec fa

Concorso DSGA, la CISL Scuola chiede più tutela per gli Assistenti Amministrativi facenti funzione

Ven, 07/12/2018 - 10:58
Nel pomeriggio di giovedì 6 dicembre si e' tenuto al MIUR il previsto incontro avente per oggetto il CCNI sulla mobilita' per il triennio 2019/20 - 2021/22 per gli aspetti riguardanti in modo specifico il personale ATA e l’informativa sul Bando del concorso per Dsga.
Per quanto riguarda il primo punto all'ordine del giorno, l'Amministrazione ha proposto di lavorare sul testo del contratto relativo ai movimenti del 2018/19 apportando i necessari aggiornamenti e le modifiche opportune.
Le OO.SS. si sono riservate, comunque, un esame più approfondito del testo convenendo di produrre le eventuali ulteriori richieste di modifica in occasione del prossimo incontro che si terra' giovedi' 13 dicembre.
Per quanto concerne il Bando Concorso per Dsga , il Miur ha fornito la bozza dei testi del D.M. e del bando in attesa di inviare il tutto al CSPI per il previsto parere.
Il contingente dovrebbe essere di 2.004 posti; attualmente gli assistenti amministrativi che ricoprono la funzione sono stimati in circa 600.
La Cisl Scuola ha richiesto con forza all'Amministrazione la massima tutela nei confronti di tutti gli assistenti amministrativi che, da tempo, garantiscono il regolare funzionamento delle scuole ricoprendo il ruolo del direttore dei servizi.
In particolare, la Cisl scuola ha chiesto che la riserva di posti attualmente prevista dalla bozza di bando (e fissata al 20% del contingente) sia estesa ricomprendendo anche tutti coloro i quali, anche se privi del titolo di studio richiesto per l'accesso al profilo professionale, sono comunque in possesso del requisito dei 36 di servizio nel profilo di Dsga.
Abbiamo anche richiesto di attivare la procedura della mobilità professionale.
Le OO.SS., preso atto della ristrettezza dei tempi, hanno chiesto ed ottenuto la sottoscrizione di un verbale con esplicitazione delle richieste più' urgenti.
Il verbale, in particolare prevede:
  • la richiesta che la riserva di posti del 20% sia ampliata e portata al 40% (e comunque in misura non inferiore al 30%)
  • la riserva di cui sopra deve ricomprendere anche il personale interno privo del titolo di studio ma con almeno 36 mesi di servizio nel profilo di Dsga
  • l'attivazione, da parte dell'Amministrazione, di tutti i canali necessari con la Funzione Pubblica per la predisposizione della procedura della mobilita' professionale (che dovrebbe riguardare il 20% del contingente).
Tenuto conto che la legge fissa al 31/12/2018 il termine perentorio entro il quale bandire il concorso, l'Amministrazione, in serata ed al termine dell'informativa, provvederà ad inviare al CSPI i testi per il prescritto parere.
Il bando di concorso, presumibilmente, verra' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre.
Le domande di partecipazione al concorso, di conseguenza, potrebbero essere presentate, tramite la procedura POLIS, dal 28/12/2018 al 27/01/2019

Mobilità del personale: esiti quinto e sesto incontro per il nuovo contratto triennale

Mer, 05/12/2018 - 20:12
E' proseguito, nella giornata di ieri e in quella odierna, il confronto sul Contratto Integrativo relativo alla Mobilità territoriale e professionale per il triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22. Sono continuati l'analisi e l'aggiornamento del testo del futuro CCNI, a partire da quello relativo all'a.s. 2015/16. In riferimento ai docenti dei licei musicali si sta cercando una soluzione che tuteli sia il diritto alla stabilizzazione che la continuità didattica e la possibilità per i docenti già titolari sulle discipline specifiche di poter partecipare ai movimenti. Il prossimo incontro si terrà giovedì 13 dicembre e si procederà alla conclusione dell'analisi del testo.

Un sistema di reclutamento che assicuri qualità e stabilità del lavoro e del servizio. Una proposta della CISL Scuola

Mer, 05/12/2018 - 17:52
Le misure riguardanti il reclutamento dei docenti che il Governo ha inserito in legge di bilancio sono parziali e limitate, comunque non risolutive di problemi che si trascinano da anni, in un susseguirsi di interventi mossi da velleità che si sono sempre rivelate, alla prova dei fatti, inconcludenti. Serve definire un sistema affidabile, efficace, trasparente, che assicuri al sistema una buona qualità di apporto professionale, favorendo al tempo stesso stabilità del lavoro e del servizio.
Queste le premesse a partire dalle quali la CISL Scuola ha messo a punto in un dossier una sua proposta, che ripropone, rivisitandola, l'esperienza del doppio canale di reclutamento dei docenti. "L'idea di un reclutamento affidato all'unico canale dei concorsi ordinari - spiega Maddalena Gissi - si è rivelata nei fatti inefficace, come dimostrano i dati raccolti e sintetizzati nel nostro dossier. Al flop delle assunzioni verificatosi quest'anno, si affianca un lievitare del ricorso a supplenze che toccherà quest'anno il suo record, con oltre 150.000 precari in servizio. E questo nonostante una legge che avrebbe dovuto mettere fine alla supplentite, nonostante il progressivo, anche se lento, svuotamento delle GAE, nonostante due tornate concorsuali ordinarie. Non si riescono a fare assunzioni in ruolo, si ricorre in modo abnorme al lavoro precario, creando le premesse per contenziosi senza fine".
"Noi pensiamo che al concorso ordinario, da confermare come procedura di cui va garantita una periodicità regolare, debba affiancarsi un canale che valorizzi l'esperienza di lavoro precario, spesso di durata pluriennale, garantendo una stabilizzazione che sia anche legata a efficaci e contestuali percorsi di formazione. Bene il superamento dei FIT pluriennali - conclude la segretaria generale CISL Scuola - ma senza un progetto complessivo chiaro, per tutti i gradi di scuola, e azioni tempestive, non si fanno passi decisivi in avanti. Purtroppo si è perso tempo, il rischio che il prossimo anno scolastico veda riproporsi le stesse criticità di sempre si può purtroppo considerare una certezza".

Reclutamento docenti, una proposta della CISL Scuola

Mer, 05/12/2018 - 17:27
Una proposta per il reclutamento dei docenti che assicuri qualità e stabilità del lavoro e del servizio. Il dossier della CISL Scuola la illustra riportando anche i dati che documentano il fallimento di precedenti ipotesi e spiegano le ragioni per cui una sistema a "doppio canale" sia la strada giusta da seguire.

Riuniti a Roma nella sede nazionale i nuovi quadri sindacali della CISL Scuola per una "due giorni" formativa

Mer, 05/12/2018 - 15:11
Riuniti a Roma nella sede nazionale della CISL Scuola i nuovi quadri sindacali che dal primo settembre sono impegnati a tempo pieno nelle sedi territoriali dell'Organizzazione. Provenienti da tutte le regioni d'Italia, hanno incontrato oggi, 5 dicembre, la segretaria generale Maddalena Gissi e l'intera segreteria nazionale, con la quale saranno impegnati anche nella giornata di domani per un primo momento formativo dedicato in particolare all'articolazione delle relazioni sindacali e alla struttura dell'Amministrazione. A tal fine è anche in programma una visita agli uffici del ministero di viale Trastevere.
La presenza dei nuovi quadri nella sede nazionale è stata anche l'occasione per un diretto contatto con i diversi aspetti organizzativi e funzionali in cui si articola la struttura del sindacato a livello centrale.
"Credo che siate tutte e tutti ben consapevoli di come il lavoro nel sindacato presupponga un livello alto di motivazione e di dedizione - ha detto Maddalena Gissi nel dare il benvenuto ai partecipanti all'incontro - È uno di quei lavori dai quali è impossibile 'staccare' timbrando un cartellino; non penso sia qualcosa di nuovo per chi come voi opera nella scuola. Competenza e passione sono le doti che in generale tutti riconoscono ai dirigenti territoriali della CISL Scuola, è al loro spirito di servizio che si deve in massima parte il consenso riscosso in modo ampio e diffuso dal nostro sindacato. Che è un sindacato confederale - ha voluto sottolineare - in cui la tutela degli interessi direttamente rappresentati si inquadra sempre in una dimensione di interesse generale di tutto il mondo del lavoro e della società nel suo complesso. Una posizione che può risultare in controtrendenza rispetto a filoni di pensiero oggi molto presenti a ogni livello, ma che per noi costituisce un preciso e irrinunciabile tratto di identità".

3 dicembre, giornata persone con disabilità. Accoglienza e inclusione, per la scuola italiana un primato da rafforzare

Lun, 03/12/2018 - 09:03
Si celebra oggi, 3 dicembre, la giornata internazionale delle persone con disabilità, ricorrenza istituita dall’ONU nel 1981. Il tema scelto per le celebrazioni del 2018 è “Dare forza alle persone con disabilità e assicurare uguaglianza e inclusività”. Come per tutte le ricorrenze, è fondamentale viverle come la sottolineatura di un impegno che dev’essere costante, quotidiano, sistematico. Vale in generale e ancor più quando in gioco ci sono i diritti delle persone a un’esistenza dignitosa, a una cittadinanza piena.
Per le persone con disabilità la scuola italiana è prima al mondo quanto a capacità di accoglienza e inclusione, un primato di cui andare orgogliosi, questa giornata ci dà l’occasione per ricordarlo a quanti si comportano come cacciatori di cattive notizie quando parlano del nostro sistema di istruzione. Un primato di cui andare fieri, ma che non ci esime dal compito di capire dove e come mettere mano perché si faccia ancora meglio.
Noi lo abbiamo fatto di recente, con un dossier che analizza con dovizia di dati e di raffronti la situazione dell’insegnamento in attività di sostegno, risorsa fondamentale che la scuola mette in campo per l’integrazione, spesso ritrovandosi da sola e priva del supporto che dovrebbe avere da altri enti e istituzioni. Da quel lavoro emergono indicazioni molto chiare, obiettivi precisi su cui vale la pena muoversi con tempestività attraverso scelte e azioni concrete, che rimuovano anche alcuni incredibili paradossi: dare alle scuole organici commisurati al reale fabbisogno, rimuovendo le cause di una precarietà dannosa per chi lavora e per la qualità del servizio; rimettere mano ai percorsi formativi, oggi affidati in esclusiva alle Università e inevitabilmente condizionati da ragioni di mercato; legare in modo più diretto percorsi formativi e reclutamento. Roma 3 dicembre 2018 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Personale all'estero, contrattazione su miglioramento offerta formativa

Sab, 01/12/2018 - 08:59
Venerdì 30 novembre si è svolto il previsto incontro per la contrattazione integrativa nazionale relativa alla definizione dei criteri per la realizzazione dei Progetti per il Miglioramento dell'Offerta Formativa delle scuole italiane all'estero, così come previsto dall'art.104 del CCNL. I lavori hanno avuto per oggetto la proposta del MAECI sulla definizione dei criteri per l'utilizzo dei fondi. Nel corso dei lavori, la CISL Scuola e le altre sigle confederali hanno consegnato un documento unitario nel quale viene ribadito come alla contrattazione di livello nazionale il CCNL (in sede di confronto) demandi l'individuazione dei criteri generali per l'utilizzo delle risorse, mentre spetta ai collegi dei docenti la competenza relativa alla determinazione dei criteri e delle modalità relative alla individuazione del personale docente ed ATA da coinvolgere nei progetti.
A questo proposito i sindacati hanno chiesto di rivedere e modificare i criteri previsti, in modo da salvaguardare l'autonomia dei singoli collegi dei docenti e consentire un pieno utilizzo delle risorse disponibili per le scuole italiane all'estero. E' stato fissato un ulteriore incontro di prosecuzione del negoziato per la giornata del 12 dicembre.

Audizione sul disegno di legge in materia di ambiti e chiamata diretta. La "memoria" della CISL Scuola

Gio, 29/11/2018 - 08:06
Lunedì 26 novembre si è svolta un'audizione informale presso la Presidenza della 7ª Commissione del Senato, con la presenza dei rappresentanti dei Gruppi Parlamentari, avente per oggetto il disegno di legge 763, d'iniziativa del sen. Mario Pittoni, volto a introdurre modifiche alla legge 107 in particolare con l'abrogazione dei commi riguardanti la procedura della cosiddetta "chiamata diretta" dei docenti.
Nel corso dell'audizione, alla quale per la CISL Scuola hanno partecipato la segretaria nazionale Paola Serafin e Fabrizia De Cuia dell'Ufficio Legislativo, è stata consegnata come di consueto ai parlamentari presenti una "memoria" scritta (vedi allegato) che riporta le osservazioni e le proposte formulate dalla nostra Organizzazione.
In essa si esprime condivisione rispetto al superamento di una modalità di attribuzione della sede di servizio ai docenti che è stata fonte di confusione e malumore non solo tra gli insegnanti, ma anche fra gli stessi dirigenti scolastici. Come più volte sostenuto dalla CISL Scuola, con critiche puntuali e argomentate, quelle norme mettevano mano pesantemente ad aspetti essenziali e delicati del rapporto di lavoro, senza che il servizio scolastico ne potesse ricavare alcun reale beneficio. Da qui la richiesta più volte avanzata che tale meccanismo fosse oggetto di radicale revisione legislativa e l'impegno svolto attraverso l'azione contrattuale per attenuarne quanto più possibile gli elementi di criticità, rendendolo di fatto residuale nei primi due anni scolastici di concreta applicazione, fino al suo accantonamento nelle operazioni del settembre 2018.
Dell'audizione è anche disponibile la registrazione video realizzata dagli Uffici del Senato.

Disegno di legge "concretezza", considerare le specificità della scuola

Gio, 29/11/2018 - 08:00
Le istituzioni scolastiche, anche se comprese tra le amministrazioni pubbliche, sono caratterizzate da specificità che riguardano sia la tipologia di servizio che particolari garanzie di rango costituzionale operanti nell'ambito del sistema di istruzione, come la libertà di insegnamento e la stessa autonomia scolastica. Si caratterizzano inoltre per le ridotte dimensioni amministrative e lo stesso legislatore ne ha sempre riconosciuta la particolarità tra le amministrazioni dello Stato, anche nelle disposizioni relative alla funzione dirigenziale e agli organismi di valutazione. Considerazioni ricorrenti già in altre precedenti circostanze, le ritroviamo anche nella "memoria" consegnata dalla CISL intervenuta a livello di Confederazione nell'audizione che si è svolta lunedì 26 novembre presso la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica e avente per oggetto il disegno di legge n. 920 (cosiddetto "concretezza") recante "Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo".
Una memoria ricca e articolata, nella quale si richiama fra l'altro la necessità di evitare che la previsione di azioni di contrasto a fenomeni certamente deteriori come l'assenteismo, finisca per generare un clima di sfiducia nel lavoro pubblico, con gli sbagli di pochi presi a pretesto per alimentare un discredito generalizzato. Sarebbe invece quanto mai necessario tutelare il benessere organizzativo e l’immagine di chi svolge la propria attività con spirito di servizio.
Nella giornata di martedì 27 la stessa Commissione ha ricevuto in audizione il Garante per la protezione dei dati personali, il quale ha esposto una nutrita serie di osservazioni, molte delle quali avvalorano tesi sostenute dalla nostra Organizzazione.
Nel testo della memoria depositata dalla CISL, disponibile in allegato, sono evidenziate le parti che riguardano in modo specifico il settore scuola.

Contratto dirigenza, ulteriori ritardi sarebbero intollerabili

Mer, 28/11/2018 - 22:59
Si è svolto mercoledì 28 novembre il previsto incontro per il rinnovo del CCNL Area istruzione e ricerca. L’ARAN, ancora una volta, non ha potuto quantificare la parte economica sia per il fatto che il MEF non ha ancora certificato il FUN 2017/2018 sia perché il MIUR non ha terminato la ricognizione circa l’utilizzazione avvenuta in via ultrattiva dei fondi FUN e in particolare dei 35 milioni previsti nella legge 107/2015. Questi dati sono necessari per definire le diverse ipotesi in campo volte ad ottenere l’equiparazione della retribuzione di parte fissa sin dal CCNL 2016/2018.
Secondo quanto riferito nel corso dell’incontro ben otto Uffici Scolastici Regionali non hanno ancora comunicato questi dati, evidentemente impedendo in tal modo la definizione della parte economica. A tal proposito, la parte sindacale ha sottoscritto al termine dell’incontro il seguente comunicato: “Al termine dell’incontro del 28/11/2018 per il rinnovo del CCNL dell’area dirigenziale istruzione e ricerca la parte sindacale esprime unanimemente il più profondo disappunto per la mancata certificazione delle risorse relative al FUN 2017/2018, uno dei presupposti indispensabili per la chiusura positiva della trattativa. Chiede pertanto che tale incertezza sia rimossa entro la data della prossima riunione fissata per il 13 dicembre.”
Alcuni progressi sono stati invece registrati sulla parte relativa alle sanzioni disciplinari. L’ARAN ha accolto diverse modifiche che la CISL Scuola ha proposto sin dalla presentazione dei primi testi che contenevano molti aspetti da noi ritenuti inaccettabili. L’ARAN non ha fornito invece indicazioni circa le modifiche che avevamo richiesto in tema di relazioni sindacali, particolarmente rispetto alla previsione di organismi paritetici, alla necessità di definire modalità per trattare temi delicati come lo stress lavoro correlato o la mobilità interregionale.
Alcune soluzioni sono invece state profilate per la restituzione al ruolo di provenienza e per gli aspetti relativi all’esercizio della delega in caso di ferie. Abbiamo inoltre richiesto che sia specificato che le responsabilità in materia di sicurezza luoghi di lavoro siano ricondotte esclusivamente a quelle gestionali e organizzative, come peraltro ribadito anche in alcune sentenze della Cassazione.
Riteniamo che vi siano le condizioni per chiudere in breve tempo la trattativa. Ogni ulteriore ritardo sarebbe certamente ingiustificabile e intollerabile.

Mobilità del personale: esiti quarto incontro per il nuovo contratto triennale

Mer, 28/11/2018 - 19:40
Si è tenuto, nella mattina odierna, presso il Miur, il quarto incontro sulla mobilità del personale scolastico per il prossimo triennio. In premessa, il Direttore Generale ha informato le organizzazioni sindacali di alcuni dati già richiesti in occasione dei precedenti incontri riguardanti la mobilità nei licei musicali:
  • docenti che hanno ottenuto la mobilità professionale straordinaria nel primo anno (a.s. 2017/18), n. 1032;
  • docenti che hanno ottenuto la mobilità professionale straordinaria nel secondo anno (a.s. 2018/19), n. 169;
  • docenti che hanno ottenuto la mobilità annuale per l'a.s. 2017/18, n. 289;
  • docenti che hanno ottenuto la mobilità annuale per l'a.s. 2018/19: n. 187.
E' poi iniziata l'analisi del testo, che ricalcherà l’impianto regolamentare del CCNI dell’a.s. 2015/16; e cioè:
  • tutti i trasferimenti avverranno su scuola;
  • non sarà più esprimibile la preferenza di ambito;
  • saranno ripristinate le tre fasi (comunale, provinciale e professionale e interprovinciale);
  • la pubblicazione dei movimenti sarà unica per tutti gli ordini di scuola.
I prossimi incontri sono stati fissati per martedì, mercoledì e giovedì della prossima settimana.

Informativa al MIUR sul concorso ordinario per la scuola primaria e dell'infanzia

Mer, 28/11/2018 - 19:11
Nel pomeriggio di mercoledì 28 novembre si è tenuto al MIUR, presso la Direzione Generale del Personale, l'incontro di informativa sul prossimo concorso ordinario per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria. Il concorso avrà validità biennale, sarà bandito a livello regionale per un totale di 10.183 posti solo nelle Regioni che presentano disponibilità di posti e nelle quali le graduatorie di merito del 2016 siano esaurite o con scarsa capienza.
I requisiti di accesso saranno gli stessi previsti per il concorso straordinario: diploma magistrale, liceo socio-psico pedagogico e diploma sperimentale ad indirizzo linguistico conseguiti entro l'a.s.2001/02 ovvero la laurea in Scienze della Formazione o analogo titolo estero equipollente.
Per i posti di insegnamento sul sostegno è richiesta la specializzazione.
La bozza del D.M. prevede che l'Amministrazione, nel caso in cui le domande di partecipazione a livello regionale siano superiori a tre volte il numero dei posti, possa far sostenere una prova pre-selettiva. Al riguardo la Cisl Scuola ha chiesto di non prevedere prove di accesso. La procedura concorsuale si articolerà in una prova scritta ed una prova orale. Per quanto riguarda la tabella di valutazione dei titoli tutte le organizzazioni sindacali hanno richiesto un adeguato riconoscimento al possesso della laurea in SFP. Il D.M. sarà trasmesso a breve al CSPI per il prescritto parere.

La nuova piazza sono adulti e anziani

Lun, 26/11/2018 - 15:31
«Quanti anni ha signora?» «Settantaquattro». «Cosa sta facendo?» «Aiuto a costruire la barricata contro la gendarmeria». «Perché è qui?» «La mia pensione non mi permette di arrivare alla fine del mese». È una delle interviste realizzate a Parigi da France Info, nella diretta sugli scontri tra i Gilets Jaunes e la polizia, una delle moltissime che mostrano insoliti dimostranti con i capelli bianchi e facce segnate dalle rughe.
La seconda e la terza età sono protagoniste assolute dell'ondata di proteste in Francia, anche nella loro versione più conflittuale. Le foto di anziani che prendono a calci i lacrimogeni, in prima fila sugli Champs Elysées insieme ai giovani casseurs, riempiono le pagine dei giornali. Ed è la classe anagrafica tra i 50 e i 60 ad aver battuto per mesi il tam-tam dell'«ora basta» sui social network, a cominciare dalla stella del movimento Jacline Mouraud, ex moglie di un militare e madre di tre figli, autrice del video-denuncia da sei milioni di visualizzazioni che ha acceso la polveriera.
Non succede solo in Francia. Anche in Italia il ritorno della piazza è stato segnato dall'attivismo degli over 50. Irrisi dal M5S come madamin, borghesi, anziani perditempo con barboncini al seguito, sono stati loro a riempire i luoghi della protesta antigovernativa a Roma e a Torino, ma hanno costituito anche una parte consistente e molto visibile dei cortei delle donne di sabato scorso. «Le ex ragazze degli Anni 70 sono le più consapevoli di ciò che significa perdere un diritto – spiega Luisa Rizzitelli, tra le fondatrici del Rebel Network – perché hanno combattuto per ottenerlo». Ma c'è di più. «Sono nate in un mondo dove tutto era politica. Si sono formate nella politica. Sono forse l'ultima generazione a credere nella potenza della politica, nonostante l'enorme disillusione per i partiti, ai quali quasi tutte hanno voltato le spalle».
Forse è proprio qui la chiave per capire il mondo alla rovescia visto con assoluta chiarezza a Parigi, con gli anziani in strada a urlare contro la polizia anziché a casa a borbottare contro i dimostranti delinquenti, come succedeva in passato. Non solo una questione geografica, campagne contro città. Non solo una questione di censo, ceto medio impoverito contro classi garantite. Non solo una questione di istinti – tesi molto gettonata in Francia da intellettuali come Èric Zemmoure – legata a un ciclico riemergere della jacquerie, la sollevazione contadina. Anche altro. Anche una questione anagrafica, che vede la vecchia generazione dei baby boomers mobilitarsi per difendere gli standard minimi del benessere. Pensavano di averli conquistati a vent'anni, li vedono messi in discussione, tornano a ribellarsi. Il fatto che le loro manifestazioni siano un successo non è casuale: hanno le competenze, sanno come si chiama all'adunata. «Non è difficile: un microfono, un altoparlante e via» racconta Fabien, il contadino che coordina i blocchi di Saint Germain Laval, nella Loira.
«In fondo anche il voto della Brexit – spiega Marco Palillo, giovane expat e ricercatore alla London School of Economics – va letto così. Hanno deciso gli anziani, pensando di proteggere un sistema di welfare che giudicavano in pericolo, mentre i giovani non sono andati ai seggi, non hanno capito che quel referendum avrebbe cambiato le loro vite». Palillo non è stupito di quel che accade nel continente. «Le vecchie generazioni hanno i codici della politica, la capiscono, ne conoscono il potere. Non credo che le nuove abbiano la stessa consapevolezza. Condividono un poste pensano di aver fatto abbastanza».
Altro che madamin, altro che gioco per classi privilegiate. La sollevazione della seconda e della terza età contro i governi, vista da questa prospettiva, appare come il pubblico pronunciamento di uno spezzone generazionale, forse l'ultimo, che conserva un'idea vitale della partecipazione politica e crede nel valore delle battaglie collettive. Ha segni diversi nei diversi Paesi. Commette di sicuro errori, talvolta – come in Inghilterra – cade negli inganni o si lascia strumentalizzare, come è inevitabile. Ma liquidarla come coda irrilevante del Novecento, retroguardia trascurabile rispetto al mondo nuovo dove i corpi, le piazze, il reale, saranno inevitabilmente sostituiti dal virtuale, è sciocco. Esistono e si fanno sentire, rappresentano il grosso degli elettorati attivi, fare i conti con loro si rivelerà prima o poi obbligatorio.

Su scuola, università e ricerca la manovra del Governo è proprio carente. Annamaria Furlan conclude l'assemblea delle regioni del Nord

Lun, 26/11/2018 - 15:13
"Oggi discutiamo con la dirigenza territoriale, delegati e componenti RSU su come la conoscenza sia indispensabile per i lavoratori e le lavoratrici, ma anche per il futuro delle imprese. La scuola è il primo anello da rafforzare, ma su questo la manovra è proprio carente”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento conclusivo in occasione dell'Assemblea unitaria dei sindacati di categoria della scuola, università e ricerca, per le regioni del Nord Italia.
Per la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, "la legge di Bilancio è senz'anima perché non guarda alle future generazioni. Bisogna investire oggi sulla scuola per poi pensare al futuro". La sindacalista punta il dito contro "promesse spot, come il tempo pieno generalizzato e gli stipendi europei", spiegando che "non serve promettere la generalizzazione del tempo pieno se non si guarda anche alle classi sovraffollate del Nord con 28-30 alunni".
Non possiamo considerare credibile gli annunci sullo stipendio europeo se si mettono in bilancio risorse che consentono 15 euro scarsi di aumento salariale pro capite, quando il gap con la media stipendiale dei Paesi dell’Ue va dai 300 ai 700 euro mensili". I sindacati chiedono quindi "un investimento a medio e lungo termine che aiuti il paese a inquadrare anche le competenze utili per i nuovi lavori".
Si sono alternate, nell’intervento di Annamaria Furlan, parole di attenzione alle proposte governative, ma anche dure critiche, a partire da quella sulla scarsa disponibilità fin qui manifestata all’ascolto e al confronto. "Questo presidente del Consiglio – ha detto fra l’altro Furlan - si sta caratterizzando per essere l'unico presidente che non ha mai ascoltato Cgil, Cisl e Uil, né le altri parti sociali, sulla manovra economica. Credo sia da parte sua un grande errore, perché non si può non dare riconoscimento a una rappresentanza sociale così importante e diffusa nel paese. Noi siamo pronti e disponibili ad incontrarci per ascoltarlo, ma anche per fargli le nostre proposte in materia di bilancio e di futuro del paese".
Tra le priorità indicate nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil, su cui i tre sindacati si stanno confrontando insieme alla base dei lavoratori, ci sono la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza. "Quota 100 è un ottima base di discussione - spiega Furlan -, ma vanno compensati due aspetti rilevanti: la questione delle donne, che difficilmente, in modo particolare nel sud, riescono ad avere 38 anni di contributi per le carriere troppo discontinue; la questione dei giovani, che rischiano di essere futuri pensionati poveri". Per i sindacati è fondamentale ragionare su "come si costruisce una pensione di garanzia per i giovani".
Inoltre, "siamo molto attenti e disponibili al confronto anche sul reddito di cittadinanza, che però resta ancora una sorta di oggetto misterioso", aggiunge Furlan."Va benissimo un allargamento del Rei (Reddito d'inclusione), per dare risposte a tante situazioni di povertà che ci sono nel nostro paese, ma è fondamentale che la misura si accompagni agli strumenti fondamentali delle politiche attive del lavoro: si dice che sarà così, ma il come è ancora tutto da scoprire".

Non basta dire no alla violenza sulle donne, per la parità di genere serve una mobilitazione sociale

Dom, 25/11/2018 - 09:25
"Non basta dire no alla violenza sulle donne, per la parità di genere serve una mobilitazione sociale". È questo il messaggio che la segretaria generale della CISL, Annamaria Furlan, lancia oggi intervenendo sul quotidiano il Secolo XIX in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. "Sono tante anche quest'anno le manifestazioni nelle città italiane - scrive la Furlan - contro ogni forma di violenza alle donne". Ricorda poi i numeri allarmanti che ci restituiscono le cronache, ma sottolinea come ci siano anche "tante vittime ignote di cui non si parla". "Tuttavia - prosegue - solo una donna su cinque racconta la propria esperienza. Perché tante omissioni, tanta ipocrisia e indifferenza sulla violenza alle donne?".
L'Italia fa ancora troppo poco per combattere i femminicidi, sostiene Annamaria Furlan, mancano strumenti di protezione e assistenza che garantiscano alle donne il diritto al lavoro, lavoro che resta "la prima forma di emancipazione per le donne". Purtroppo l'Italia è sotto questo profilo ancora molto indietro, così come insufficienti appaiono le misure di sostegno alla maternità.
"Spetta anche al sindacato far sì che tutte le forme di violenza non restino nascoste".
"Dovrebbe far parte dei processi educativi e della cultura civica di un paese avanzato spiegare che il rispetto reciproco tra uomini e donne è il fondamento di una comunità. Questo è uno dei compiti che la scuola italiana deve assumere come una priorità".
"Bisogna saper costruire le condizioni per una alleanza vera - conclude Furlan - tra le istituzioni, la società civile, le associazioni, la scuola, l'università, il mondo della formazione. Ciascuno deve fare la sua parte. Questa è la battaglia sindacale e culturale che la Cisl porta avanti".

Tristezza e commozione per la scomparsa di Faustina Evangelista

Sab, 24/11/2018 - 13:18
Ci ha lasciati oggi Faustina Evangelista, da sempre impegnata nell'attività sindacale con la nostra organizzazione in Basilicata, interprete appassionata e intelligente delle istanze del mondo da cui proveniva professionalmente e al quale è rimasta sempre molto legata, quello della scuola dell'infanzia. Componente del Consiglio Generale Nazionale della CISL Scuola, era stata anche eletta nel 2006 nel Consiglio di Amministrazione dell'ENAM, dedicandosi a quell'impegno con passione e generosità non comuni. Animata da forte passione civile anche sulle emergenze della sua amatissima terra, in particolare sui temi della difesa dell'ambiente.
Finché le condizioni di salute glielo hanno consentito, ha sempre onorato il suo ruolo in Consiglio Generale con presenza assidua e attenta. Così la ricorderemo, con affetto e gratitudine, seduta in prima fila col suo indimenticabile e dolce sorriso. 

Impegnarsi per il mondo

Ven, 23/11/2018 - 15:09
Sono una moltitudine, non una rarità, le ragazze, i ragazzi, gli uomini e le donne che amano il mondo e vogliono salvarlo, che ritengono ovvio aiutare chi ha bisogno, di qualunque colore sia e dovunque viva, che non accettano di ignorare le guerre, la fame, i terremoti, il terrorismo, le malattie, le inondazioni, la miseria, l’abbandono, i migranti, dovunque la gente viva la tragedia quotidiana di una crudele incerta sopravvivenza, dove il futuro non esiste. Ma è come se queste persone non esistessero, l’informazione spesso le scopre quanto fanno cattiva notizia, come Silvia Romano, rapita in un villaggio nella pericolosa foresta keniota alle spalle di Malindi, luogo di turismo privilegiato, e non lontano dal villaggio in cui sorge il centro spaziale italiano Luigi Broglio. Ventitré anni, milanese di Lambrate, ragazza qualsiasi senza storia, che anziché sognare di esibirsi a X Factor con i capelli tinti di viola e molti anelli al naso, ha scelto un altro modo per dare senso alla sua giovinezza, appunto il volontariato con una Onlus che lavora in Africa, accettando di dare il suo contributo di entusiasmo e sostegno, a Chakama, un luogo considerato pericoloso per le incursioni di banditi e terroristi. L’avevano sconsigliata senza però fermarla: e lei ha affrontato la grande avventura, sicura del suo bisogno di essere utile, di sentirsi nel giusto, di inebriarsi di bene. Felice, ridente, come appare nelle foto circondata da bellissimi bambini, come lei felici, come lei ridenti. Ma si sa oggi i “clicchisti” nel deserto inutile della valanga di post hanno un’idea tutta loro di cosa e di chi devono irridere, sconfessare, insozzare, minacciare di morte; i gesti e le parole che non capiscono o che gli imporrebbero una riflessione, e poi chi si sottrae al cattivo umore generale con una scelta di vita coraggiosa, e chi alla fine segretamente invidiano, sentono migliori. Non si sa cosa stia succedendo a quella che oggi è solo una vittima, doppiamente vittima in quanto donna, ma buona parte dei suoi improvvisati nemici, maschi intrappolati nelle loro infelicità, femmine avvilite dalla pochezza dei loro desideri, si augurano il peggio. E il peggio è che oggi il noioso e annoiato popolo in guerra con gli altri e quindi con se stesso, non sa come imporsi alle donne se non augurando loro una sottomissione attraverso lo stupro, la violenza, la sopraffazione di gruppo. In questo senso a Silvia la giusta, la generosa, l’appassionata, ragazza inerme nella ferocia dei rapitori, non viene risparmiato il disprezzo con cui oggi si tenta nuovamente di isolare le donne, di rimetterle al loro posto. Forse lo sghignazzo verso Silvia è un ennesimo, stupido gioco, e giusto per non sentirsi, orrore, buoni la si accusa di non essersene stata quieta a casa sua, magari a vedere il Grande fratello vip, a seguire Elisa Isoardi su Instagram, o se proprio scriteriata, a occuparsi di bambini in Italia, naturalmente italiani. Di Isoardi e di altre belle signore di coscia lunga e vita turbolenta abbiamo simpatiche notizie tutti i giorni più volte al dì, ma chi sono le persone che trovano se stesse lavorando lontano per gli altri? Si sa che il governo fa di tutto per ostacolare un tipo di volontariato che agisce Senza tener conto dei suoi diktat, anche usando la folla di insultanti di professione. Forse bisognerebbe avere lo chic di rivalutare il buon buonismo per limitare la volgarità della cattiveria arrogante e forse, prima o poi, pericolosa.

Sui rapporti scuola famiglia indicazioni da correggere. I sindacati chiedono incontro urgente al ministro

Ven, 23/11/2018 - 14:00
È con una circolare inviata ieri alle scuole che il MIUR interviene sul delicatissimo tema del rapporto tra scuola e famiglie nella predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa, in particolare sulle procedure relative alle decisioni organizzative e didattiche delle istituzioni scolastiche. "Chiediamo al Ministro un incontro urgente - sottolineano Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Pino Turi - per un confronto di merito su questa circolare, i cui contenuti rischiano di essere lesivi dell’autonomia professionale dei docenti e dell’autonomia scolastica, entrambe costituzionalmente garantite".
"Quando i genitori scelgono una scuola è perché conoscono l’offerta formativa che questa mette a disposizione e compiono un atto di affidamento nei confronti delle comunità professionali che sono impegnate nell’educazione dei figli. Il PTOF è reso pubblico prima dell’apertura delle iscrizioni – mettono in evidenza i segretari generali dei sindacati confederali della scuola - le procedure di definizione dell’offerta formativa sono fortemente democratiche e partecipative, richiedono la delibera del Consiglio di istituto e un’ampia fase di consultazione e proposta anche nei consigli di classe. Gli Organi collegiali prevedono la partecipazione di studenti e genitori, che provvedono a dare corpo all’autonomia delle scuole. Il Piano dell’offerta formativa costituisce il momento più alto di espressione dell’autonomia scolastica. L’offerta formativa è dunque intesa come un progetto unitario, democratico, partecipato che definisce l’identità dell’istituto scolastico e il suo rapporto con il territorio. La formulazione della circolare, con un generico e non circostanziato riferimento al curricolo obbligatorio – pongono l’accento Sinopoli, Gissi e Turi - rischia di generare confusione ed indurre equivoci e di scaricare sulla dirigenza scolastica procedure in contrasto con il quadro normativo esistente, peraltro richiamato anche in interventi della Corte di Cassazione a Sezioni Unite". "L’ampliamento del curricolo obbligatorio è ampiamente definito dalla normativa in tema di flessibilità e di autonomia didattica ed organizzativa e deve dunque essere inteso in tal senso. Ai fini della predisposizione del PTOF la scuola deve certamente promuovere i necessari rapporti con le famiglie ma la scuola è un insieme di professionalità e costruisce un progetto formativo che le famiglie scelgono in fase di iscrizione. Il rapporto con la collettività scolastica non può essere inteso come adesione ad un servizio a domanda individualizzata, l’esatto opposto della funzione che la Costituzione affida all’istruzione". Roma, 23 novembre 2018

Sicurezza nelle scuole, serve un'efficace strategia di prevenzione

Gio, 22/11/2018 - 17:43
Nelle giornate di celebrazione, come è quella di oggi per la sicurezza delle scuole, diviene ancora più stridente la distanza che dobbiamo dolorosamente registrare tra iniziative, annunci, eventi e la realtà quotidiana delle scuole. Secondo dati di Cittadinanzattiva nell’anno scolastico 2017-2018 vi sono stati nelle nostre scuole 50 crolli. Nei precedenti anni scolastici, dal 2013/2014 al 2016/2017, i distacchi di intonaco censiti sono stati ben 156. Potremmo citare molti altri dati allarmanti.
La costituzione di un Fondo unico per l’edilizia scolastica, l’istituzione di un Osservatorio dedicato e il completamento dell'Anagrafe sull'edilizia scolastica, gli ulteriori interventi annunciati oggi dal Ministro Bussetti di semplificazione per l’utilizzo dei fondi, sono alcune delle tappe percorse negli ultimi anni per intervenire sulla grave situazione edilizia delle nostre scuole. Tuttavia, persino nella giornata odierna la cronaca ha registrato incidenti che hanno coinvolto i nostri allievi negli ambienti scolastici.
In attesa che i provvedimenti ricordati producano il loro effetti per affrontare rischio sismico e di alluvione, la mancanza dei certificati di agibilità statica e l’urgenza di miglioramenti strutturali, occorre intervenire con urgenza ed immediatezza anche sulla manutenzione ordinaria delle scuole; più della metà degli edifici è stata realizzata prima degli anni Settanta.
Gli Enti locali rivestono un ruolo centrale nella manutenzione delle scuole. Infatti nel 77% dei casi, gli edifici scolastici sono di proprietà dei Comuni, mentre nel 9% appartengono alle Province. Tuttavia, per motivi svariati, per un lungo periodo gli Enti locali, pur con grande differenza tra le diverse realtà, non hanno effettuato sufficienti interventi di manutenzione e la situazione degli ambienti didattici è andata sempre più deteriorandosi, nonostante le accorate e ripetute segnalazioni dei dirigenti scolastici. Con l’art. 39 del nuovo Regolamento amministrativo contabile appena pubblicato in GU, invece di richiamare gli enti locali agli obblighi di assicurare almeno la manutenzione ordinaria, si è creata ulteriore confusione.
Nonostante i tanti proclami e le giornate celebrative, con il ricordato art. 39 si giunge all’assurdo di ritenere che il dirigente scolastico possa utilizzare i fondi destinati al funzionamento delle scuole e all’istruzione per intervenire, senza alcuna competenza, né normativa né tecnica, persino sulla riparazione degli edifici scolastici e delle loro pertinenze. La scuola dovrebbe anticipare i fondi (che non ha), dandone comunicazione all’Ente locale, nella speranza, per la verità vaga, di rimborso e condurre in splendida autonomia interventi riservati alla competenza tecnica degli enti locali.
E’ questo il modo attraverso il quale si pensa di rendere effettiva la protezione dell’incolumità dei nostri allievi? Tutto ciò mentre si celebra con molta enfasi la giornata nazionale per la sicurezza delle scuole. Ci saremmo piuttosto attesi dal Governo, accanto al reperimento di fondi, anche un’iniziativa di riordino del quadro normativo, a lungo rinviata nonostante le previsioni del dlgs 81/2008. La normativa vigente prevede che gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso alle scuole siano a carico dell'amministrazione proprietaria. Nello stesso tempo individua il dirigente scolastico quale datore di lavoro ai fini della sicurezza, privo però di poteri di spesa.
Il Dlgs. 81/2008 prevedeva che il quadro normativo fosse completato con l’emanazione di specifici decreti interministeriali per definire “le effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o le peculiarità organizzative”. Questi decreti per il settore istruzione non hanno mai visto luce.
Occorre dunque definire con chiarezza le responsabilità e le competenze, tenendo distinte, come affermato dalla Cassazione, le misure di tipo "strutturale ed impiantistico", di competenza dell'ente locale proprietario dell'immobile, e gli adempimenti di tipo unicamente "gestionale" ed organizzativo spettanti invece all'amministrazione scolastica (Cassazione Penale, Sez. 3, 15 luglio 2016, n. 30143).
La corretta e chiara ripartizione delle competenze in materia di sicurezza negli edifici scolastici e la corresponsabilità dei rappresentati degli enti locali nella stesura del documento di valutazione del rischio sono a nostro parere condizioni concrete ed essenziali perché sia assicurato un sistema di prevenzione sostanziale e non puramente formale, perché le celebrazioni siano meno amare. Roma, 22 novembre 2018 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

Terzo incontro per il nuovo contratto triennale sulla mobilità

Gio, 22/11/2018 - 17:15
Si è svolto oggi, 21 novembre, il terzo incontro al MIUR avente per oggetto il contratto integrativo sulla mobilità per il triennio che decorrerà dall’a.s. 2019/20. La CISL Scuola e le altre organizzazioni hanno posto all’attenzione le seguenti questioni, che dovranno essere oggetto di ulteriore approfondimento: 
  • quota di posti da destinare all'accantonamento per le assunzioni in ruolo e conseguente quota per la mobilità interprovinciale e professionale
  • attribuzione della titolarità di scuola, prima dei movimenti, a tutto il personale con incarico triennale
  • ripristino del codice indicativo della provincia per il personale in esubero sulla provincia
  • trattamento del personale in esubero a livello nazionale
  • accantonamento delle sedi assegnate ai docenti impegnati nei percorsi FIT e dei posti prenotati quanti saranno inseriti nelle graduatorie FIT che saranno pubblicate entro il 31/12/18
  • mobilità nei licei musicali
  • scuole carcerarie
  • tabelle di valutazione dei titoli, valutando l'opportunità di uniformare quanto più possibile le tabelle per i movimenti a domanda e per quelli d'ufficio.
Ancora una volta si sono riscontrate da parte dell'Amministrazione attenzione e disponibilità nei confronti delle richieste avanzate, a partire da quelle già oggetto del precedente incontro (movimenti per tutti su scuola, ripristino delle tre fasi di mobilità, definizione di codici sintetici per comune, distretto e provincia, possibilità di esprimere fino a 15 preferenze di scuola).
Alla ripresa del negoziato, prevista per mercoledì prossimo 28 novembre, prenderà avvio l'esame di un articolato che l'Amministrazione è impegnata a predisporre assumendo come testo di riferimento, da cui partire per i necessari aggiornamenti, quello del CCNI relativo all’a.s. 2015/16.

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